Siamo arrivati in India al seguito di mio padre che è una specie di ambasciatore inviato da sua maestà la Regina. Io e mio fratello non siamo contenti di questo trasferimento, abbiamo dovuto lasciare la nostra scuola privilegiata a Londra, tutti gli amici e, devo ammetterlo, una vita abbastanza agiata.

Mio padre con il tipo di incarico che ha, purtroppo, deve sottostare alle esigenze che il suo ruolo ricopre.

Già il viaggio è stato un inferno, arrivare dall’altra parte del mondo con auto, treni, cavalli ci ha tenuti impegnati per giorni e ora che siamo arrivati finalmente un sospiro di sollievo. Siamo di cattivo umore, abbiamo trovato un clima decisamente non gradevole. Un'aria calda e umida che fa appiccicare i vestiti addosso e una puzza orrenda, nelle mia breve vita non ho mai sentito degli odori così sgradevoli.

Non so nemmeno identificarli, un insieme di fetori uno peggio dell’altro, dal letame di animali, a incensi nauseabondi e spezie di ogni tipo.

 Io ho quindici anni e mio fratello dieci. Lui come al solito prende tutto come una specie di gioco. Non fa caso a queste cose, anche se stanco del viaggio e sente caldo, senza problemi si è spogliato e gira per casa in mutande.  Io, ovvio, non posso, devo conservare un minimo di dignità e vado vestita come si conviene a una signorina della mia età e del mio rango. Ho notato fra l’altro che abbiamo molti servitori in giro per casa e non mi va di farmi vedere in abbigliamento inadeguato, ne va del  mio prestigio di padrona di casa.

Ho conosciuto una ragazza, la figlia di un componente delle autorità locali che è venuto a porgere i suoi omaggi a mio padre.  Abbiamo fatto amicizia e lei mi ha avvisato che fra non molto il clima cambierà, è in arrivo la stagione dei monsoni e quelli sono sempre un rischio, Portano cattivo tempo, vento forte e alluvioni, specie nella parte meridionale  del paese.

Noi ci troviamo a Kochi e ora che ho avuto modo di visitarne una parte, devo dire che non è poi così malvagia, è una città che presenta elementi di cultura non indifferenti. C’è sempre quella puzza  per le strade, è un fattore contingente che non credo si possa eliminare. Come in ogni grande città, anche qui il divario fra le classi sociali è notevole, anzi, direi che qui la povertà è tangibile e reale, la s’incontra a ogni angolo di strada.

Noi siamo stranieri e facciamo parte di quella élite che ha conquistato il paese e cerca di controllarne le risorse sia umane sia economiche. Molti sono gli occhi che ci scrutano con una punta di astio.

Capitò all’improvviso, una mattina io e la mia amica stavamo andando in giro a visitare i monumenti quando ecco, improvvisa, una raffica di vento terribile. Laura, la mia amica, cosciente che stava per succedere qualcosa di pericoloso, mi afferrò per la mano trascinandomi di forza verso la strada di casa. Fu una fortuna quel suo gesto deciso, io avrei continuato a camminare senza preoccuparmi, ma lei sapeva cosa sarebbe successo.

Non facemmo in tempo a entrare in casa che dal di fuori si sentì un rumore infernale. La furia del vento che soffiava impetuoso e un rumore sordo e cupo di acqua che sembrava il tuono di una valanga. Il mio sguardo era terreo, non sapevo cosa stesse succedendo, ma la mia amica per fortuna era vicino a me, mi strinse la mano sorridendo rassicurandomi.

In seguito mi disse che era la piena del fiume che avendo accumulato troppa acqua a monte adesso si scaricava a valle. Sentimmo la furia dell’acqua passare sotto le nostre finestre con un rumore assordante. Anche le pareti di casa che in parte erano in legno vibrarono al passaggio delle acque, poi come d’incanto tutto tacque. Ci fu uno spazio di tempo dove si sentiva solo un leggero fruscio di acqua, quello consueto di sempre, il fiume passava proprio poco distante dalle nostre finestre. Sembrava che tutto stesse tornando alla normalità quando ancora una volta ci furono dei rumori strani.

Non pioveva, cosa poteva provocare quello sciabordio d’acqua? Cos’era quel rumore?

Laura mi fece affacciare alla finestra e con mio sommo stupore vidi  uno spettacolo indescrivibile.

Un numero imprecisato di elefanti, come in una processione stava percorrendo lentamente il fiume che, dopo la piena, era tornato a essere poco più di un ruscello.

Che spettacolo! Sapevo della presenza degli elefanti in India e che vengono rispettati quasi come sacri, immaginare l’India senza elefanti è come dire Londra senza il Big Ben.

La mandria di grossi elefanti silenziosi marciava nell’acqua verso sud, dopo il complesso abitativo dove eravamo noi c’era la foresta dove sarebbero usciti dall’acqua. Dopo la lunga stagione arsa finalmente potevano dissetarsi, lavarsi e anche giocare con l’acqua.

Beati loro, a me toccava solo guardare da lontano, avrei preferito scendere anche io e sguazzare insieme con loro, ma in quelle acque limacciose non era proprio il caso.

 

Tutti i racconti

3
3
43

In sintesi vi racconto de La locanda del Cerriglio

Un breve viaggio tra storia e tradizione dal 1300

26 February 2026

Nel cuore di Napoli, in un vicolo così stretto che due persone non riescono a camminare unite, si trova una delle gemme più affascinanti e preziose della città: la Locanda del Cerriglio. Questo storico locale nato nel 1300, non è solo un luogo dove mangiare, ma un vero e proprio scrigno di storie, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Gennarino: Paolo Ferazzoli PRFF: Un luogo veramente unico. Grazie per il commento. Buona [...]

  • Maria Merlo: "Or dunque, ier sera, all'osteria del Cerriglio, dopo che ebbemo benissimo [...]

0
2
43

Il pianeta Ombra 4/4

26 February 2026

Lesse la pagina del documento antico che aveva davanti: «Eliminando l’ombra, eliminiamo la percezione della tridimensionalità. Senza tridimensionalità, la mente umana perde la capacità di concepire ciò che non vede.» Si fermò a lungo su quella frase. La mente perde la capacità di concepire ciò [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    è proprio vero la terza dimensione è quella che ci [...]

  • Rubrus: Tra Platone e Stranger Things. Certo, se uno non conosce il mito della caverna [...]

1
1
37

Il Favo 2/3

26 February 2026

Johnny sentiva i sogni ancora vivi nella propria testa, un frammento di sé che nessuno poteva toccare. Era il pulsare della vita, la ragione stessa dell’essere uomo. Era ora di ribellarsi a quella schiavitù. Era vero che i cittadini non dovevano più preoccuparsi di nulla, perché il Favo pensava [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
2
53

Il pianeta Ombra 3/4

25 February 2026

“Venga subito, sono richiesti i suoi servigi alla Grande Torre!”, lo convocarono. Scese di casa, prese l’auto e in un attimo si trovò davanti ai cancelli della Grande Torre. Era una costruzione immensa, che sembrava arrivare fino al cielo e si stagliava molto più alta di tutte le altre costruzioni [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
3
47

Il Favo 1/3

25 February 2026

Ogni mattina, prima che il sole sollevasse il velo di luce sulla città, tutto si fermava per il Rito della Deposizione. Le strade si svuotavano quasi all’unisono; dagli edifici si riversavano gli abitanti di Favo-City, lasciando intravedere visi assonnati e occhi ancora velati dai sogni della notte, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
4
50

Un ultimo drink

25 February 2026

Pioggia fine, insistente. Quella che non bagna davvero, ma ti entra lo stesso nelle ossa. Il bar quasi vuoto è illuminato da luci al neon stanche che ronzano piano. Damian è seduto sullo sgabello di sempre, gomiti sul bancone, sguardo perso nel fondo di un Coca e Rum. Ha cinquantaquattro anni, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Lo Scrittore: ottimo! molta atmosfera noir, manca solo magari un pianoforte e un sottofondo [...]

  • Andrea Varesi: grazie a tutti, spero vi sia piaciuto, mi diverte immaginare cose e racconti, [...]

4
4
35

Io sto con i cattivi

24 February 2026

Per la miseria Bill, te lo volevo proprio dire. Il fatto è che mi hai battuto sul tempo. Mi hai sempre battuto, questo è il problema. Comunque te lo volevo raccontare il giorno dopo, ma tu arrivi e, come niente fosse, dici: “Mi faccio prete”. Non la sopportavo, la fissa che avevi della religione [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
1
18

Il pianeta Ombra 2/4

24 February 2026

Portavano i soggetti, fin dalla nascita, in un corridoio sotterraneo. In una sala malamente illuminata venivano incatenati in modo tale da non potersi vedere tra loro. Potevano solo guardare davanti, sempre nella stessa direzione. Davanti a loro si svolgeva uno spettacolo. I soggetti non sapevano [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
3
58

Come freccia di fuoco

24 February 2026

Affondano nella sabbia di granelli rugosi e meravigliano il tepore e la fresca carezza. Rallegrano gli occhi facendosi musica tra spuma e sale, mentre spruzzano lacrime di mare. Spingono su tacchi che non lasciano scampo, nel ballo a vortice di ricordi e futuro. Sostengono macigni e piume, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
3
61

Il pianeta Ombra 1/4

23 February 2026

La prima volta che osservò davvero un’eclissi totale di Luna era passata da poco la mezzanotte. Aprile dell’anno 20.000 d.C. — o così gli piaceva pensare, perché il tempo, a quell’altezza del cielo, perdeva significato. Se mai fosse capitato a qualcuno di assistere a un’eclissi di Sole, avrebbe [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: Cirioso. Attendiamo il seguito.Like

  • Chichì: Suscita curiosità e ci si aspetta la sorpresa in un'eventuale continuazione......

31
21
181

Patrizia

Graziati da un insolito destino in un piovoso giorno di Gennaio sotto il cielo di Napoli

23 February 2026

Era quasi l'una di notte e quel martedì di fine gennaio erano rimasti in pochi al club Ammiranapoli. Inerpicato sulla collina di Capodimonte, il locale, dalle ampie vetrate della sala da ballo, offriva una vista mozzafiato, con Capri sullo sfondo e le luci della città che arrivavano fino alle navi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • U2123: Racconto serrato e coinvolgente. Certo rimangono due misteri irrisolti: 1) [...]

  • U2124: avvincente, meriterebbe un finale meno affrettato

5
9
52

L'acchiappasogni - 2/2

23 February 2026

Tornato a casa racconto tutto a mia moglie. Lei crede che io abbia comprato un altro tablet e la stia prendendo in giro. Quando capisce che non è uno scherzo, non dice niente, ma il suo sguardo esprime molto chiaramente il suo pensiero che è possibile riassumere in “ho sposato un idiota”. Sento [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

Torna su