Quel foglio rosa lo desideravo, lo volevo. Ormai, si era concluso un altro capitolo della mia vita, la maturità e il prossimo sarebbe stato la patente. Dopo anni, ripenso a quei momenti e lo faccio mentre guido la mia panda 750, che a breve, mi farà arrivare a Bologna.

Sono quasi le due di notte; un caldo soffocante mi impone di tenere il finestrino abbassato, ma l'aria che entra e la velocità sostenuta, mi impediscono di sentire il rumore dei miei pensieri. Sempre loro, fastidiosi e inopportuni. Ronzano nella mia testa come tante piccole api all'opera nell'alveare. Che diavolo sto facendo? dove sto andando? Ho solo bisogno di guidare e immaginare, osservando, chi ci sia dentro le altre auto che mi sfrecciano a fianco su un'autostrada troppo lunga da percorrere in una sola notte. Sono quasi arrivata, ma decido di fermarmi in un autogrill, scendo, prendo qualcosa da bere e mi rimetto in marcia.

Gli amici mi aspettavano, ed io sempre in compagnia di quei bastardi. Mi stavano uccidendo, rendendomi apatica e priva di empatia per il prossimo. Solo l'alcool poteva aiutarmi, mostrandomi al mondo come quella che non ero. Venticinque anni e cercare a tutti i costi una risposta per tutto. Il perché della laurea in lettere, l'aver scritto un libro forse troppo scontato per essere accettato, una relazione con un uomo più grande di dieci anni e poi aggiungici il resto; ma non importa.

Sono arrivata. Bologna mi conosce, mi accoglie, mi strige a sé. Sento quasi il rumore delle mie ossa spezzarsi sotto quella stretta. Ed eccoli lì. Battute scontate e inutili mi danno il benvenuto ed io con  la mia maschera sorridente tra loro.

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29 September 2026

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29 September 2026

Ti fai un’idea dell’equatore e poi vieni smentito dalla realtà. Se atterri ad Arusha vedi il Kilimanjaro perennemente innevato. I dolci pendii del vulcano ti ingannano. Puoi scalarlo a piedi, fino a 3.000 metri. E ti inganna, come tutto il resto. A quella quota rischi ustioni severe, ma la temperatura [...]

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Mentre discuteva a bassa voce con la sua dama sulla qualità e il colore dei pregiati filati che la commessa Olga stava mostrando, vide il padrone recarsi nel retrobottega, scomparendo dietro la pesante tenda. In quel momento Elisabetta fece un leggero cenno alla Contessa che, recepito il messaggio, [...]

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Non so cosa scrivere. Non è banale. Cioè, qui si devono pubblicare racconti e io non so cosa scrivere. Guardo il cursore che lampeggia sulla pagina bianca e penso. Quindi sono. OK, brutta battuta. La realtà è che penso alla soluzione definitiva, all'assenza di idee: penso a un evento vissuto. In [...]

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