In cima a una collina, un uomo seduto al volante di un fuoristrada giocherellava con la sua Glock 19 mentre attendeva in silenzio. Un altro, che sembrava al comando, era in piedi sul cassone e osservava con un binocolo la figura lontana muoversi avanti e indietro nello spiazzo. Un terzo uomo, il più giovane, teneva quella figura sotto tiro attraverso il mirino attento di un SVD Dragunov. Avevano ricevuto indicazioni precise. Erano estremamente professionali. E non fallivano mai. Per questo erano stati richiamati da altri incarichi ed assegnati a questa operazione che aveva priorità assoluta su tutto il resto. 

Nonostante il caldo li rendesse nervosi e quindi taciturni, erano concentrati sul loro obbiettivo. Non c’era spazio per le lamentele o per le esigenze personali. Funzionava così. Erano addestrati. Niente domande, nessuno scrupolo. Era quello il loro lavoro.

Anche se avevano ricevuto l’ordine di colpire al minimo imprevisto, sapevano che tutto si sarebbe svolto come da copione. C’era solo da attendere. Il sole picchiava sul metallo del veicolo e lo rendeva incandescente. Non c'era riparo. Ma nessuno protestava. Erano gli ordini, non avevano bisogno di altro.

Sapevano bene come gestire le lunghe attese. Solo qualche occhiata qua e là per capire da dove sarebbe arrivato il pericolo.

Il calore del terreno rendeva alterata la visibilità sulla distanza. Micro organismi volanti ed imenotteri di piccola taglia infastidivano i loro visi sudati. Questo aggiungeva pressione alla circostanza già molto tesa. Si percepiva un forte odore di zolfo che unito all’afrore dei loro corpi caricava l’aria pesantemente.

Gli appostamenti avvenuti nei giorni precedenti, il calcolo di ogni evenienza ed i vari punti di vista della zona erano serviti allo scopo. Ma non si poteva mai dire. Nella fase fatidica tutto poteva cambiare da un momento all’altro. Nessuno sapeva che imprevisto sarebbe potuto accadere. Erano irrequieti anche per questo. Conoscevano la pericolosità di chi avevano il compito di sorvegliare. Altre volte la stessa scena si era ripetuta. Spesso a parti invertite. Quell’uomo aveva sempre mantenuto i nervi saldi nell’impartire le indicazioni, anche e soprattutto nel pericolo. E tutte le volte si erano rivelate quelle giuste. C’era da riconoscerlo. C’era da riconoscere il valore, il sacrificio e la dedizione che sempre lo avevano contraddistinto. Oltre all’enorme esperienza. Ma ciò che provavano per lui non aveva alcuna importanza. Erano lì per eseguire quanto gli era stato ordinato. Non c’era spazio per opinioni di nessun carattere. Sapevano che non era permesso nessuno sbaglio. Lo sapevano da quando avevano fatto la loro scelta.

 

Anche per questo erano la squadra d’élite della polizia segreta. E il motivo di quella missione era, per ora, tenere sotto stretto controllo un ex colonnello dissidente. Accertarsi che la sicurezza interna dell’organizzazione non fosse in pericolo. E nel caso lo ritenessero opportuno, eliminarlo senza esitazioni. Niente di personale. Il bene e l’incolumità dell’organizzazione venivano prima di tutto.

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