Camminava sempre con una valigia di cartone ed il tempo passava in fretta; ma sul suo viso era rimasta l’eterna meraviglia del cuore, quella stessa meraviglia che lo aveva preso quando per  la prima volta aveva visto il mare. Il viaggio era per lui una condizione quotidiana perché non riusciva a risiedere più di ventiquattrore in un luogo. Percepiva una sensazione d’immobilità appena un giorno passava in una location e riprendeva il suo viaggio come metafora della vita. Per vivere si adoperava a recitare poesie nelle piazze ove arrivava e riusciva a racimolare quei pochi euro che gli permettevano un pasto e l’acquisto dei beni necessari a condurre una vita normale. Riusciva a vivere con la poesia come i cantastorie di una volta, come i trovatori della Provenza di corte in corte. Era un personaggio anacronistico; eppure era presente ai nostri giorni e viveva dei suoi versi e dei suoi sogni. Era un’anima delicata, un’anima che non trovava riposo perché la sua vocazione era conoscere il mondo per poterlo raccontare nelle piazze di ogni paese. La sua poesia raccontava di fiabe, di principesse che trovavano il loro amore, di cattivi sconfitti dalla forza del bene e di sogni, colorati sogni nello scenario della sua fantasia. Una poesia che non aveva bisogno di accompagnamento musicale perché essa stessa era musica. E vendeva i suoi sogni in tutto il mondo. Ma si sa, i sogni sono come le bolle di sapone che salgono in alto, sempre più in alto fin quando … plof …  scoppiano e le goccioline precipitano a terra. Così i suoi sogni anche i sogni di tutto il mondo. E quando i sogni cadono l’uomo si svuota dentro. Ed il venditore di sogni fece come quello di palloncini. Un giorno si lasciò portare in cielo per poter vendere i suoi sogni in un altro panorama. Salì con le sue ali di fantasia  e girovagando fra le nuvole si perse nell’infinito assieme alla sua speranza e  alla sua certezza di trovare altre piazze per raccontare le sue storie e far conoscere i suoi sogni. La sua poesia era ora l’immensità e  la sua vita l’infinito.

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23 August 2026

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23 August 2026

Era bello che per quel giorno lavorassimo accanto, troppo tempo era passato. Mi disse subito che la bambina stava più che bene e per piacere di non farle altre domande. Avevo un sorrisetto destato dall'ammirazione per la splendida forma fisica della mia ex moglie, inebetito e pronto a pagare le [...]

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22 August 2026

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22 August 2026

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21 August 2026

Quel vecchio la guardava con un occhio solo; l’altro non si capiva bene dove puntasse, ma quello buono era fisso su di lei. Si girò dall’altra parte e si spostò più in là. La fissava ancora. Sì. Anzi, i loro sguardi si incrociarono: o meglio, gli occhi di lei incontrarono l’unico occhio di lui. [...]

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