Sto qui in piedi, fuori dal locale, appiattito addosso al muro per ricevere un minimo di riparo dalla pioggia. 
Prendo una boccata d'aria ma non è ciò di cui ho bisogno.
Mastico una gomma alla menta per sfogare lo stress, la schiaccio coi denti, la faccio ballare nella mia bocca con la lingua; non funziona e sputo la gomma in un cestino.
La pioggia continua a scendere, preannunciata dalla giornata uggiosa e senza sole di un autunno che non si lascerà desiderare. 
Il mio respiro si fa nebbia davanti alla mia bocca, l'aria calda del mio fiato si condensa in una piccola nube che soffio via sbuffando... 
Non pensarci dannazione! Serro gli occhi per scacciare l'immagine che ho stampata nella testa. Devo resistere. Ho promesso: mai più. Poi arriva lei e i miei piani vanno in frantumi.
Corre verso di me e si appoggia al muro a pochi passi di distanza. Ha il fiatone. Voltandosi scosta con la mano un ciuffo di capelli sistemandolo dietro l'orecchio, mi guarda e mi sorride imbarazzata.
Io le sorrido a mia volta. 
Cerca qualcosa dentro la borsa e tira fuori un pacchetto di sigarette, lo apre e prende l'ultima rimasta. Poggia la sigaretta sulle sue labbra carnose e semiaperte, tinte dal rossetto scarlatto. 
Non riesco a staccare gli occhi da quelle labbra e con uno sguardo fugace ai suoi occhi noto che mi ha visto e mi sorride maliziosa. Accende la sigaretta ed aspira una grossa boccata di fumo che sembra danzarle in bocca come una densa nuvola cinerea. Poi espira e il fumo si mischia alla condensa del suo respiro. 
Non resisto più. Mi avvicino con pochi, rapidi passi e lei sorridendo mi saluta: “Ciao...” ma prima che abbia il tempo di aggiungere altro le dico: “Scusa” togliendole la sigaretta dalla mano e lasciandola senza parole. 
Porto la sigaretta alla bocca e aspiro profondamente, lascio che il fumo mi scaldi la gola e la trachea, giù fino ai polmoni, e l'aroma del tabacco mi accarezza il palato. 
Mi sento inebriato, godo del semplice gusto di una bionda che mi bacia le labbra.

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