Nel lungo periodo in cui mi sono ritrovata a lavorare, anche con una grande passione ed un forte impegno specialmente iniziale, presso il sempre affollatissimo ristorante “da Mario”, non ho praticamente mai avuto un filo di tempo in più per fare qualcosa che non fosse preparare e cuocere le carni, le verdure, il pesce, gli antipasti, tutto quello che ha sempre deciso di testa propria il nostro capocuoco con i suoi vari aiutanti, spesso senza chiederci mai neppure un piccolo parere, a noi che in fondo portavamo avanti materialmente tutto quanto il grande locale. Si iniziava già dal mattino con le preparazioni e le precotture che dovevano servire poi per tutto il giorno, e così si andava avanti occupandoci del pranzo almeno fino al primo pomeriggio, quando a quel punto ci veniva permessa una pausa di circa tre o quattro ore, a seconda dei giorni e dei ruoli, naturalmente una volta lavati e messi al proprio posto tutti gli utensili adoperati fino a quel momento. Quindi più tardi si ricominciava a sminuzzare, a soffriggere, a riscaldare, a cuocere pietanze e contorni per la preparazione della cena, proprio come prima, tenendo sempre pronti molti dei piatti indicati nelle liste come per farli apparire ai clienti cucinati esattamente proprio all’istante. In quegli anni non ho quasi mai visto mio figlio, che praticamente è cresciuto per conto proprio, non avendo neppure conosciuto suo padre, ed almeno per tutto il lungo periodo in cui sono rimasta a lavorare in quel ristorante, tenuto d’occhio ogni tanto solamente da una nostra cortese dirimpettaia del condominio, senza che io potessi fare nulla per indirizzarlo in qualche modo, se non chiedergli ogni tanto che cosa avesse fatto durante la giornata, o come gli andassero le cose a scuola. Però era bravo, serio, io mi fidavo di lui, e all’epoca lo trovavo anche studioso, piuttosto attento nel tenere in ordine il nostro piccolo appartamento, perfettamente cosciente dell’impegno di sua mamma per tirare avanti. 

            Adesso poi che avrei più tempo anche da dedicargli, lavorando soltanto nella cucina della villa dei signori Neri, lui ormai si è fatto grande, e in casa nostra non si trattiene molto, sempre in giro chissà dove, con gli amici, le ragazze, il lavoro, le storie che mette in piedi di continuo. Non mi trovo male dai Neri, con la signora poi si riesce facilmente ad essere in accordo praticamente su qualsiasi cosa, ma è il marito che ogni tanto si fa avanti con delle richieste a dir poco assurde, o spesso mostrandosi scontento con noi di qualcosa che viene cucinata sui fornelli della sua cucina, come ama sottolineare piuttosto spesso. La figlia invece non dice niente, si accontenta di quello che riesco a mettere insieme per i pasti senza mai battere ciglio, accettando il lavoro degli altri sempre con grande rispetto, proprio come peraltro dovrebbe essere per tutti. A me piacciono molto le sue maniere, e quando certe volte la sento suonare seduta al pianoforte nel salone del piano terra, mi pare quasi impossibile che riesca ad essere davvero così brava. <<Signorina Franca>>, le dico a volte sottovoce quando la incrocio nel corridoio; <<lei è fenomenale>>, anche se alza una spalla e rifugge subito dai complimenti, perché si vede che sta già pensando ad altro.

            Con la cameriera attuale che si occupa della casa e serve anche a tavola, sempre impeccabile nel suo abbigliamento imposto coi colori di bianco e di grigio, non mi trovo neanche male devo confessare, considerato che prima di lei ne sono già passate da queste parti almeno altre tre che purtroppo non andavano mai troppo bene al signor Neri. Lui è il nostro vero padrone, quello che riesce a farci trascorrere una serata infame solo con una frase velenosa messa lì ad arte, oppure scagliando un’occhiata esauriente magari soltanto per una piccola macchia di sugo sulla mia bianca divisa da cuoca, quasi uscisse d’improvviso dalla sua proverbiale indifferenza verso tutti, soltanto per lamentarsi di qualcosa a suo parere del tutto irrimediabile, naturalmente senza mai lasciarsi andare ad un complimento qualsiasi. Non importa, rifletto ogni giorno mentre sto davanti ai fuochi con le padelle che sfrigolano: io cerco sempre di fare il meglio di cui sono capace, con la mia modesta esperienza; so benissimo che a lui sta bene avere assunto una come me soltanto perché lo stipendio che mi concede è meno della metà di quello per un vero cuoco. Però resisto, ed almeno quando non ci sono ospiti in villa, me la cavo alla svelta nell’occuparmi di tutte le cose della cucina. Poi torno a casa mia, da mio figlio se c’è, e mi sento a posto con la mia coscienza, mentre comunque cerco di riprendere in mano quel poco che resta della mia vita vera.

 

Bruno Magnolfi 

               

Tutti i racconti

4
3
12

Innamorarsi (1/2)

16 September 2026

Averlo incontrato era stato un puro caso: lo avevo atteso alla stazione della metro ogni giorno per un'intera settimana, ma non era venuto. Solitamente prendeva la metro alle 18,45, scendeva ad una fermata prima della mia e si dileguava in mezzo alla folla che lo inghiottiva avida. Mi ero accorta [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: Bello. Ma credo capiti più spesso agli uomini di sognare e attendere [...]

  • lottimista: Bello anche per me, raccontato bene. Aspetto la seconda parte.

5
6
35

L’aspidistra ubriaca

16 September 2026

In una cantina umida che puzzava di mistero e fermentazione clandestina c’erano cinque damigiane piene di un liquido che Mastr’Angelo, il suocero di Enzuccio, chiamava con un ottimismo degno di un pioniere “il mio vino”. Ora, per le persone dotate di papille gustative ancora funzionanti, quella [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • MaricaR: Bel racconto. Ho una pianta mezza morta ora provo a innaffiarla con l'aceto, [...]

  • Gionah: Divertente e nostalgico, mi piace.

4
4
13

Scrutini

16 September 2026

Mi è capitato molte volte di sentire genitori decantare le prestazioni scolastiche dei loro figli come fossero delle Ferrari: “Non studia mai, sta solo attento in classe ed è il più bravo. Fa solo quello che gli interessa”. Di ritorno a casa ero allora solito dire alla Zanna: “Tutti bravi i figli [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

5
6
27

L'Utopista

15 September 2026

Gli uomini che vogliono migliorare il mondo hanno tutti un difetto comune: cominciano dal mondo. Il professor Goffredo Malaspina, invece, aveva finito per convincersi che il problema fosse il tempo. Aveva studiato il passato e lo aveva trovato pieno di guerre, epidemie, miseria, superstizioni e [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Un bel racconto... coerente sino alla fine!
    Fortuna che si tratta di un [...]

  • MaricaR: Come sarebbe bello se si potesse fermare il tempo nel momento in cui la vita [...]

3
5
25

La strada

15 September 2026

Quando Arturo uscì di casa, non aveva una meta. Aveva soltanto deciso di camminare. La strada davanti a lui era lunga e quasi deserta. Era una di quelle strade di periferia che sembrano non portare da nessuna parte: due file di case, qualche negozio ancora chiuso, un distributore di benzina e, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • MaricaR: Probabilmente Arturo si è sentito utile dopo tanto tempo e ha rispolverato [...]

  • Giampaolo: Racconto sentimentale, I like.

3
4
21

La regina della casa

15 September 2026

Deve brillare ogni mobile, ogni angolo; il pavimento deve luccicare. Ci si deve mettere con le ginocchia a terra per acchiappare ogni singolo granello di polvere. Il portone va passato dentro e fuori con un panno umido, almeno una volta alla settimana. Gli scaffali della cucina vanno svuotati e [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • zeroassoluto: Per me maniaca come per le amiche!
    Ne ho riconosciuta qualcuna, molto [...]

  • MaricaR: Una mia amica era maniaca della pulizia e il marito diceva che se fosse entrata [...]

8
9
58

Il vero nome del vento

14 September 2026

La sabbia alzata dal vento gli si posava sulle labbra, la sentiva scricchiolare sotto i denti. Era da tre giorni passeggero di quel camion e non finiva mai di respirare la polvere di quel deserto. Perché continuava a chiamarla ancora, se sapeva già che non gli avrebbe risposto? Se lo chiedeva ogni [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lo Scrittore: Aggiungo un pezzo alla storia, era invitante. se off topic cancellala pure, [...]

  • zeroassoluto: I finali aperti lasciano al lettore la voglia di immaginare il seguito, con [...]

7
8
37

La Signora del Noir Mediterraneo

Ritratto di Ornella P., in arte Millicent Darkmorrow, tra copertine rubate e sette copie vendute (tre delle quali sue)

Miu
14 September 2026

Alle sette e quaranta del mattino, Ornella P., in arte Millicent Darkmorrow, scrittrice di racconti erotici noir, era già al lavoro davanti al computer. Aveva appena salvato tre nuove fotografie per le sue copertine. Nella prima c'era una figura bellissima che sorseggiava caffè leccandosi lentamente [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: molto simpatico e ironico. like

  • zeroassoluto: Mia cara Ornella P.
    Ti nascondi dietro profili sexy e seminudi, ma anche [...]

3
1
19

Liane Di Fuoco

14 September 2026

In fulgida aurora d’estiva stagione, quando l’aurea luce sfiora i petali d’oro, s’alza il mormorio d’un amor sottile, nascente fiamma in cuor di sole ardente. Sfolgora, o incanto, tra le fronde obscure, dove il tempo si disfa in vapori di seta, e il respiro dell’anima s’intreccia [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

9
12
81

Francobolli

13 September 2026

«Non si toccano». È una voce di un vecchio che mi arriva da dietro la scrivania. «Non si toccano!». La voce assomiglia all’arricciarsi di un foglio di carta sui bordi. «Non si toccano, mai». Ora pare carta che si sbriciola. Lo zio Váldemaro tiene i francobolli in un album di pelle marrone, chiuso [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

8
6
48

Mia madre non ha mai...

13 September 2026

Mia madre non ha mai imparato a nuotare, nonostante sia cresciuta a due isolati dal mare. Diceva che l'acqua salata le faceva paura più della profondità in sé — un'affermazione che da bambino trovavo assurda e che ora, da adulto, capisco essere l'unica cosa vera che mi abbia mai detto sulla paura. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

2
2
30

Diario di una Mangiuomini – 20 Luglio 2XXX

12 September 2026

Caro Diario, Non so nemmeno da dove cominciare. Non ho idea se quello che ho visitato posso chiamarlo “posto”. Tuttavia, questo Vuoto Limbo, è governato da un demone ben peggiore del mio. Non aveva un nome, prima del fight club. Diceva che non aveva alcuna importanza qualcosa di così futile. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

Torna su