L’estate del ’71 è preistoria: tivù in bianco e nero, il telefono pubblico nel retro del bar e poche auto parcheggiate in piazza, a due passi dal vespasiano di cemento.

Le panchine sverniciate e i tavoli di formica del dehors sono vuoti. La clientela del dopo cena, quella che sparisce prima dell’una, si è portata via ventagli, zampironi e pargoli sazi di gelati. Sono rimasti i bicchieri sporchi, un portacenere pieno, mezza dozzina di ubriachi pronti a intonare “Vola colomba” e tre elegantoni dall’aria vispa. La notte vomita un’afa immobile e zanzare stanche.

Tony esce dal bar con pigra cautela. Le sue ciabatte incrociate pestano pacchetti vuoti di chewing gum e il bastoncino di un Mottarello. I piedi numero 44 conservano l’onesta terra dell’orto e le unghie orlate di un bel nero tenace.

Una manona screpolata ciondola e sfiora una pezza verde scuro, cucita alla meglio sui calzoni di tela blu; l’altra gratta la pancia sotto la canottiera slabbrata e grigia di polvere.

Nando, in giacca di lino e pantaloni con la piega, spalanca la portiera della BMW blu e strizza l’occhio. «Fioi, anduma al “Vegas”.»

Il professor Del Grillo sistema l’orlo della camicia sotto la cintura. «A spend i sold per quater balaren?»

Nando si puntella alla portiera aperta. «A purtuma anche l’Tony.»

Il geometra Pambianco scrolla le spalle e si gratta la chierica. «A l’è spurc cme un pursee e vestì cme un lader.»

Tony ciabatta fino alla macchina. «Lasem stà, am son mangià meza angüria e a ma scapa da pisaa.»

Nando indica il vespasiano umido, poi la BMW fiammante. «Fidati, muoviti.»

Tony ubbidisce borbottando a fior di labbra, come se entrasse in un confessionale.

La traccia di fieno e sudore lo segue, poi avvolge i tre amici e si ferma con loro ad aspettare.

Lo scroscio deciso riempie lo spicchio di piazza, seguito da un mugolio e da uno strofinio di ciabatte.

Tony schiaccia una zanzara sul braccio sinistro e spinge la sua grossa sagoma curva nel sedile posteriore della BMW.

Nando si fionda al volante, il Grillo conquista il sedile anteriore e Pambianco si siede accanto al Tony, con un sospiro tra i denti serrati.

La sgommata si sovrappone alle prime note stonate degli ubriachi. La BMW passa sotto l’arco medievale, accelera lungo Corso Italia, si lascia alle spalle i pini assopiti del parco e la striscia di villette della periferia.

La brezza notturna approfitta del finestrino abbassato per scompigliare la frangia sale e pepe del Nando.

Tony sbuffa e spinge il Pambianco contro la portiera. «Fioi, mi a son sensa sold. A paghei vüater.»

Nando ride, con gli occhi alla provinciale. Grillo si volta e batte una manata su un ginocchio del Tony.

Dopo il ponte sul Tanaro, filari di pioppi e campi di mais scivolano via. La macchina divora la riga discontinua, poi rallenta, imbocca il piazzale del night e si incunea tra una Lancia Fulvia bianca e una Fiat 128 verde.

Tony apre la portiera con un gesto cauto e posa i piedoni sull’asfalto sgranato. Lo sguardo cade sul tappetino sporco di terra. Lui fa una smorfia veloce, scrolla le spalle e scende.

Due lampioni e l’insegna azzurra illuminano la facciata e una porta con i vetri opachi.

Tutto lì? Possibile? E quella musica moscia, senza fisarmoniche.

Il Pambianco si stacca dal gruppo e apre la porta.

Tony segue gli amici con il cuore che stantuffa in gola.

La ragazza alla cassa ha la faccia non troppo dipinta e un buon profumo. Mica l'acqua di colonia della drogheria, quella da 500 lire, dentro la bottiglia grande.

C’è un tizio in giacca chiara, seduto al piano. Suona una canzone mai sentita, e canta, forse in francese.

Le ciabatte strisciano sul pavimento di stoffa azzurra.

Ma come faranno a spazzarlo? Alla prima occasione deve chiederlo al Nando.

E quei tavoli rotondi, a specchio. Di sicuro costano una fucilata.

Gli amici sprofondano in un piccolo sofà appena più scuro della stoffa sul pavimento.

Ma non c’è una sedia normale li dentro?

Qualcuno spinge il Tony su un sofà vuoto. È una ragazza alta, magra, bionda.

I neon si riflettono sul vestito dorato e muoiono sulla tela sbiadita dei calzoni da campagna.

Tre tipe saltano fuori dal nulla. Anche loro sono vestite di roba che luccica. Cambiano solo i colori: rosso, blu e un grigioverde che sembra il Tanaro.

Le voci acute coprono la canzone e bucano i timpani. Il profumo è leggero, eppure fa girar la testa.

Quei tre coglioni dei suoi amici si danno gomitate e ridono, ma senza far chiasso.

La tipa color verde-acqua si siede accanto a lui. Il corpo giovane gli preme il fianco e la spalla sudata.

La ragazza d’oro si tira indietro la frangia, fa un lungo respiro e gli si butta in braccio.

Oh bella! E adesso?

Lei si dondola sulle sue ginocchia. Ride e accende una sigaretta.

L’odore di tabacco entra nel naso e quella bastarda dell’anguria ricomincia a premere.

Chiedere del bagno a quelle bambole? Neanche morto.

Passa un cameriere in pantaloni scuri, giacca beige e farfallino nero.

Nando ordina qualcosa. Gli venisse un accidente!

Il ragazzo porta dei calici e una bottiglia di spumante. Macché spumante. L’etichetta è scritta in francese, come le canzoni.

Eppure bisogna bagnarsi almeno il becco, per far contenti gli amici.

E le quattro figliole bevono, ridono, si scambiano il posto in braccio a lui. Sono giovani, belle, profumate. Ma ogni salto, ogni scossone rimescola i visceri e mozza il fiato.

Tony incassa il mento e stringe i denti. Se almeno la dannata bottiglia finisse in fretta.

Certo, a saperlo prima, non si sarebbe scofanato quella mezza anguria.

Lui respira a fondo e cerca Nando con la coda dell’occhio.

L’amico schiaccia la cicca nel portacenere di vetro giallo, col nome del locale stampato, butta giù l’ultimo sorso poi si alza a fatica.

Le parole, i saluti, i complimenti alle ragazze scivolano via come un sogno agitato. L’anguria ha una fretta del diavolo, le ginocchia di Tony tremano.

Anche le ragazze si alzano. Dio buono, era ora!

Sorrisi, bacetti, carezze. Che peccato, accidenti! Ma l’importante adesso è fiondarsi nel piazzale, infilarsi in macchina e schizzare via. Tutto va bene: un prato, un fosso, un sentiero.

La strada è deserta, ma ogni buca, curva o cambio di marcia è un pugno alla vescica.

«Ferma, dai, ferma!»

La manata sul poggiatesta anteriore scompiglia il riporto brizzolato del Grillo.

Nando prosegue fino a uno slargo e dosa la frenata.

Tony ha già schiuso la portiera. Scende prima che l’auto sia ferma, inciampa, si riprende e barcolla.

Quel ciula del Nando si è piazzato proprio davanti alla cappelletta di San Michele.

Eh, no! Non si piscia in faccia a un angelo.

Tony si gira di scatto verso la strada. L’estasi sboccia nella sua pancia a tamburo, nello stomaco rivoltato, nella mente e nell’anima.

E il ruscello fumante attraversa la carreggiata, da un fosso all’altro, fra gli applausi, i fischi e le ghignate dei tre viveur da due lire.

Tutti i racconti

0
0
3

L'abusivo (1/2)

01 August 2026

Finalmente questi maledetti stranieri sono andati via. Vengono, se ne vanno, occupano le nostre case, mangiano il nostro cibo e noi non possiamo fare nulla per evitare questa invadenza. Già abbiamo i nostri gravi problemi di sicurezza con quei tipacci attaccabrighe e delinquenti che dalla costa [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

0
0
4

L'inganno di Gemini (1/2)

01 August 2026

La prima volta che sentii parlare di Gemini fu durante un mio recital di poesie di cui nessuno sembrò capirci niente. Dalla platea, come “bocca d’ombra”, qualcuno gridò: “Leggile a Gemini, lei forse ti capisce!”. Dal palco, senza aver individuata la fonte di quel suggerimento, promisi che l’avrei [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

0
0
4

Mezza anguria al night club

01 August 2026

L’estate del ’71 è preistoria: tivù in bianco e nero, il telefono pubblico nel retro del bar e poche auto parcheggiate in piazza, a due passi dal vespasiano di cemento. Le panchine sverniciate e i tavoli di formica del dehors sono vuoti. La clientela del dopo cena, quella che sparisce prima dell’una, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
1
21

Diario di una Mangiuomini – 14 Luglio 2XXX

31 July 2026

Caro Diario, anche oggi il demone mi ha sfruttata per saziare la propria fame. Quella donna era davvero buona. Le braccia non erano male, e sembrava quasi come mangiare alette di pollo. Non so nemmeno dirti se se lo meritasse, di morire, dal momento che era un’altra combattente di questo fight [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

6
6
28

TECN-ODIOSO

31 July 2026

«Tra duecento metri, alla rotonda, prendi la seconda uscita e resta su Viale Liberazione.» Suggerì il navigatore dell’auto. Raniero Natali era, da sempre, in eccesso di autostima. Questa quantità esagerata di ingiustificata considerazione di se stesso traboccava inevitabilmente nei rapporti [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
3
16

Consigli per preparare la TORTA al CIOCCOLATO di Capodanno (2/2)

... per Filippo e Concetta, che devono partecipare a una gara di torte, alla festa aziendale

31 July 2026

Amalgamare, amalgamare, amalgamare, sino a formare una crema compatta; è importante non distrarsi in questa fase delicatissima; un’amalgamata dalle tre alle quattro ore, fornisce i risultati migliori; attenzione a dove si posa la coppa con la crema amalgamata appena finita: quattro volte su dieci [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Walter Fest: Bravo zero a zero! Testo un pò lunghetto ma denso a simpatia di dettagli [...]

  • Riccardo: ottima scelta Zero! sia letteraria che culinaria.
    p.s ecco perche affido [...]

2
3
37

Il fioraio mancato

30 July 2026

Difficile dire da quanto tempo rifletta su tali temi, difficile esplorare l’origine di qualcosa che pare nascere con la tua essenza, risiedere in te e costituirti. Non so se pronunciarmi in merito o declinare l’argomento con un semplice “sono fatto così”. Da anni scruto il me passato e mi imbarazzo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Riccardo: la riflessione é ottima cosa! e non deve comportarne un imbarazzo, é [...]

  • Dax: Una faticaccia cercare di vivere senza rimpianti...like

2
2
44

Fuori dal coro

30 July 2026

La luce gli arrivò agli occhi lentamente. Si svegliò, si guardò attorno e vide che tutti ancora dormivano. Ma non appena il chiarore si fece più insistente, ecco che i meno timidi iniziarono a cantare. Tutti la stessa nota, con le stesse vibrazioni. Quel suono gli era familiare perché era lo stesso [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    complimenti per il bel racconto...
    Siamo così: desiderosi [...]

  • Dax: Bello davvero. Cercare noi stessi nel branco, diversi ma simili, unici ma non [...]

2
2
18

Consigli per preparare la TORTA al CIOCCOLATO di Capodanno (1/2)

... per Filippo e Concetta, che devono partecipare a una gara di torte, alla festa aziendale

30 July 2026

La ricetta prelevata direttamente dal quaderno della Nonna e liberamente commentata. Comprare una fetta di pane di spagna, alta 2 cm e mezzo; comprarla in pasticceria a Torino e non in Spagna; certo, che se si andasse in Spagna… La fetta deve essere rotonda, altrimenti la torta verrebbe rettangolare [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

6
7
44

La tessitrice di nodi

29 July 2026

C'era una volta una giovane donna che viveva in una valle dove tutti avevano nodi ai piedi e passavano la vita a cercare di liberarsi. Era il regno dei Fili invisibili, perché questi nodi c'erano ma erano tessuti con un filato invisibile all'occhio umano. Ognuno, chi più chi meno, doveva ingegnarsi [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
6
45

Una promessa a un Border Collie (4/4)

Una promessa fatta sul divano a un Border Collie che aveva già deciso di perdonarmi.

29 July 2026

Parte IV – Fine Quando arrivammo a casa, Briciola si era già ripresa abbastanza. Non era ancora la Border Collie instancabile di sempre, ma il peggio sembrava davvero passato. Naturalmente Gabriella capì immediatamente che qualcosa non quadrava. Mi guardò. Guardò Briciola. Poi tornò a guardare [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Aquilarandagia75: Grazie davvero per averlo letto e, soprattutto, per il tempo che hai dedicato [...]

  • Dax: un cane che ami rimane sempre con te.❤ Like

39
12
305

La Cosa

Una piacevole passeggiata romana turbata da remote rimembranze

29 July 2026

«Allora ricordo che, in quei giorni, ci avevo proprio preso una fissa.» «Ehm...» riprese, sputacchiando il catarro da alcolista. «Una fissazione per la cosa di una dama.» Diede un tiro voluttuoso al sigaro e continuò: «Anche se c'è qualche altro simpatico appellativo che risuona poetico, noi napoletani [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Walter Fest: lì per lì non avevo fatto caso alla seconda edizione e appropricandomi [...]

  • Adribel: Ahhh! Divertente r delicato.

Torna su