Marta era meravigliosa, eterea come un piumino e profumata di vaniglia. Era una psicologa e soffriva di una minuscola distrazione cronica: dava appuntamento a tutti alla stessa ora. I pazienti arrivavano puntuali e si ritrovavano seduti in cerchio a guardarsi perplessi. 

Lei, imperturbabile, prendeva appunti e diceva: “Bene, oggi lavoriamo sul tema della convivenza forzata.” 

E funzionava. Ormai era diventata una pioniera involontaria delle sedute di gruppo.
Il problema nacque quando la stessa agenda decise di applicarla alla vita privata. Una sera invitò vari corteggiatori, tutti diversi, tutti interessanti, tutti alle 19:30 e nello stesso bar. 

Risultato: un incontro che sembrava un convegno, gelosie incrociate, brindisi sbagliati e lei che dall’alto cercava di mediare.

“Come vi fa sentire sapere che non siete soli?”

Non benissimo, a giudicare dagli sguardi. Gestire traumi era semplice; gestire cuori in orario di punta molto meno.
Il vero colpo di scena arrivò quando la donna ebbe un improvviso vuoto mentale. Letteralmente l’agenda le scivolò dalla borsa e si aprì a terra, mostrando pagine completamente bianche. Nessun appuntamento, nessun nome, nessun orario. 

La guardò come si guarda una diagnosi inaspettata e disse piano: “Credo di non aver mai scelto davvero.”
In quel silenzio sospeso, i corteggiatori smisero di misurarsi tra loro e iniziarono a raccontarsi. 

Il musicista parlò della paura di restare anonimo, l’ingegnere confessò di voler cambiare vita, l’insegnante ammise di non sapere cosa desiderasse davvero…

La donna, per la prima volta, non prese appunti. Ascoltò.
Quando si alzò per pagare il conto, scoprì che qualcuno lo aveva già fatto. 

Il barista le fece l’occhiolino: “Offre la casa. Terapia di gruppo riuscita.”

Lei uscì dal locale sorridendo, sola ma leggerissima, con l’agenda sotto il braccio.
Il giorno dopo ne comprò una nuova. Dentro scrisse un solo appuntamento: “Me stessa, ore variabili.” 

E fu così che perdendo tutti insieme, trovò finalmente qualcuno che non aveva mai messo in agenda e che non arrivò in ritardo nemmeno una volta.

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