Dopo aver scritto su un social un post dedicato alla tragica fine di Stefano Cucchi (“Non so chi potrà  mai lavare dall’Italia l’ONta dell’assassinio di STefano Cucchi”), avvenuta ad opera di chi avrebbe dovuto proteggerlo, da melomane acclarato quale io sono, ho voluto scrivere, dedicandolo a sua sorella Ilaria, un testo di ispirazione verdiana.

Giuseppe Verdi, del quale Gabriele D’Annunzio scrisse “Pianse ed amò per tutti”, così scolpisce le coscienze di Macbeth e di sua moglie Lady tormentate dai rimorsi.

Dopo aver brutalmente ucciso il Re Duncano, ospite quindi “sacro” a casa loro, Macbeth è solo, quando bussano forte alla porta del castello: Ogni rumore / mi spaventa! / (si guarda le mani) / Oh questa mano! / Non potrebbe l’oceano / queste mani a me lavar! / (... ... ...) / Deh potessi il mio delitto / dalla mente cancellar! / Deh, sapessi, o re trafitto, / l’alto sonno a te spezzar!

Lady Macbeth invece vaneggia mentre tenta di continuo di lavarsi le mani sporche di sangue: Una macchia è qui tuttora... / via, ti dico, o maledetta!... / (... ... ...) / Chi poteva in quel vegliardo / tanto sangue immaginar? / (... ... ...) / Che n’avvenne?... E mai pulire / queste mani io non saprò?... / (... ... ...) / Di sangue umano / sa qui sempre... Arabia intera / rimondar sì picciol mano / co’ suoi balsami non può.

potrà farlo la nostra Italia.

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