Stop! Non va assolutamente bene! 
Lo so, sono un perfezionista rompicoglioni, quindi rassegnatevi, d'altro canto la Federazione Russa ci ha assegnato un compito estremamente difficile. Ve lo ripeto per l'ultima volta: noi di Rossiyawood non dobbiamo destare sospetti. Avete presente la Hollywood negli anni sessanta con l'allunaggio? Ecco, evitiamo.
Prima di rimetterci al lavoro, è doveroso esporre alcune osservazioni. Innanzitutto una tirata d'orecchie al tecnico delle luci in quanto non mi soddisfa l’illuminazione. Ditegli anche di cambiare la tonalità rossastra. D'altronde il set deve ricreare una porzione convincente della superficie di Marte. 
Michail, sposta la bandiera russa vicino a un cratere, cosicché i cameramen possano offrire inquadrature più accattivanti. Il discorso del Presidente, accompagnato dall'inno nazionale in sottofondo, meglio inserirli sul finire per far sì che il pubblico si concentri sulle immagini e sui “dialoghi” dei due astronauti. Umh, a proposito…
Sceneggiatoreeeeee! Non ti avevo detto di modificare il copione e di depennare le sequenze con i marziani che accolgono gli astronauti con intenzioni pacifiche? Ascolta, non stiamo mica girando un film di fantascienza.
Popov, quelle macchie di caffè sul busto si notano lontano un miglio. Fatti dare dalla costumista un'altra tuta spaziale. Dai, sbrigati, non restare imbambolato. 
Zobnin, fammi leggere la frase-tagline che ritieni ideale per Olenikov.
- Un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per l'umanità. -
Ma sei impazzito? Vorresti proporre le stesse identiche parole di Neil Armstrong? Vattene, sennò sulla Luna ti ci spedisco io con un calcio in culo. In giornata vedi di stilare una riga idonea. 
Questo è tutto. Aspettiamo che ritorni Popov per il duecentesimo ciak. 
 

Tutti i racconti

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Perdonami per non aver capito

01 November 2026

Sono qui, seduto su questa vecchia sedia di paglia. In questa cucina ormai priva di odori del cibo che cucinavi. Dentro questa casa che ha raccolto grida di gioia e pianti senza fine. Guardo il mestolo di rame piegato. Lo avevi conservato a memoria di una testa che lo aveva saggiato. E la vecchia [...]

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Mai

La crudeltà dell’invisibile

01 November 2026

Il mio lutto non aveva un defunto, eppure non c’era più nessuno da salvare. Avevo costruito un futuro con la materia fragile dei desideri: stanze, stagioni, una luce accesa al tramonto. Avevo abitato quel domani così a lungo da dimenticare che non mi apparteneva. Poi, senza preavviso, il futuro [...]

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    Passato, futuro, immaginato oppure vissuto i vecchi amori non finiscono [...]

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Nessuna risposta

31 October 2026

Questa è una storia di fantasmi e inizia nel solito, trito, dozzinale modo, con la Strega, la Morte e il Diavolo che mi affiancano mentre torno a casa in una sera d'ottobre. «Ma quello come si è conciato? Mi sa che ha sbagliato festa» grida uno di loro. Aguzzo la vista e intravedo, in fondo al [...]

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  • Rubrus: In realtà detesto i racconti in prima presente: su più di duecento [...]

  • MaricaR: Senza fare troppe analisi a me il racconto è piaciuto. Bello anche il [...]

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Atlanto

Un tramonto più arancione e scuro del solito

31 October 2026

«Secondo me, Debora, la tua impressione non è casuale. C’è un motivo storico per cui Capo Verde può suonare caraibico, pur trovandosi dall’altra parte dell’Atlantico. È un luogo africano, portoghese e atlantico allo stesso tempo». «Mi stai dicendo, Estevão, che ci troviamo su un’isola nel mezzo [...]

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  • Rubrus: Mi sembrava un aneddoto carino da riportare per evidenziare come queste isole [...]

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Vi narro della Musa Talia

La musa dal sorriso contagioso

31 October 2026

Tra le alte vette dell’Olimpo, dove le nuvole si tingevano d’oro al tramonto e gli dèi trascorrevano il tempo tra banchetti, discussioni e melodie celesti, viveva una figura dal sorriso contagioso. Il suo nome era Talia, una delle nove Muse, figlie di Zeus e di Mnemosine, la dea della memoria. [...]

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31 October 2026

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L'uomo che dorme 2/2

30 October 2026

«…Adesso e nell'ora della nostra morte…». Ancora il finale dell’Ave Maria. Il battito del monitor cessò di essere un rumore esterno per divenire la pulsazione stessa del suo pensiero: un metronomo di metallo che misurava non più le ore del giorno, ma la distanza tra ciò che era stato e l’abisso.… [...]

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Storie in 280 caratteri

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VECCHIO SCARPONE

Presepe fantastico

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Giovedì 24 novembre 2022: un pomeriggio sereno e stranamente tiepido mi invoglia a salire in montagna. I prati e i boschi mi chiamano. Abbandono la mulattiera e mi inoltro nell’ampio prato che fa da dorsale al monte; un boschetto di querce spoglie mi invita a curiosare, ma non ne ho il tempo. Tra [...]

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29 October 2026

«…Adesso e nell'ora della nostra morte…». Si era svegliato così, quella mattina. L’ultima riga dell’Ave Maria gli risuonava nella testa come un tarlo, ritmica e aliena, accompagnata da una fitta alla tempia sinistra che non accennava a mollare la presa. Anche sotto il getto caldo della doccia, [...]

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