Lo mondo de oggi.

 

S’io fossi 

uno di quell’omini

alletterati e dotti

vi potarria parlare

de li disastri de sto monno,

sto monno de oggi 

tribolato assai.

Si fossi io

lo judice supremo

anco pe nu jorno solamente

riporterei la gogna

nel mezzo delle piazze

fra la gente.

Cert’omini dipinti

che offendono la vista

cò quelli corpi tutti pitturati

che parino come l’alberi d’autunno

pieni de foglie tutte colorate

li mettarria ignudi, esposti

nella gogna almeno na semmana.

Dovessimo parlà delle donzelle

ci coglie no disturbo in delle viscere

piene de belletto int’a lo viso

pe celare lo sembiante vero.

E poscia ce sarebbe il fatto 

che pure loro dipingono le membra

e vanno in giro mezze ignude

ornate de lo ferro dello diavolo,

non lasciano nulla di nascosto.

Lo trovi sotto il naso, sopra l’occhi

sulla lingua e persino, sulle celate parti.

Pe lloro nun basterebbe la vergogna

d’essere messe in piazza nella gogna, 

pe tutte quelle nce vorrebbe 

 Un grande foco, un foco vero

quello che brucia le ossa delle streghe.

Però, pria d’accenne quello grande foco

un dubbio me tormenta

Me chiedo: se bruci tutte quelle femmine

Che dicono siano streghe

Però so bone, bone assai  

dopo, quale sarria la sorte

de li poveri omini rimasti soli

co quelle che ce restano 

zitelle e monachelle piene di grazia

ma povere de “grazie”.

 

 

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