La doccia calda le aveva lasciato la pelle profumata e morbida.

Avvolta nell'accappatoio, i capelli bagnati e ribelli, pensava a cosa avrebbe potuto mettersi quella sera, per incontrarlo. Voleva essere perfetta. Voleva essere bella, sentirsi bella, per lui...

Aveva comprato qualche giorno prima uno splendido completo intimo in pizzo, decori barocchi accarezzavano la pelle liscia e mentre osservava la sua immagine riflessa nello specchio immaginava le sue mani, la pressione dei polpastrelli, il calore carico di promesse diffondersi in ogni cellula del suo corpo, il respiro farsi corto, l'eccitazione raggiungere i punti più segreti...

E' arrivato a prenderla, euforia irreale, adrenalina di bimba alla scoperta di un nuovo mondo...

Ristorante, vino... cena, vino... dolce, vino... locale, musica, luci... vino, vino, vino...

Passeggiano, il vialetto sull'argine del fiume è buio e deserto. Il passo incerto, le mani non trovano altre mani che già si insinuano sotto il vestito. Chiede di smettere, vuole andare a casa.

Lui la spinge. Cade.

La violenza dei gesti strappa gli abiti, il pizzo, la verginità, i sogni.

Rimangono urla al vento soffocate dal pianto.

Sotto al vestito sognava mani calde e un abbraccio familiare davanti al frigo per fare colazione insieme l'indomani, le membra affamate dall'amore vissuto, consumato, assaporato fino allo stordimento dei sensi...

Sotto al vestito le rimaneva solo l'anima lacerata e dolore, un cuore grondante di lacrime.

E già arrivava il giorno.

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L'esecuzione

28 September 2026

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Un breve incontro

L'inizio

28 September 2026

Dieci anni fa. Un pomeriggio di luglio, assorto nei miei pensieri, camminavo lungo un dritto viale alberato, in periferia. Una macchina si accosta a me. - Ciao, come stai? Una voce femminile che subito non riconosco. Mi abbasso e poi la vedo. Erano passati mesi dall'ultima volte che ci siamo visti. [...]

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28 September 2026

ETTORE — Napoli, 25 marzo 1938, ore 22 La penna gratta sul foglio e io la lascio grattare, perché è più facile scrivere che pensare a voce alta. A Carrelli scrivo che ho preso "una decisione ormai inevitabile", e mi accorgo che la frase suona come una diagnosi clinica più che come un addio. Forse [...]

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I SUSSURRI DEL GOSTINY DVOR (2/2)

27 September 2026

Mentre discuteva a bassa voce con la sua dama sulla qualità e il colore dei pregiati filati che la commessa Olga stava mostrando, vide il padrone recarsi nel retrobottega, scomparendo dietro la pesante tenda. In quel momento Elisabetta fece un leggero cenno alla Contessa che, recepito il messaggio, [...]

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C'era una volta settembre

27 September 2026

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I SUSSURRI DEL GOSTINY DVOR (1/2)

26 September 2026

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Non so cosa scrivere. Non è banale. Cioè, qui si devono pubblicare racconti e io non so cosa scrivere. Guardo il cursore che lampeggia sulla pagina bianca e penso. Quindi sono. OK, brutta battuta. La realtà è che penso alla soluzione definitiva, all'assenza di idee: penso a un evento vissuto. In [...]

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Senza motivo (2/2)

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I. Ivan — Ottobre 2025 Ladispoli, fuori stagione, è un paese che sembra aver dimenticato di essere una località di mare. Le persiane delle seconde case sono chiuse, gli stabilimenti sono chiusi, gli alberghi pare che non siano mai stati aperti. Anche i negozi su Viale Italia hanno perso quella [...]

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Eco
24 September 2026

La paura è un'amica preziosa. Glielo avevano ripetuto decine di volte. Psicologi, medici, persone che cercavano di convincerlo che ciò che era successo quella notte non fosse colpa sua. Aveva undici anni quando uccisero la sua famiglia. Non ricordava tutto. Alcune immagini erano rimaste nitide, [...]

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