Gotham, tribunale
L’aula è piena. Non per il sangue. Per l’idea.
Lombroso siede composto. Osserva tutti come oggetti di studio.
La pubblica accusa è feroce: «L’imputato ha pianificato. Ha scelto le vittime secondo caratteristiche morfologiche. Non è follia. È ideologia».
Laura si alza.
Per un attimo la voce trema. Poi si stabilizza.
«Onorevole Corte, la scienza dell’imputato è delirante, ma ciò non significa che egli sia imputabile. Il delirio può essere strutturato. Può essere coerente. Può essere sistematico».
Mormorii.
Il perito entra in scena.
Diagnosi: disturbo paranoide con delirio sistematizzato a base scientifico-identitaria.
Laura capisce il paradosso: se sostiene che Lombroso è incapace, sta validando il suo determinismo patologico. Se sostiene che è capace, ne accetta la libertà morale.

Controesame.
La pubblica accusa incalza: «Avvocato, l’imputato distingue bene e male?».
Laura: «Distinguere non significa poter scegliere».
«Lei sta dicendo che l’ideologia giustifica l’omicidio?».
Silenzio.

Laura inspira.
«No. Sto dicendo che quando un sistema delirante sostituisce il criterio morale, l’agente non agisce come uomo libero ma come esecutore di una necessità interna».
Lombroso sorride.
Non perché salvato. Perché compreso.

Fuori dall’aula, Matt sente la vibrazione emotiva della stanza.


Tau elabora: «Probabilità del 63% che la Corte riconosca vizio parziale di mente. 21% vizio totale. 16% imputabilità piena».

Sentenza.
La Corte riconosce incapacità parziale di intendere e volere.
Misura di sicurezza: ospedale psichiatrico giudiziario.

Gotham, l'attico, quella sera
Ultimo piano. Vetro e acciaio.
Laura entra sapendo che ogni passo è registrato. Non per prova. Per controllo.


Mr W è seduto. Non si alza.
«Avvocato».
La invita a sedere con un gesto minimo. È il gesto di chi possiede lo spazio. Silenzio calibrato. Poi:
«Iniziamo da Los Angeles. Tre cadaveri sono stati rinvenuti nel suo attico».
Laura non parla.
«Minorenni. Seviziati».
La parola resta sospesa come un odore acre.
«La proprietà è riconducibile a una holding. La holding è collegata a un fondo fiduciario. Il fondo fiduciario è transitato su un suo conto per una consulenza. Marginale, certo. Ma presente».
Un fascicolo scivola sul tavolo. Foto non mostrate. Solo intestazioni.
Laura sente il gelo salire lungo la schiena.
Non per colpa, ma perché si sente incastrata.
Mr W inclina la testa.
«Lei capisce come funzionano le narrazioni.
… Passiamo all'antimafia. Il suo conto corrente è stato bloccato per sospetto riciclaggio».
Laura deglutisce.
«La Direzione Distrettuale Antimafia ha ricevuto una segnalazione. Flussi anomali. Compensi elevati. Transiti esteri».
Pausa.
«La burocrazia è lenta quando vuole. Rapidissima quando deve».
Non è una minaccia. È constatazione.
Alla fine, come se prendesse un dessert, Mr W prende un tablet.

Lo gira verso di lei.
Non servono immagini esplicite. Solo numeri.
Visualizzazioni: 120.483… 120.497… 120.532…
«Il mondo è curioso, avvocato».
Titolo di un video: “La moralista”.


Laura trattiene il respiro.
Non è scandalo sessuale. Neanche revenge porn.
È distruzione reputazionale programmata.
«Non l'ho pubblicato io» dice piano.


Mr W sorride appena.
«Il web è un ecosistema. Si alimenta da solo».
Il colpo finale.
«Sto valutando di revocarle il mandato».
Ecco il punto.
Non è punizione. È annullamento.
«La sua difesa su Lombroso è stata… filosofica. Io necessito di risultati».


Laura lo guarda finalmente negli occhi.
«Vuole distruggermi».


«No».
Mr W si alza. Si avvicina. Un'ombra enorme.
«Voglio vedere se esiste un punto in cui lei smette di credere nella libertà».
Silenzio.
«Tre morti. Un conto bloccato. Una reputazione in frantumi. Tutto determinato da fattori esterni. Lei è ancora libera?».
È il teorema del cranio applicato alla vita.

Gotham — Notte di cemento
Laura esce dall’attico senza salutare.
Non sbatte la porta. Non corre.
Cammina.
Ma dentro è frattura.
Tre cadaveri. Conto bloccato. Video virali. Revoca del mandato.
Non è solo attacco legale. È annientamento identitario.
La città è un cantiere continuo. Gotham cresce divorando sé stessa.
Gru alte come forche. Ponteggi che sembrano scheletri.
Un edificio in costruzione a Midtown: 38 piani previsti.
Attualmente completati 32.
Altezza: circa 118 metri.
Ponteggi metallici fino a 125.
Recinzioni divelte. Nessuna vigilanza.
Laura entra e sale.
Gli Ascensori non sono attivi.
Sale le scale grezze. Cemento vivo. Ferri scoperti.
Il respiro si spezza al piano 12. Via i tacchi, a piedi nudi. 

Continua.

Piano 20, le mani tremano, i graffi aumentano. 

Piano 28, il vento entra già dai vuoti delle facciate.
Piano 32, ultimo solaio gettato.
Ma non basta.
C’è una scala provvisoria che porta al livello tecnico, sopra il solaio.
Altri 6 metri.
Poi la piattaforma per la gru.
Circa 124 metri dal suolo.
Vento laterale: 28 km/h.
Laura sale.

Tau intercetta un’anomalia.
Telecamera urbana 17-B.
Riconoscimento facciale: 83% compatibilità con Laura.
Pattern di camminata alterato.
Accelerazione cardiaca stimata da micro-movimenti toracici.
Tau attiva il protocollo.
«Matt».
Matt è già in piedi. «Dove?».
«Cantiere Midtown. Altezza stimata superiore ai 110 metri. Condizione psicofisica instabile».
Non serve altro. Daredevil si muove.

… continua

 

 

Questa è un’opera di fan-fiction realizzata senza alcuno scopo di lucro. I personaggi, l’ambientazione e gli elementi degli universi narrativi originali appartengono ai rispettivi autori e/o detentori dei diritti. Nessuna violazione di copyright è intenzionale. Il presente racconto è stato scritto esclusivamente per intrattenimento, come omaggio e nel rispetto delle opere originali.
Daredevil / Matt Murdock © Marvel
Gotham City © DC Comics

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