Una donna di colore piange sulla riva, guardando il mare.
Avrei voluto raccontarvi una storia di felicità. Avrei voluto regalarvi il mio sorriso; ma quando penso a questo mare, quando queste onde s'infrangono sugli scogli mi pare di sentire mille grida come i mille frammenti d'acqua che s'abbandonano alla riva. Mi sembra di ricevere mille schiaffi come ricompensa alla mia impotenza di fronte agli eventi, che non ho potuto controllare. Sento ancora sulla mia pelle annaspare i fratelli in quel nero mare, dove né cielo né orizzonte hanno visibilità e vorrebbero essere segmenti che tentano di delimitare il nostro imperativo d'infinito. E nel grido che squarcia l'anima e fa sanguinare il mio dolore, penso e ripenso, mi arrovello, penso e ripenso che se non avessi sperato di cambiare vita, se non avessi inseguito i miei sogni egoistici di fuggire alla mia terra, se non avessi cercato quel barcone che prometteva la libertà e la speranza di cambiare la vita, forse mio figlio sarebbe ancora con me ed avrebbe avuto la possibilità di diventare ragazzo e poi uomo, avrebbe offerto il suo amore, avrebbe donato il suo cuore ad una donna, sarebbe invecchiato, avrebbe vissuto la vita, la sua vita.Invece quella notte, quando ci buttarono in acqua vicino l'isola, quando ci scaraventarono al nostro destino quasi dovessimo gareggiare a chi sarebbe sopravvissuto a tanta umidità, vidi mio figlio annaspare in quel mare, vidi mio figlio sparire fra le  onde di Nettuno. E non ebbi la possibilità di salvarlo, impotente a tale avventura. Mi rimase solo la spossatezza del rimorso per non aver saputo proteggere quella mia creatura. E l'odio per quel mare nero che inghiottì il sangue del mio sangue di cinque anni, Samuel il grande.

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18 September 2026

New York City, giugno 2025 Clarissa si morse le labbra. Aveva zittito la suoneria del cellulare durante la visita alla Morgan Library, ignorato i messaggi WhatsApp e le telefonate, tutti registrati sotto lo stesso nome: Frank Carusino. Nemmeno da ‘Armando’ dove aveva cenato con Jessica, l'amica [...]

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18 September 2026

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17 September 2026

E poi era successo. Passeggiavo assorta per le vie del centro, guardando la punta delle mie scarpe che con ritmo regolare toccavano il marciapiede, volevo visitare una mostra ed avevo tempo, la folla mi sfiorava ed i suoni mi raggiungevano ovattati. Senza accorgermene ero arrivata all'ingresso [...]

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Il cimitero

17 September 2026

I cimiteri mi piacciono. Non per le solite ragioni decadenti, per quella fascinazione letteraria verso la morte e i morti. Mi interessano soprattutto come architetture: spazi ordinati, geometrici, spesso rimasti ai margini della città mentre tutto intorno cambiava. Abito in un paese della Bassa [...]

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  • MaricaR: Letto con piacere. Usando il sogno come mezzo narrativo la fantasia può [...]

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Ordinaria amministrazione

17 September 2026

L’assistente sanitaria aiutò l’anziano a distendersi sul letto e gli aggiustò il pigiama. Dalla bocca smunta e quasi senza denti apparve una smorfia golosa e ancestrale mentre una mano rattrappita e nodosa si allungò verso la scollatura del camice bianco. L’assistente corrugò la fronte e serrò [...]

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16 September 2026

Averlo incontrato era stato un puro caso: lo avevo atteso alla stazione della metro ogni giorno per un'intera settimana, ma non era venuto. Solitamente prendeva la metro alle 18,45, scendeva ad una fermata prima della mia e si dileguava in mezzo alla folla che lo inghiottiva avida. Mi ero accorta [...]

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L’aspidistra ubriaca

16 September 2026

In una cantina umida che puzzava di mistero e fermentazione clandestina c’erano cinque damigiane piene di un liquido che Mastr’Angelo, il suocero di Enzuccio, chiamava con un ottimismo degno di un pioniere “il mio vino”. Ora, per le persone dotate di papille gustative ancora funzionanti, quella [...]

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Mi è capitato molte volte di sentire genitori decantare le prestazioni scolastiche dei loro figli come fossero delle Ferrari: “Non studia mai, sta solo attento in classe ed è il più bravo. Fa solo quello che gli interessa”. Di ritorno a casa ero allora solito dire alla Zanna: “Tutti bravi i figli [...]

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  • Lawrence Dryvalley: Potrebbe benissimo essere l'intro di un racconto (o film) del filone case [...]

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Il vero nome del vento

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La sabbia alzata dal vento gli si posava sulle labbra, la sentiva scricchiolare sotto i denti. Era da tre giorni passeggero di quel camion e non finiva mai di respirare la polvere di quel deserto. Perché continuava a chiamarla ancora, se sapeva già che non gli avrebbe risposto? Se lo chiedeva ogni [...]

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