Arrivammo al bancone, a servirci ci fu Manuel, il barista, un gigante dallo sguardo torvo, pelato, strapieno di tatuaggi e con poca voglia di scherzare.

Fui io il primo a parlare:

«Una bottiglietta d’acqua per favore.»

Misi le due euro di monetine sul bancone e il bieco barista ci squadrò dalla testa ai piedi.

«L’acqua viene due euro e cinquanta!» ci disse con freddezza.

Io e Ennio ci guardammo con aria interrogativa, la volta precedente la stessa acqua ci costò due euro.

Restai interdetto, mi feci un’idea approssimativa (e non del tutto da scartare), ovvero che le bevande di qualsiasi genere fossero, erano semplicemente soggette ad aumenti improvvisi e che non ci si poteva sindacare.

«Due euro e cinquanta? Ma come? Una settimana fa costava due euro, identica bottiglietta, identica marca... ma perché cinquanta centesimi in più?» contestò a gran voce il mio amico in quanto la cosa non gli andò assolutamente giù.

Ma non vi bastano tutti i soldi che vi fregate?» soggiunse con un tono ancora più lamentevole

Il barista inarcò dapprima un sopracciglio, per poi assumere un atteggiamento particolarmente trucido e secca fu la sua risposta.

«Sentite qua: l’acqua viene due euro e cinquanta, DUE EURO E CINQUANTA, se non vi sta bene, vi potete dissetare gratuitamente con l’acqua dei cessi.» 

Ennio non si lasciò impressionare e si mise a controbattere.

«Qua ci sono due euro, dacci quella dannata acqua e cerca di rilassarti! E tu pezzo di bifolco saresti un barista?»

La reazione di Manuel non tardò a venire.

«Ehi merdina, con chi credi di parlare? Ho fatto il barman per vent’anni anni a Stoccolma, quando ancora tu eri nelle palle di tuo padre!» fece una pausa e continuò bofonchiando  «Porca vacca, ma chi me lo doveva dire che un giorno sarei finito a lavorare qui in mezzo a voi stronzetti?»

«Si si Stoccolma e sto cavolo!» incalzò Ennio.

Cominciai ad inquietarmi e soprattutto a preoccuparmi, temevo che il barista tramite radio avvertisse i buttafuori…per buttarci fuori!
Situazioni del genere non erano affatto rare lì al Juvenile, specie al bancone del bar, tra gente che alzava il gomito oppure gente che si irritava a causa del carattere repellente del barista e come è facile immaginare gli “uomini in nero” entravano inevitabilmente in azione.

Cercai in qualche modo di contenere Ennio, con occhiate, con colpetti sulla caviglia o sull’avambraccio, e a dirgli a denti stretti: “bbbbstaaaa!” “Ddddaiiii!” “Ennnioooooooooooo!”

Niente, non ci fu nulla da fare.

«È una questione di principio, qua fanno quello che cazzo vogliono, facci caso che molto spesso non fanno neanche gli scontrini, quindi ADESSO il barista della malora si prende i due euro e chiude il becco!» si impuntò con molta convinzione il mio amico.

Il ragionamento di Ennio non era sbagliato, ma ciò a mio avviso non sarebbe bastato a cambiare le cose, semmai a peggiorarle, rassegnandomi al pensiero che la situazione degenerasse e che il barista avrebbe chiamato in men che non si dica i buttafuori.

Invece da parte di Manuel avvenne un gesto del tutto inaspettato.

Il barista con aria di sfida, innanzitutto si abbassò da sotto il banco per prendere una bottiglietta d’acqua, allentò e tolse il tappo, bevendo un quarto del contenuto poggiando direttamente le labbra.

Infine si asciugò la bocca con una mano per poi riprendere il tappo e richiudere energeticamente la bottiglietta sbattendola con violenza sul bancone.

«Eccovi l’acqua…DUE EURO!» ci disse con tono sprezzante.

«G-grazie!!! Oh fi-nalmen-te, ora si che r-ragioniamo!» balbettò il mio amico prendendo la bottiglietta un pò tremando.

Il barista acchiappò le due euro di monetine e le lanciò rabbiosamente dentro la cassa, imprecando come uno scaricatore di porto.

Ennio ed io ci allontanammo dal bancone per andarci sederci in uno dei tanti divanetti rossi del locale.

Con una certa ripugnanza nonchè con un certo disgusto, bevemmo a turno dove poco prima Manuel aveva poggiato le sue luride labbra, e per giunta l’acqua si rilevò temperatura ambiente, per non dire calda.

Uscimmo circa mezz’ora dopo dalla discoteca, entrambi visibilmente sconcertati e di comune accordo decidemmo di non mettere mai più piede al Juvenile.

 

Seconda edizione

Prima edizione: 18 luglio 2016

Tutti i racconti

4
2
19

Giuseppe e Luca

02 May 2026

Nessuno si sedeva mai accanto a Luca. In prima media era arrivato a metà anno, e da subito era diventato quello nuovo, quello diverso. Bastò poco perché la classe lo isolasse. Non c’era un momento preciso in cui era successo: era stato un processo lento, fatto di sguardi, battute, piccoli gesti. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
3
15

Il sogno

02 May 2026

Ieri notte ho fatto un sogno. In sé non è una notizia molto interessante: secondo gli esperti tutti sogniamo, ma non tutti ricordano le proprie esperienze notturne, e io, appunto, sono fra quelli che non le ricordano. Il sogno della notte scorsa, però, me lo ricordo bene. Così bene che quasi mi [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Maria Merlo: Scrivere racconti che riguardano i nostri sogni, è una bella idea. Non [...]

  • Adribel: In genere per i sogni si cerca un significato, ma se questo lo hai inventato [...]

3
4
45

Lo storico locale

01 May 2026

Da sempre la storia dei paesi e delle città ha affascinato chi ama scoprire il passato: persone curiose più che ambiziose, pronte a intraprendere lunghi viaggi pur di verificare un nome o una data. Si muovevano tra biblioteche e archivi, confrontandosi con altri studiosi, tessendo una rete fatta [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
3
39

Il geco e la geisha

01 May 2026

C’era una volta, nella Kyoto dei tempi antichi, una geisha di nome Aiko. Non era solo abile nella danza e nella musica, ma aveva un cuore curioso e coraggioso. Ogni sera, tra le lanterne di carta e i giardini segreti, Aiko esercitava i suoi passi, cercando di catturare la bellezza del mondo nelle [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Maria Merlo: La bellezza e la competenza che aprono porte sbarrate, e una lettura piacevole, [...]

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    Aiko e il geco, in cammino alla ricerca del bene e della perfezione...
    Gradita [...]

3
3
53

Bortolo e il re

30 April 2026

Bortolo era un elefante con una passione per il verso, tanto che si esprimeva con cadenza poetica anche nella vita quotidiana. Era un elefante letterato. Viveva in un giardino reale, pieno di alberi da frutto che spandevano il loro profumo nell’aria, e ogni giorno si chiedeva se esistessero elefanti [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

9
9
66

Il delitto perfetto

Come non uccidere tuo marito in 4 mosse e 1 valigia.

Miu
30 April 2026

Mi chiamo Carla e ho 55 anni, mio marito Mario, pensionato, 63. Quando mi annunciò che voleva lasciarmi per una ballerina brasiliana, pronunciò il suo nome, Ortensia, con un rispetto oserei dire tropicale. Non piansi. Non gli tirai un mestolo solo perché era troppo lontano e poi non ho mai amato [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Smoki: Ogni volta che vedo un testo di Miu, mi sento trepidante come la mattina di [...]

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Una chicca da non perdere!
    Divertente, intelligente, brillantissimo.
    Complimenti...
    Sagace [...]

2
5
189

Ombre sull'Appia Antica

La vide per la prima volta durante un'ordinaria giornata di lavoro

29 April 2026

La vide per la prima volta durante un'ordinaria giornata di lavoro, nei pressi della Tomba di Cecilia Metella, lungo la Via Appia Antica. In quel periodo lavorava come guardiano presso le Catacombe di San Callisto, proprio di fronte al mausoleo. La notò in mezzo a un gruppo di turisti. Comprese [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Teo Bo: Ciao Jean. Apprezzato l'espediente narrativo anche se in un racconto Horror [...]

  • Dax: Carino...povero il protagonista. like

5
6
254

Solitudine

Nuova Edizione

29 April 2026

Dicembre, un mese pieno di aspettative, freddo, shopping sfrenato... L'umanità è in movimento frenetico, sciama per le strade, c'è folla dappertutto. Difficile credere che nel mese del Natale ci possano essere episodi di solitudine. Certo che pensando ai senza fissa dimora verrebbe da preoccuparsene, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
18
147

Un piatto genuino

28 April 2026

Mi piacciono i piatti genuini fatti in casa: la lasagna che preparo al forno è il mio orgoglio. C’è qualcosa di più saporito? Non credo. È un piatto che si può gustare già da piccoli. Mio figlio era lì davanti a me, rompiscatole e cocciuto, con la bocca chiusa, mentre scuoteva la testa da sinistra [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Walter Fest: P.S. Armitrá tè prego. non dire che non accetti la sfida perché [...]

  • Teo Bo: Grande Walter! La risposta migliore ad un racconto... border line. Anch'io [...]

4
6
778

Passaggio di consegne

Un volante, un’idea di famiglia e un’automobile che ha sempre sete

28 April 2026

In casa mia guidare non era solo spostarsi, era un rituale: stessi percorsi, stessi posti, stessa distribuzione dei ruoli. Io ho trascorso anni sul sedile posteriore, con i libri in mano, mentre davanti si decidevano direzione, tempi e, con tutta probabilità, anche il destino dell’umanità. Poi, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Maria Merlo: Piacevole e ben scritto. Complimenti.

  • Asbe: Grazie a tutti pe le belle parole e già che ci sono chiarisco una cosa [...]

3
8
48

Vi racconto di Mecenate

Mecenate e mecenatismo

27 April 2026

Quando sentiamo la parola "Mecenate", subito la nostra mente richiama l’idea di una persona che sostiene gli artisti, e protegge la creatività. con generosità finanzia È un termine familiare, talvolta persino affascinante, ma sappiamo davvero chi era Mecenate? Chi si nasconde dietro questo nome, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
5
194

Il metodo

27 April 2026

Era tutto cominciato così, quasi per scherzo. Paolo aveva letto su un volantino che stava per cominciare un corso di scrittura creativa a Modena. Non ci pensò fino alla sera in cui iniziava, ci andò per curiosità e anche perché in TV non c’era nulla di interessante. L’insegnante disse che ognuno [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • GiorgioPetenatti: Grazie dei commenti:) in particolare Maria perchè la fascinazone del [...]

  • Dax: Bello e triste. Il protagonista non ha saputo sfruttare il piacere della scrittura [...]

Torna su