Movimento tellurico 
nel cuore, 
marea di negative 
foschie torve, 
moviole rarefatte 
a intermittenza nell'anima, 
copiose lacrime sorde cristallizzate, 
polline gridellino
nel vento di bufera, 
petali di fiori innocenti
strappati dispersi
sul terreno mescidato 
con zolfo, 
steli spezzati con mano 
unta di bile guizzante, 
ricordi schiaffeggiati 
dal baleno del dolore
sull'altalena della 
mia vita! 
Ma a che serve il lamento 
se lo ascolto solo io?
A che serve piangere 
se lo ascolto solo io?
A che serve stare male
per soffrire di più!? 
Alzerò lo sguardo 
verso il futuro 
e ricomincerò da capo!
Nel ruggito del nuovo io 
riflesso nel cercare 
la mia vita vergine
nel rinascere 
su policromi arcobaleni 
di rugiada sfavillante, 
che vale più 
di questo salto nella fossa dove i leoni del duolo  
non aspettano altro 
che divorarmi boccheggiante! 
Mi alzerò dal suolo di zolle, 
mi asciugerò il viso 
con raggi di stelle 
e accosterò la mia figura 
a unguenti ai fiori di bach. 
E volitiva uscirò 
dalle parentesi 
che mi sostano 
legandomi al nodo 
del tempo annientandole, 
abbraccerò giulivo 
il domani come 
se fosse la prima volta 
e rincorrerò la mia essenza, che vale più 
della mia assenza
in questa astratta sospensione del mio essere
che imprigiona solo
la mia volontà 
di rinnovare il mio fato in
rizoma di rinascenza! 

Tutti i racconti

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L' anziana signora

30 September 2026

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Dacci oggi il nostro disagio quotidiano

30 September 2026

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30 September 2026

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29 September 2026

Mi hanno chiesto di dire due parole su Paul, ora che se n'è andato, e confesso che il compito mi mette a disagio più di quanto mi abbia mai messo a disagio la sua presenza in vita. Perché ricordare un uomo significa, per forza di cose, trattarlo come una totalità compiuta, ma ciò che ci rimane [...]

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29 September 2026

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28 September 2026

«Ascolta. Mi senti? Ci sei? Devi ascoltarmi bene. Inutile che ti agiti, non puoi muoverti, ascoltami! Tanto il tempo non ci manca. Guarda questo soffitto a pezzi, la muffa, guarda l’intonaco che cade. La vedi l’umidità che mangia gli angoli di questa stanza? Siamo noi, so che per te non è così, [...]

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ETTORE — Napoli, 25 marzo 1938, ore 22 La penna gratta sul foglio e io la lascio grattare, perché è più facile scrivere che pensare a voce alta. A Carrelli scrivo che ho preso "una decisione ormai inevitabile", e mi accorgo che la frase suona come una diagnosi clinica più che come un addio. Forse [...]

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    Bravissimo Carlo; un super racconto!

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Mentre discuteva a bassa voce con la sua dama sulla qualità e il colore dei pregiati filati che la commessa Olga stava mostrando, vide il padrone recarsi nel retrobottega, scomparendo dietro la pesante tenda. In quel momento Elisabetta fece un leggero cenno alla Contessa che, recepito il messaggio, [...]

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I SUSSURRI DEL GOSTINY DVOR (1/2)

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Non so cosa scrivere, ovvero la nascita di un racconto breve

26 September 2026

Non so cosa scrivere. Non è banale. Cioè, qui si devono pubblicare racconti e io non so cosa scrivere. Guardo il cursore che lampeggia sulla pagina bianca e penso. Quindi sono. OK, brutta battuta. La realtà è che penso alla soluzione definitiva, all'assenza di idee: penso a un evento vissuto. In [...]

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