Quando l’omino verde del semaforo pedonale, dopo essersi acceso, le disse con gentilezza: «Prego signorina, ora può attraversare. E’ il suo turno. Le auguro un piacevole pomeriggio» il cervello della signorina Tozzetti, addestrato da anni di realismo materialistico, si limitò a scartare l’informazione poiché non rientrava nei suoi schemi di accettabilità.

 

***

 

Clara Tozzetti era una donna concreta e non aveva mai amato gli imprevisti. La sua vita non prevedeva spazio per inutili perdite di tempo quali dubbi o indecisioni, immaginazione ed interrogativi. Un universo solido: solo ciò che si può vedere e/o toccare esiste.

Allevata a pane e realtà dalla madre, vedova giovanissima, Clara non aveva mai conosciuto favole e racconti o qualunque altro frutto della fantasia. In casa, allora, il mondo entrava esclusivamente dalla monumentale radio posta nella grande cucina accesa solo in occasione del notiziario. 

Fino al giorno in cui mamma esclamò: «Non si può più ascoltare! Non danno più notizie. Solo “probabilmente”, “si ritiene”, “si dice”… Pettegolezzo! Tempo perso». La radio fu venduta per aiutare a far quadrare il magro bilancio familiare e il mondo di Clara e quello degli altri restarono definitivamente ai due lati opposti dell’uscio di casa.

Aveva iniziato prestissimo a lavorare per aiutare la mamma. Pagata a cottimo aveva imparato presto a non distrarsi concentrata sulle proprie azioni e sul momento presente. Meno pensieri uguale più lire.

Due chiarissimi assiomi principali:

1) conta solo la realtà, il resto sono baggianate per i perditempo

2) vita semplice ed essenziale senza cambiamenti ed imprevisti.

Questi e pochi altri principi corollario avevano modellato nel tempo quella signorina Tozzetti che camminava per la solita strada tornando dallo stesso lavoro di sempre alla medesima ora di ogni giorno verso l’unica casa che aveva abitato e che avrebbe tenuto fino al termine dei suoi giorni.

 

***

 

Come conseguenza delle parole gentili dell’omino verde del semaforo, la signorina Tozzetti percepì soltanto un lieve sussulto. Come uno starnuto che ha appena iniziato a formarsi ma scompare immediatamente.

Attraversò il viale senza alcun ricordo dell’incongruo episodio. Non si accorse neppure di provare un lievissimo, appena accennato fastidio dovuto a una minuscola increspatura nella liscia e solida sostanza della sua giornata: un vuoto di appena tre secondi.

Raggiunse velocemente la strada secondaria in cui si trovava la sua abitazione, ovviamente essenziale e priva di qualunque inutile orpello. Stava per arrivare al semplice cancello di ferro a riquadri quando, dall’oasi ecologica posta tra il marciapiede e la carreggiata della strada, il cassonetto della plastica le si rivolse con cordialità:

«Buonasera signorina. Spero la sua giornata sia stata piacevole. Mi permetta di ricordarle che oggi è venerdì ed è previsto il conferimento dei rifiuti composti da materiale plastico. Oso farle presente che si tratta di una opportunità da non perdere dato che nelle prime ore di domani passerà il mezzo atto a trasferire questo genere di scarti nei luoghi opportuni in cui potranno essere riciclati.

Sono certo signorina che avrò il piacere di rivederla entro questa sera per contribuire alla cura del nostro prezioso ambiente. La ringrazio per avermi ascoltato. Mi scuso ove fossi stato troppo invadente e le porgo il mio più sincero augurio per la miglior gradevole prosecuzione della sua giornata!»

Rispetto all’omino verde del semaforo, il cassonetto (giallo, per la cronaca) era estremamente più logorroico.

 

***

 

Le sinapsi della signorina Tozzetti dovettero impegnarsi allo stremo per reagire a quello stimolo impossibile, evitare di registrarlo (poiché, è ovvio, inesistente) e nel contempo mantenere il controllo della situazione.

Clara questa volta ebbe un lungo brivido. Immobile sul marciapiede non riuscì ad identificare la minima corrente d’aria fredda che lo potesse giustificare. Nella sua memoria non era rimasta neanche una sillaba del prolisso discorso del cassonetto ma mancavano altri quindici secondi alla sua giornata. Lei non se ne avvide ma nel fondo della sua coscienza un lievissimo malessere si era appena ispessito. E di un bel po’.

Spinse il cancello e salì i quattro gradini fino alla porta quasi automaticamente. Aveva una spiacevole sensazione. Come se avesse perso il filo di un ragionamento a metà. Ed era davvero strano dato che, in genere, non era una che rimuginava!

Oltre alle attività pratiche giornaliere, previste e consolidate da anni, non era accettabile alcunché di differente per la signorina Tozzetti. Nessuna lettura di libri (invenzioni e fantasie senza senso!) o di giornali (zero fatti e solo gossip e ipotesi non riscontrate!). Men che meno uso di radio, televisione o strumenti elettronici considerati da Clara l’apoteosi dell’inutilità e del superfluo, roba da smidollati decerebrati scansafatiche.

 

***

 

Tutto venne eseguito come previsto, nel giusto ordine e secondo le abituali prescrizioni sperimentate con successo da decenni.

La casa pulita e dignitosa come si conviene, la cena frugale ma nutriente, identica a quella di tutti i venerdì delle precedenti settimane, le piante doverosamente innaffiate come d’uopo. Finito di lavare i piatti e riassettata la cucina, la signorina Tozzetti, con la sicurezza derivata da anni di esercizio, liberò il sacchetto di raccolta della plastica, lo chiuse abilmente come dovuto e si avviò a conferirlo nell’oasi ecologica vicino casa.

Come aprì il portoncino esterno ebbe un “giusto” moto di disapprovazione. Fuori era completamente buio. La notte senza luna non aiutava e non si distinguevano neppure i quattro gradini dell’ingresso. «Accidenti! Va sempre peggio. Nessuno ha più a cuore il suo lavoro. Qui rischiamo tutti di farci male. Ma a chi importa? Oggi tutti corrono dietro alle facezie e nessuno si occupa delle poche cose che contano!» non riuscì ad evitare di dire al nulla oscuro attorno a lei.

«Mi dispiace doverla contraddire, signorina, ma non credo che la situazione sia come lei afferma.» le rispose senza la minima acrimonia il lampione più vicino accendendosi prontamente «In realtà qualcuno, a vantaggio dell’intera collettività, ha ritenuto inutile sprecare energia per illuminare strade vuote. Di conseguenza io vigilo il tratto di mia competenza e mi accendo immediatamente quando qualcuno vi appare (come appunto è successo a lei ora). A me sembra un positivo sviluppo ed affatto un peggioramento.»

Tutti i racconti

0
0
25

Modena, 1971

17 April 2026

C’è una foto di Luigi Ghirri che, appena la vidi, mi fece provare una sorta di sentimento, un’aria di famiglia. Qualcosa che aveva a che fare con la mia storia, ma anche qualcosa che la raccontava — la mia storia — più di un racconto: bastava quella foto. Lì c’era tutta la mia storia. È una delle [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

0
0
69

Un istante

17 April 2026

Il 12 luglio del 2005, in un anonimo paese di una regione qualsiasi, Francesca entrò in un bar, diede un’occhiata in giro, comprò un gratta e vinci, uscì e scoprì di aver vinto trenta euro. Non una gran somma, ma abbastanza per acquistare un pallone da calcio e rivelare così a suo figlio il regalo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
0
121

La menzogna

16 April 2026

Clèone sapeva che Arianna mentiva. E sapeva anche che lei sapeva di essere scoperta. Eppure continuava, mescolando il vero al falso con sfacciata sicurezza. «Era la settima ora», ripeteva ostinata. «Ero alla stoà, tra i rotoli e i filosofi.» Ma non alla settima ora. Clèone lo sapeva da fonte sicura: [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

2
2
131

Dolorosa: il prezzo del dolore (2/2)

Parte 2: nesso causale

16 April 2026

Gotham, stazione abbandonata "Havermire", ore 05:07 am Un vecchio terminal ferroviario. Negli anni ‘40 era un nodo cruciale per l’economia della città. Ora è solo una carcassa di metallo, tagliata dai graffiti e dagli anni. Emily è seduta su una sedia, al centro del vuoto. Emily: «Tre notti [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

2
3
146

La linea 2/2

15 April 2026

Poi qualcosa successe anche al lavoro. Il capo lo sorprese una mattina seduto alla scrivania, con lo sguardo perso nel vuoto con una pila di documenti intatta. Sembrava che la sua mente fosse altrove, agganciata a qualcosa che nessuno poteva vedere. In realtà, stava pensando al libro e a quella [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: Ah però, un libro "diabolico".Like

  • BrunoTraven: Già forse è vero Dax:) Grazie dei commenti a entrambi... Grazie [...]

2
4
121

Dolorosa: il prezzo del dolore (1/2)

Parte 1: salvo caso fortuito e forza maggiore

15 April 2026

Antefatto: Daredevil, alias Matt Murdock, è il nuovo guardiano di Gotham. Batman, prima di morire, gli ha lasciato Tau, una IA in grado di simulare la voce del padre, deceduto anni prima. Gotham, ore 10:30 pm, zona Grey Haven Piove da ore. Non la pioggia sottile di Hell’s Kitchen. No. Qui è [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
1
62

La linea 1/2

14 April 2026

Aveva scelto quei libri in biblioteca senza un motivo particolare. Voleva leggere qualcosa del genere appartenente al cosiddetto fantastico. Quella copertina lo aveva attratto subito. Vi era raffigurato un uomo con un cappotto, che teneva per mano un bambino anch’egli vestito con un cappotto nero. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: Bello. Si può fire, letteralmente,innamorato di un libro😂.Like

7
5
81

La maga Malvina

Una maga strampalata che cura i malanni dei bambini insieme ai suoi fedeli amici Giulia la gatta e Carletto il folletto.

14 April 2026

In un luogo assai lontano c'era una volta, moltissimo tempo fa, un villaggio su una collina un po' bislacca, ma assai carina con un imponente castello, decisamente strano e un po' mattarello. Il maniero, infatti, era solito cambiare colore a seconda del proprio umore... Ieri rosso, oggi verde [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: Davvero carina. like

  • Teo Bo: Originale e simpatica l'idea di raccontare in rima le imprese di Malvina. [...]

3
4
153

Saltai giù dall’autobus

13 April 2026

Saltai giù dall’autobus troppo in fretta e inciampai nello zaino di qualcuno. C’era gente alla fermata, e tutti si misero a fissarmi. Soprattutto lui, il ragazzo del bar all’angolo che salutavo ogni mattina. Si mise a ridere come se avessi fatto chissà quale cosa comica, come se aspettasse proprio [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

7
6
117

Le migliori intenzioni

13 April 2026

Qualche giorno fa ero al lavoro in trasferta, ad un centinaio di chilometri da casa. Era una giornata autunnale delle peggiori, con pioggia torrenziale, lampi e tuoni che a tratti illuminavano a giorno la sala dove si svolgeva una sonnacchiosa ed inutile riunione con alcuni clienti della nostra [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • U2161: bellissimo racconto

  • Lawrence Dryvalley: Sembra il soggetto di una puntata della serie TV "Ai Confini della Realtà"... [...]

3
2
57

Aurora

12 April 2026

Aurora era tutto fuorché quello che a Bernardo piaceva in una donna. Aveva quell’altezza scomposta che non diventa mai eleganza: gambe lunghissime e ginocchia spigolose come avessero qualcosa da rivendicare. Aveva i capelli neri, lunghi fino alla vita, li lasciava crescere per pigrizia e li raccoglieva [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

7
7
55

Bidonville

12 April 2026

Se cerchi un vicolo malfamato a New Orleans dove grattarti la rogna in santa pace e imbarcare scarafaggi nelle mutande devi raggiungere la Holy Cross School, voltare per Crescent Street, trovare un lurido buco per piazzare il tuo cartone e stravaccarti a terra. Quando tutto è cominciato ero lì, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Lawrence Dryvalley: Bella Teo! Ho trovato questa citazione sul jazz, di George Gershwin (musicista [...]

  • Teo Bo: Grazie a tutte le penne eccellenti che mi hanno letto e commentato. Aspetto [...]

Torna su