Camminava sempre con una valigia di cartone ed il tempo passava in fretta; ma sul suo viso era rimasta l’eterna meraviglia del cuore, quella stessa meraviglia che lo aveva preso quando per  la prima volta aveva visto il mare. Il viaggio era per lui una condizione quotidiana perché non riusciva a risiedere più di ventiquattrore in un luogo. Percepiva una sensazione d’immobilità appena un giorno passava in una location e riprendeva il suo viaggio come metafora della vita. Per vivere si adoperava a recitare poesie nelle piazze ove arrivava e riusciva a racimolare quei pochi euro che gli permettevano un pasto e l’acquisto dei beni necessari a condurre una vita normale. Riusciva a vivere con la poesia come i cantastorie di una volta, come i trovatori della Provenza di corte in corte. Era un personaggio anacronistico; eppure era presente ai nostri giorni e viveva dei suoi versi e dei suoi sogni. Era un’anima delicata, un’anima che non trovava riposo perché la sua vocazione era conoscere il mondo per poterlo raccontare nelle piazze di ogni paese. La sua poesia raccontava di fiabe, di principesse che trovavano il loro amore, di cattivi sconfitti dalla forza del bene e di sogni, colorati sogni nello scenario della sua fantasia. Una poesia che non aveva bisogno di accompagnamento musicale perché essa stessa era musica. E vendeva i suoi sogni in tutto il mondo. Ma si sa, i sogni sono come le bolle di sapone che salgono in alto, sempre più in alto fin quando … plof …  scoppiano e le goccioline precipitano a terra. Così i suoi sogni anche i sogni di tutto il mondo. E quando i sogni cadono l’uomo si svuota dentro. Ed il venditore di sogni fece come quello di palloncini. Un giorno si lasciò portare in cielo per poter vendere i suoi sogni in un altro panorama. Salì con le sue ali di fantasia  e girovagando fra le nuvole si perse nell’infinito assieme alla sua speranza e  alla sua certezza di trovare altre piazze per raccontare le sue storie e far conoscere i suoi sogni. La sua poesia era ora l’immensità e  la sua vita l’infinito.

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Briciole

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07 October 2026

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Il linguaggio delle pentole

06 October 2026

Alzatasi all’alba, Maria ha sfacchinato tutta la mattina per preparare un’enorme teglia di lasagne, con la sfoglia tirata ancora a mano. Eccole lì, profumate e invitanti, pronte a sfamare le quindici persone che compongono la sua numerosa famiglia, generi e nipotini compresi. Ha sempre avuto una [...]

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Bruno

06 October 2026

Sono le due di notte, Bruno è sul balcone di casa in cerca di fresco. Davanti ha un piccolo spazio con una manciata di alberi mezzi bruciati, quelli del posto lo chiamano parco. Alla sua sinistra una sequenza di palazzine popolari. Bruno è un settantenne ex operaio telefonico, pensionato da poco, [...]

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L'infermiera (2/2)

05 October 2026

I due agenti mi guardarono con chiaro risentimento, ma probabilmente avevano intuito quale terribile paura avessi provato, così evitarono di farmi la tipica ramanzina che meritavo per averli disturbati inutilmente. D'altronde, pensavo, le tasse le pago anch’io e ho il diritto di chiedere il servizio [...]

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Il buio

05 October 2026

La finestra sul mondo Da qui Da sola Osservo Gente che corre Gente che parla Gente che ride Io resto immobile Attenta Silenziosa Solamente gli occhi si muovono Il resto del mio corpo è fermo Inerme Il vento soffia forte Che voglia urlare? Le chiome degli alberi si piegano al suo volere Resistergli [...]

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Diario di una Mangiuomini – 11 Agosto 20XX

04 October 2026

Ah... Caro Diario. Ti sto scrivendo sempre meno... Ma ce l’ho fatta, sai? Sono successe un bel po’ di cose... ora ho un dojo tutto mio. Sono la quinta in classifica e mi sono ufficialmente ritirata dalle battaglie. Judy dice che per il momento è meglio così: unendo le forze impediamo ad altri [...]

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04 October 2026

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Manuale per riccanza

03 October 2026

Ognuno di noi ne ha uno per amico che ci preserva dalla rovina finanziaria: il risparmiatore compulsivo. Il risparmiatore compulsivo non è oculato per bisogno, ma per vocazione; è l’unto del Signore mandato fra gli uomini per insegnare loro l’arte dell’accumulo, al godimento del quale rinuncia [...]

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Cinquanta palleggi

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"Papà, guardami!". Il padre, in piedi poco distante, stava fissando il telefono mentre strisciava il pollice sullo schermo con insistenza. Il bambino stava palleggiando con entrambe le mani. "Guardami, papà!". L’uomo non si mosse se non per passare il dispositivo sull'altra mano e per picchiettare [...]

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