C'era una volta una bellissima principessa di nome Miriam che viveva in un bel castello nel Regno di Borgo Bio.

Suo padre, il re, per questioni politiche, e soprattutto nel timore di una guerra impossibile da vincere, diede la giovane in sposa a Nicholas, un re vedovo, particolarmente spietato, del Regno di Fallacia. Il sanguinario regale, guerrafondaio fino all'osso, assieme al suo fortissimo esercito, espugnò i principali regni del Casso, eliminando senza pietà svariati monarchi e intere guarnigioni di soldati, per non parlare della moltitudine di coraggiosi avventurieri che cercavano di liberare la principessa.
Passarono alcuni anni, finché una notte, Miriam, a tradimento, uccise lo sposo, mutilandolo con un sol colpo tramite una taglientissima ascia. Con freddezza infilò la testa dell'uomo (con corona annessa) in un sacchetto di iuta e lo strinse con dello spago.

La diabolica ragazza, prima della fuga, fece esplodere il castello, incendiando la stanza coi barili strapieni di polvere da sparo. Non sopravvisse nessuno.
Miriam tornò a Borgo Bio e servì al padre in un piatto d'argento (nel vero senso della parola!) il capo mozzato di Nicholas.
«Il nostro piano ha funzionato! Il Regno di Fallacia è in mano nostra!» esclamò la figlia con un sorriso mefistofelico.

«Ottimo lavoro! Oltretutto anche gli altri regni risultano indeboliti, dal momento che il caro satanasso si è occupato di decimare i relativi contingenti nonché importanti figure militari, nobiliari e reali» osservò con perfidia il re. «Praticamente il Casso ha soltanto un sovrano, cioè io.»
E vissero felici e crudeli.

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