Natura incontaminata. Mi siedo su un piccolo tronco di albero. Prima, però, mi preoccupo di non accomodarmi sulla casetta di un qualche abitante di quel piccolo bosco dove sono finita una bella mattina assolata di Giugno.

Chiudo gli occhi e ascolto. Sento un brusio nelle orecchie e mi domando cosa possa essere. Un uccello? Un insetto? Eh no. Perché è un brusio particolare. Uhm. È rumore. Ah. È quel rumore. È il "regalo" della città. Quello che ho sempre nelle mie orecchie. Semplicemente non lo sento perché, intorno a me, c'è un rumore ancora più assordante. Respiro. Lentamente. Quel fastidio nelle orecchie si affievolisce sempre più e arriva il silenzio. Oh wow! Una sensazione di pace invadono il mio corpo e la mia mente. Ogni tanto si sente un fruscio proveniente dal bosco.  Una piccola lucertola forse? Chissà. Resto così, immobile, in silenzio e con gli occhi chiusi per un tempo incalcolabile. Mi sento. Sento il mio respiro, il mio corpo.

Sento gli odori del bosco. Quella freschezza che quasi fa attrito su narici abituate ad assaporare ben altri odori.

Muschio. Questo mi ricordano il Natale e l'inverno. La mia stagione preferita. I polmoni, con un sussulto che sembra imitare un colpo di tosse, chiedono "Ma cosa stai respirando?" E gli alberi rispondono: "Ossigeno". 

Apro gli occhi, mi alzo delicatamente e continuo a camminare in questo silenzio disarmante. Mi imbatto in una ragnatela molto grande. Questo ragno ha davvero svolto un lavoro certosino. Sento i miei passi pesanti sulla terra che calpestano le foglie secche cadute da queste creature imponenti che mi circondano. Quasi posso sentire il respiro del bosco. Quasi posso ascoltare gli alberi, custodi, sui loro tronchi, di storie mai raccontate. Sento l'umidità. Il mio respiro si fa più affannoso per via della salita che sto affrontando. Sono quasi arrivata in cima. Il sudore scende dalla mia fronte e ne percepisco il tragitto. Un attimo di pausa. Mi fermo. Alzo gli occhi al cielo blu sgombro da nuvole. Sento il cuore battere all'impazzata. Manca poco. Qualche passo, forza! Riprendo. Salgo ancora. E poi, ecco. L'immensità. I miei occhi quasi si commuovono ad avere davanti questo spettacolo. 

Mi siedo sull'erba e resto lì. Nella pace dei sensi. Senza ore. Senza impegni. Solamente con me stessa.

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