Le macchine non passano quasi mai sotto casa mia.
Non ho ancora capito se hanno paura o cosa, però fanno sempre il giro largo. Se ci passano, e qualcuna a volte lo fa, ci passano ai due all’ora e non si sognano nemmeno di sgasare o suonare il clacson.
Il mio vicino di pianerottolo, Pino, è molto contento di questa cosa. Abitiamo al piano terra e la stanza da letto dà sulla strada. Pino fa uno di quei lavori che lavora di notte, sempre al freddo e dove c’entrano le macchine bocciate o scassate. Mio padre me l’ha spiegato così e non so altro. Lo incrocio ogni mattina quando vado a scuola.
Io esco e lui entra.
Una volta mi ha detto che ha quella malattia che non riesce a dormire. Insonnia, o qualcosa del genere. Gli ho chiesto se prendeva medicine e lui mi ha fatto un gesto con la mano come per dire che cavolo se ne prendeva. Mi spiace quando le persone prendono le medicine. Vuol dire che per stare bene hanno sempre bisogno di qualcosa che non sono loro a controllare. E’ brutto.
Come quando mio fratello, quello grande, non quello grandissimo, mi aveva attaccato la varicella e io dovevo per forza grattarmi tutto anche se non volevo. Avevo le croste e mia mamma mi diceva di non toccarle. Ma mi facevano talmente tanto prurito che se non me le grattavo, impazzivo. Ora mi è rimasta qualche cicatrice, ma il medico mi ha detto che se non ci faccio caso neanche le vedo. Che poi alla fine, a me le cicatrici piacciono. Quando sarò grande, ne vorrei una come ce l’aveva mio nonno. Partiva dalla bocca e arrivava quasi fino all’orecchio. Mi dispiace solo non sapere che storia c’è dietro perché non si è mai ricordato come se la fosse fatta.
In ogni caso la mia zona è un posto tranquillo. Qui è tutto normale.
Abitiamo in questi palazzi tutti uguali con un sacco di altre persone. Peccato solo per il colore, che è tutto giallo, ma non quel giallo che ti sembra di vedere il sole. E’ un giallo che lo vedi e dopo sei un po’ triste. Tipo il giallo del semaforo, che quando lo vedi sei triste perché devi fermarti. Anche se mio fratello, quello grandissimo, non quello grande, ogni tanto non si ferma e una volta, che il giallo si era trasformato in rosso già da un pezzo, c’era la polizia dietro e ha visto la scena. Io ero con lui perché mi stava accompagnando alla partita ed eravamo in ritardo. Così i poliziotti, che già lo conoscevano, gli hanno detto di scendere. A quel punto avevo già capito che addio partita e ciao ruolo di fascia titolare.
Non è mai successo niente, nei nostri palazzi.
Alle volte vola qualcosa dai balconi, qualche parola e qualche bottiglia. Ma niente di più.  
Una volta però è arrivata la televisione. Giornalisti, telecamere, un casino esagerato. Era successo che un tizio, un tizio che abita nella scala C, stanco degli zingari che gli rubavano le ruote della bicicletta, era sceso in strada e aveva picchiato una ragazza rom con una mazza. Il fatto brutto è che questa era incinta, ma gliel’aveva detto dopo che si era presa le mazzate sulla pancia, ha detto lui per giustificarsi. Fatto sta che è arrivata la polizia e hanno fatto le cose in grande perché sono saliti a prenderlo in casa, e lui non voleva aprire perché aveva ancora la mazza, qualche poster con Mussolini e cose così. Loro hanno sfondato la porta e sua madre gridava che brutti stronzi ora me la ripagate la porta, mentre cercava di tirare suo figlio verso la cucina. Solo che la polizia non era della stessa sua  idea e tirava dall’altra parte.
E io me lo immagino questo poveretto in mezzo, che quasi si divideva in due. Poi l’avevo visto due settimane dopo, mentre giocavamo in garage a nascondino, e mi era sembrato davvero che le braccia ce le avesse più lunghe.
In ogni caso, poi la storia della rom è finita che il bambino era morto prima della mazza sulla pancia. Non so quanto prima, ma prima. Lei dice che non è vero, che ha sentito un dolore fortissimo all’utero la sera del casino, che ha perso un sacco di sangue e via dicendo. Ma gli zingari sono famosi per le loro bugie, perciò non si è mai capito se è vero o è stata una cavolata. Mia madre dice che tanto uno in più o uno in meno non fa differenza.
Io non ci ho pensato molto, a dire il vero.
Ma l’anno scorso, che facevo ancora le elementari, due miei compagni erano rom e, a parte la puzza di gomma bruciata e sudore che facevano da novembre a marzo, a me stavano simpatici e gli regalavo sempre le figurine doppie. E poi erano molto bravi a fare i palleggi. Una volta uno di loro durante la ricreazione ne ha fatti sessantaquattro. Cioè dico, sessantaquattro. Roba da matti, tanto che volevo portarlo a giocare nella mia squadra. Ma il mister mi ha detto che di zingari non se ne parlava assolutamente, che voleva stare tranquillo e non avere paura che sparissero i portafogli ogni allenamento. Sarà, ma a me in tutto l’anno non hanno mai fregato la merenda dallo zaino, e per me questo vuol dire.
La settimana scorsa un mio amico di tre anni più grande mi ha regalato una sigaretta. Sono contento di avere amici più grandi, perché mi possono difendere se succede qualche guaio a scuola e soprattutto perché mi raccontano le loro avventure con le ragazze e poi io a casa, quando sono chiuso in bagno, ci penso.
La sigaretta però non l’ho ancora fumata.
Aspetto che arriva il freddo, così anche se non butto fuori troppo fumo sembra che invece lo butto perché c’è l’aria calda che fa spessore insieme. Questa storia dell’aria che esce dalla bocca e si vede solo quando fa freddo la devo chiedere alla tipa di scienze, che secondo me è interessante.
L’altro ieri invece è successa una cosa strana. Marta, la mia compagna di banco, una di quelle che ha lo zaino nuovo perché è figlia unica, mi ha scritto sul quaderno di matematica che sono carino e mi ha fatto anche un cuore con la penna rossa. Io questa non è che mi piaccia più di tanto, però quando si fa la treccia diventa più carina. Il problema è che se lei vuole un bacio, io un bacio non glielo so proprio dare. Ho capito come si fa, che secondo me è simile a come si fuma una sigaretta. Però poi farlo è un’altra cosa. E qui freddo o caldo cambia poco.
L’ho raccontato a mio fratello, quello grande, che lui di ragazze ne ha già baciate tre, e mi ha detto di stare tranquillo. Mi ha detto che baciare una ragazza è come mangiare un gelato col cono. Però bisogna leccare poco e mordere di più. A me però mordere il gelato non mi piace perché poi mi si ghiacciano i denti e devo stare un minuto senza mangiarlo, e poi si scioglie tutto sulle mani.
Perciò tranquillo non lo sono per niente.
Ieri ne ho parlato con Riccardo, il mio migliore amico, che però suo padre è avvocato e quindi ci vediamo soltanto a scuola. Mi ha detto che lui al mare quest’estate stava per baciarne una nascosto dietro un pedalò ma che poi è arrivato suo nonno. Si è vergognato da morire ed è scappato. Non ho capito perché me l’ha raccontato, ma non mi è servito a molto.
Stamattina ho ricevuto un biglietto da Marta durante l’intervallo.
Sopra c’era scritto mi vuoi baciare? Sì, no, nì. Ho preso il bigliettino e l’ho nascosto subito nello zaino, sperando che nessuno l’avesse visto. Arrivato a casa mi sono dovuto stendere sul letto e ora mi sento un po’ di febbre. Sono fregato, domani devo darle una risposta.
Fuori c’è il sole e vedo che la gente gira ancora con le maniche corte.
Però mi sa che stasera la sigaretta me la fumo lo stesso.
3
8
20

Lady Fair

ha i suoi cristalli che riflettono

18 July 2019

Io non modulo una personalità consona, non ci riesco, sono fatta di vita e di libertà e non voglio neanche “modularmi”, ma mi piace ascoltare e vedere. E ti ho ascoltata, sempre, ogni tua parola, questo mi ha permesso di vederti, perchè non ne ho potuto fare a meno e quello che vedo è commovente. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

2
1
10

Energia: aria terra acqua fuooco

Mondo: spirale di elementi

18 July 2019

Etere che nel tuo spazio tutto raccogli: L'acqua del mare dal movimento continuo, Il fuoco caldo del sole, L'aria della brezza marina, E la terra sabbiosa sulla quale ogni giorno cammino... Tempo che scorre, mentre l'esperienza di vita muta e continua, immersi nella spirale dove nulla è mai fermo [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Giuseppe Scilipoti: Buongiorno Ilaria, bella poesia, indubbiamente hai dei rimandi con un tuo precedente [...]

1
1
18

P.I.D. - MILANO ANDATA E RITORNO

17 July 2019

Milano, 18 aprile 1975. È sera tardi quando torno al Residence, quell’ex albergone di 13 piani dall'aspetto pretenzioso e dalle stanze molto piccole. È vero, ragionandoci a mente fredda lo ammetti con te stesso: “Hai fatto una piccola stronzata!” Ero seduto sulle scale dell'ingresso principale [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
6
21

Le interminabili nevicate di Agosto

17 July 2019

Le interminabili nevicate di agosto, chi non ne vorrebbe sui propri tetti, proprio quando è più asfissiante la calura, insopportabile l’afa? Basterebbe salire sul terrazzino, tentare coi piedi la prima fila di tegole per sentire immediato dapprima il freddo intenso, concentrato sotto la pianta [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

1
5
20

BINGO!

17 July 2019

Ho deciso! Mi spendo gli ultimi 50 bigliettoni al Bingo. Visto che ne ho spesi già 10 al Mc Donald per un untissimo mcbushjunior menù, 5 l'ho lasciati di mancia al pagliaccio sulla porta perchè mi sorrideva ed era simpatico. me ne restano giusto 50. wow, la sala vomita e puzza di umanità scaduta; [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Hélène De Lafièvre: Scritto bene nn potrei dire altrimenti ma credo di non poter leggere di altri [...]

  • U1004: Grazie davvero! Metterò nelle avvertenze: " racconto da leggere [...]

4
3
13

RIPOSTIGLIO

16 July 2019

Mi giro i pollici e sorrido La luce che illumina i miei capelli mi rende bui gli occhi E beffarda la bocca... Gomiti appoggiati ai braccioli della poltrona lacera... Mi giro i pollici e sorrido La luce della lampadina vestita di tela di ragno Ora inonda come l’alba i miei pensieri... Guardo nel [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
5
19

a Monchou e al suo risveglio

nessuno ti farà del male mio piccolo zaffiro, io lo impedirò

15 July 2019

Sali, ascendi, arrampicati gradualmente senza difficoltà, apri ogni porta, gira la chiave, entra, guarda, osserva, ascolta tutto, tutto quanto, l'intuito non ti manca e allora usalo, lascia il pensiero e interiorizza ogni dettaglio, ogni parola, ogni percezione... l'hai fatto, sei capace, ora ti [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Sandro Amici: Il viaggio è fondamentale! Non c'è nulla che valga come il [...]

  • Sandro Amici: E meno male che ci si lamentava dei commenti che latitavano... :)

3
2
9

H. Melvins productions - 2/2

15 July 2019

- Tutto a posto amico? - - si.. Ssi, credo di sì - - Hai detto che questo treno ferma a Metz vero? - - Esattamente - - Hai idea di come sono finito quassú? - - No - - A Lione, ci sono mia moglie e i miei figli ad aspettarmi, dannazione! - - Alla prima potrai aspettere il prossimo - - No cazzo dannazione, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • flavia: Per prendere una decisione ci vuole coraggio, quel coraggio che a volte manca [...]

  • Giuseppe Scilipoti: Ed eccomi alla seconda parte del racconto. Wow, non immaginavo che "H. [...]

2
1
21

Proprio io?

14 July 2019

Percorreremo i passi che nessuno ha mai segnato senza voltarci indietro ed io seminerò parole perché la primavera le curi e le riporti fiorite nei nostri inverni. Accoglierò in silenzio la meraviglia dipinta sul tuo viso dopo l'amore mentre ci ricopre il tramonto. Gabbiani lontani ci indicheranno [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

1
1
8

H. Melvins productions - 1/2

14 July 2019

Il sole tardava senza risparmiare afa e umidità che facevano scendere una pioggia calda ma leggera, a tratti buona. Gli ombrelli si schiusero in fretta e davano l'idea del solleone in spiaggia, qualcuno si spogliava delle giacche e le rimetteva quando il vento si alzava forte al capolinea e i fischi [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

7
11
20

L'Asceta

13 July 2019

"Non supplicarmi. Lascia perdere, sono stato pagato per fare il mio dovere, i Thieves, la gilda per cui lavoro, vuole qualcosa da te. E noi gliela daremo. Manigoldo, non conosci il detto Mai rubare a casa dei ladri? Tu tagliaborse, io tagliateste. Mi chiamano l'Asceta non perché sono un mistico, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
4
14

Amaro

13 July 2019

Strugge l'anima un mal vento dentro vortici di rabbia. Lenza tesa dentro il cuore pronta a coglierne l'amaro. Sfugge mente dai confini a cercare mondi ignoti sopra oceani di mistero come uccelli migratori. Ho svuotato le mie tasche dai ricordi di una vita consumati già dal tempo in un limbo ormai [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Giuseppe Scilipoti: Grazie a te, tra l'altro ho ancora altre tue pubblicazioni da recuperare [...]

  • Sandro Amici: Ottima composizione da otto sillabe. Sai essere profondo il giusto e spiritoso [...]

Torna su