Sto percorrendo questa tangenziale già da un po’, insieme a quelli che sono i miei abituali compagni di viaggio. 
La musica pompa dalle casse e noi cantiamo a squarcia gola. 
La tangenziale è congestionata.
Intorno a me, auto,  tutte diverse per forma, cilindrata, colore... alcune sono nuove e fiammeggianti, altre più datate, alcune presentano ammaccature, dovute probabilmente a collisioni, che ne hanno modificato l’aspetto… e magari il carrozziere ha anche fatto un buon lavoro, ma si sa, un’auto sinistrata nella maggior parte dei casi non torna più quella di prima. 
Non ho fretta, me ne sto sulla corsia di destra e lascio che altre auto mi sorpassino, proiettate verso i loro “dove”, apparentemente sicuri che la direzione in cui stanno andando sia quella giusta. 
Io non lo sono sempre. 
Anzi, non lo sono quasi mai (il navigatore non lo ascolto).
E poi ci sono auto che, anche per lunghi tratti, percorrono la mia stessa strada. 
E si va avanti, insieme si procede, a volte più spediti, altre meno.
A volte si rimane imbottigliati. 
Asfalto rovente, dai finestrini osservi i volti delle persone nelle altre auto.
Poi spesso succede che dopo un certo tratto percorso insieme, qualcuno se ne vada per la sua strada, magari esce dalla tangenziale, magari si ferma in qualche area di servizio per rifornirsi di carburante, o anche solo per un caffè.
Può darsi che lungo la strada vi rincontrerete. Più probabilmente vi dimenticherete gli uni degli altri in pochi secondi.
E poi, poi ci sono quelli fermi nella corsia di emergenza.
E non importa dove tu stia andando, né quanta fretta tu abbia… quando li vedi ti devi fermare, non fosse altro che per il pensiero che prima o poi, fermo su quella corsia, potresti esserci tu.
Chiudo dicendo che la tangenziale è decisamente meglio non imboccarla contromano… perché in tal caso è molto probabile che ci si faccia male.
Questa è la vita.

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