Ascolta la ballata del Vecchio Marinaio,
Guarda il suo occhio mentre ne chiude uno su tre.
Incanta uno degli invitati al matrimonio.
Resta qui e ascolta
gli incubi del mare.

 

Coleridge

 

 

Mentre sminuzzo e trito il tabacco da pressare nella mia pipa intarsiata d’avorio, i gabbiani lottano fra di loro si stanno contendendo un trancio di sgombro in scatola, rischiando di ferirsi il lungo becco con la latta ai bordi.

 

Osservo le creste del mare e mi torna in mente la cavità anatomica dell’ utero, l’interno così variegato. Uteri accoglienti lisci e morbidi piacevoli al tatto, o fatti ad anse, fibrosi, incistati e ruvidi.

 

Ricordo quanto mi disse un mio esimio collega, nonchè professore stagionato di tirocinio, il Doctor Helmut Scholl, quella volta durante una pausa caffè. tra una autopsia e l'altra.

 

coperto dal vociare chiassoso del bar, senza batter ciglio, mi confidò che era stato impiegato come chirurgo ginecologico nel campo nazista di Baden Baden dal ‘43 al ’45.

 

Dove aveva affinato la perizia nell'estirpare  i fibromi con le dita. Unghie lunghe ed affilate come bisturi che sezionavano quei pendagli peduncolosi di carne e mucosa.

 

Dove aveva affinato la perizia nell'estirpare  i fibromi con le dita, a mani nude, con unghie incolte da uomo lupo.

 

Si vantava del fatto che le sue cavie, con la croce di David sul pigiama a righe, succedeva di frequente che le malcapitate si eccitassero fino a squirtare fontane di piacere e dolore. Questa arte manipolatoria l'aveva accompagnato anche nella sua vita privata. Ebbi modo di sapere da altri colleghi che si era accompagnato nel tempo a centinaia di donne di cui diverse avevano tentato gesti inconsulti a causa della fine della relazione.

 

Fu scoperto dai Servizi Segreti ellenici come ex gerarca collaboratore dei nazisti in anni più recenti ma morì dissanguato tentando di circoncidersi da solo, affetto   ormai da sindrome di parkinson, si recise  di netto tutto il corpo cavernoso, espiando così i suoi  crimini passati.

 

Pensavo a tutto  questo e mentre davo l'ultima boccata di pipa, mi toccai il pacco, tranquillizandomi non poco.

 

 

 

 

 

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