Loca si voltò con lo sguardo basso e vide ogni tipo di porcheria sparsa sul tavolo: strisciate di mastice e colla, frammenti di tessuto sfilacciato, pelle artefatta e slabbrata, brandelli di capelli posticci, pezzi di plastica colorata e di cartapesta smembrata. Quello che rimaneva del viso del Señor.

- Ciao Francisca. Sono Pedro. Pedro Miguel Gomez Ortega. Tuo padre. -

Il terrore di alzare gli occhi e ritrovarsi davanti uno scheletro o un’accozzaglia di ossa la fece rabbrividire. Poi vide altro. Il sopracciglio destro irregolare e asimmetrico tornò nella sua naturale posizione. I tratti del viso si asciugarono rivelando una snellezza che non c’era prima. Gli occhi divennero scuri e i capelli bianchi e corti. Accantonò il vomito che le saliva dallo stomaco e, glaciale, attese che la sceneggiata continuasse.

- Nessuno sa chi sono e mi trovo costretto a camuffarmi da anni ormai. Esco raramente, troppo complicato, puoi immaginare, vivo recluso, per questo nessuno mi conosce. Oggi ho immaginato che uno scienziato potesse avere questa faccia che vedi ora sparsa sul tavolo. E poi francamente mi diverte mascherarmi. Mi spiace avertelo detto così ma non avevo scelta. Non sono qui a chiederti scusa. Di cosa poi? Di averti tolto dalla strada? Di averti dato da mangiare e da dormire? No, non devo chiederti scusa di niente. E poi sono padre di altri niños e muchachas sparsi per la Colombia e non solo, tutti con la tua stessa storia di emarginazione, ma tutti con qualcuno che badasse a loro. Di tua madre non ricordo nemmeno il nome, come delle altre donne d’altronde, ma tu sei rimasta sola e mi sono preso cura di te, nei modi che sai. Dovrei pretendere dei ringraziamenti ma non lo farò. Sono qui a dirti che puoi andartene, Francisca, del resto sei sempre mia figlia e io un padre che vuole il suo bene. -

Loca si alzò di scatto, tirò fuori la pistola e la puntò dritta su di lui che immediatamente fece un balzo indietro con la sedia e portò la mano sul fianco pronto a usare l’arma.

- Non ti muovere. Ti conviene stare fermo e seduto e non chiamarmi mai più Francisca. Non so chi tu sia e non mi interessa saperlo. Per me resti solo un farabutto e un criminale. Non mi hai tolto da nessuna strada perché non c’erano strade nel mio paese ma solo fango e giungla. Mia madre era una ragazzina quando mi ha avuto, tu nemmeno sai che privilegio hai avuto nel conoscerla e il suo nome invece io ce l’ho scolpito nel cuore. Non so nemmeno se nelle mie vene scorra il tuo stesso sangue ma ti assicuro che un vincolo naturale o un’affinità consanguinea o un grado di banale parentela non hanno nulla a che vedere con il rispetto e la stima. Non sono questi i legami d’amore.  -

Miguel, impietrito, non si mosse, con la mano ferma ancorata sulla fondina. Loca teneva il dito saldo sul grilletto. Solo il silenzio deflagrava l’aria. Poi d’impulso abbassò il braccio. Gli voltò le spalle e incurante si avviò all’uscita. Si girò verso di lui un’ultima volta.

- Sai una cosa Señor? Ho imparato che è meglio amputarsi prima, che morire di cancrena poi. Me ne vado. Ho una vita da rivivere da capo. Ti lascio il mio nome, il mio passato e il mio disprezzo. Non sei tu a rendermi la mi libertad. Perché io libera lo sono già. Comunque. Da ora. -

E poi solo quel fischio acuto, quel breve sibilo ronzante del volo del proiettile, quel suo viaggio a premere avanti a sé nel semispazio, per vincere la resistenza degli strati d’aria fino a risucchiarla in un preciso calcolo di direzione, senza nessuna deviazione di traiettoria. Un suono continuo quasi musicale interrotto solo dal rumore finale della detonazione. Ci fu una reazione esplosiva, un’onda d’urto, un impulso di pressione. Una manciata di secondi e tutto finì. Nell’aria densa solo fumo, polvere, gas e sangue. Sì, ormai era libera, finalmente libera.

Tutti i racconti

5
9
24

La Disperata

una sfida difficilissima

15 August 2026

La Disperata. Nel mondo degli scacchi c’è una ferita che non si è mai rimarginata del tutto: il giorno in cui, nel 1997, Garry Kasparov fu sconfitto da Deep Blue. Oggi: Ai vertici mondiali del gioco degli scacchi, molti consideravano intollerabile la supremazia dei computer. O meglio di certi [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

5
8
26

Storto 3/3

15 August 2026

Io non c’ero, ma mi sembra di vedere Angela che sgattaiola nottetempo fuori dal suo letto, indossa le scarpe da tennis perché gli zoccoli fanno rumore e, dopo lunghi respiri trattenuti e attese che sembrano infinite, esce di casa. Mi sembra di vederla mentre percorre le strade deserte di campagna, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Ondine: Grazie davvero. Ti ho letto due volte, ed è stato interessante
    'Sappiamo [...]

  • Ondine: A casa o dovunque ci sia un dopo

3
11
46

Storia di arte invisibile

Invisibile ma immaginabile

15 August 2026

Amici lettori questa è una storia di attualità realmente accaduta e ora vi andrò a raccontare come è nato il fatto. Partendo dall'inizio vi dirò che l'argomento de 'sta cosa è artistico, quindi quello che bollirà in pentola sarà pittura, scultura e tutte le tecniche che fanno parte del circondario [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Ondine: Io ho capito; ma tu c'a detto!
    Parlando seriamente ( si fa per dire...) [...]

  • zeroassoluto: E potevo mancare io con la mia opera invisibile?
    Bellissima... giuro!
    Resto [...]

6
8
24

Storto 2/3

14 August 2026

Angela era la sorella di Tornado (avevamo tutti dei soprannomi, più o meno altisonanti, solo Storto era Storto e basta) e, dato che tutti eravamo più o meno coetanei, era già donna mentre noi eravamo ancora bambini. Si era presa una cotta per Storto, forse per quella strana, misteriosa legge che [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Rullo di tamburi... allora?

  • Rubrus: Be', sono tre parti. come da regolamento. Off topic, come si usa dire (tanto [...]

3
2
15

Sogno Fiorito

14 August 2026

Dischiudi un sogno nel cuore come un fiore nel suo giardino, e lascia che il suo olezzo inebriante invada quel sorriso, inarcato dolce come miele sul davanzale della speranza. Destati dalla pigra indecisione, sotto le secche fronde nel loro lento stormire, confuso col fruscio interiore che ti arresta [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

7
7
46

Storto 1/3

13 August 2026

Storto era un tipo freddo. Per questo, d’estate, ce lo tenevamo accanto. Suo padre, negli anni ’60, aveva lasciato il paese andandosene al Nord, da dove, ogni anno, riportava questo strano figlio dagli occhi grigi e freddi come certe albe a novembre. Lo chiamavamo Storto perché aveva un sorriso [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Sempre queste femmine che cercano di rubare la scena... vediamo un po' [...]

  • Ondine: Chissà se c'è un personaggio in particolare che ti ha ispirato. [...]

5
4
39

L' abbraccio

13 August 2026

E’ nel tuo abbraccio che trovo conforto. Così come una nave, nel suo porto d’arrivo, può rilassarsi, così io, tra le tue braccia, posso tirare un sospiro di sollievo. Il mondo è lì fuori, che corre, che urla, che brucia. Ma io ora sono qui. Il tuo abbraccio è il mio porto sicuro. I nostri respiri [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Dax: Bello...dovrebbe essere così per tutte le coppie, per madre e figlio, [...]

  • zeroassoluto: Un abbraccio così... difficile da avere e forse più difficile [...]

7
9
78

Ruggine

12 August 2026

Non ricordo neanche da quando sono qui Ferma, immobile, imprigionata In questa vecchia fabbrica abbandonata Come aspettassi un giro di chiave alla porta che faccia ripartire anime Ma non è avvenuto, e dal tempo che son qui non avverrà mai Perché son rimasta qui E sempre nello stesso punto Qui uomini [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Ondine: Originale, e sì, anche un po' malinconico perchè alla fine [...]

  • Rubrus: La ruggine, da segno di sfacelo e in alcuni casi persino di ostilità, [...]

4
8
82

Il mistero dell’ombra rinfrescante

12 August 2026

Da giorni il termometro continuava a fermarsi tra i trentotto e i trentanove gradi, ma la sensazione era che qualcuno si fosse dimenticato un enorme forno acceso sotto la città. Il sole faceva la sua parte, certo. Ma il peggio sembrava arrivare dal basso. L'asfalto restituiva il calore come una [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Ondine: Mi viene in mente che ai giorni nostri ma in questo caso in un mondo realistico [...]

  • Lo Scrittore: storia interessante e riporta alla mente un po' il discorso sui posti turistici [...]

7
7
42

La Piscina

11 August 2026

Tra le poche qualità che mi rendevano appetibile sul mercato delle piazze romane della mia adolescenza, da outsider di scuola inglese senza il curriculum condiviso di interrogazioni traumatiche, faide con i bidelli e tiranniche professoresse di latino, (noi studiavamo lo spagnolo), era il fatto [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
11
48

La nave di Teseo

A volte qualcuno torna nella nostra vita. Il problema è che noi stiamo ancora aspettando la persona che se n'era andata

11 August 2026

Ci sono persone che non perdiamo quando se ne vanno. Le perdiamo quando tornano. È successo qualche mese fa, in un bar dove non avevo nessun motivo per trovarmi. L'ho riconosciuta dalla voce. Non dal viso. La sua voce era rimasta uguale. O forse ero io ad averla conservata così bene. Ha pronunciato [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • zeroassoluto: Dimenticavo...
    Dopo queste due splendide new entry mi era venuta in mente [...]

  • Dax: Malinconicamente vero. like

4
5
55

La benedizione della jana

10 August 2026

«Nella terra più bella del Mediterraneo sono nata. Alghero, tra il vento di maestrale e il caldo scirocco, era il mio regno.» Sottili e trasparenti come le ali delle libellule che popolano la laguna del Calich, le ali della piccola jana brillavano alla luna. Anche quel giorno aveva il suo da [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

Torna su