Seduto dietro la scrivania del grande ufficio sobriamente arredato, Xiu Yan premette un tasto. Una donna alta e segaligna, un militare dalla corporatura massiccia e un vecchietto con barba bianca e occhi spiritati entrarono e sedettero dalla parte opposta del tavolo.

«Compagno Ai Zheng, è tutto pronto?», chiese Xiu. 

«Tutti gli aspetti del piano sono stati definiti con cura, compagno Segretario», rispose sorridendo l’uomo più anziano. «La compagna Ling Ding ha selezionato un vettore eccellente e il compagno Generale ha studiato gli aspetti logistici e individuato la provincia più adatta».

«Voglio capire meglio», disse il Segretario. «Compagna Ling, perché mai i nemici non dovrebbero comprendere che il virus è stato manipolato in laboratorio?». 

«Perché non è stato manipolato, compagno Xiu», rispose la donna. «Abbiamo semplicemente lasciato che si evolvesse spontaneamente, in vitro e in cavie di molte specie diverse. Ogni volta abbiamo scelto, conservato i ceppi più convenienti e distrutto gli altri. Esattamente come fecero con i cani gli uomini del tardo Paleolitico, soltanto in modo più efficiente. Se puoi lanciare i dadi infinite volte, prima o poi troverai la combinazione vincente. Abbiamo selezionato un betacoronavirus: R0 è intorno a 3.3, la letalità prossima al 5 per cento. All’inizio il numero di casi aumenterà ogni settimana di un fattore 10. Le mutazioni non sono particolarmente frequenti, tuttavia, seguendo in vitro circa un milione di miliardi di eventi di riproduzione virale, abbiamo trovato che in caso di pandemia emergeranno entro un anno nuove varietà, più contagiose e più letali. Il principale bersaglio saranno le cellule polmonari. I pazienti più gravi presenteranno polmonite e insufficienza respiratoria, avranno bisogno di ossigeno e ventilazione forzata. I reparti di terapia intensiva saranno presi d’assalto».

«Complimenti, compagna Ling. Il lavoro svolto da te e dalla tua equipe è impressionante. Ai Zheng, come potremo diffondere il contagio senza destare sospetti?».

«Infetteremo poche persone, una decina, al mercato del pesce di Wuhan. Nessuno noterà i primi casi, le polmoniti non sono certo rare. Lasceremo ai medici del luogo il compito di individuare la malattia. Prima che ci riescano saranno passate tre settimane e avremo superato il migliaio di casi. Se necessario, manderemo dalla capitale qualcuno per aiutarli. Sequenzieranno l’RNA, elaboreranno test diagnostici. Tutte le informazioni prodotte a Wuhan saranno trasmesse all'OMS con la massima tempestività e trasparenza. A quel punto qualche contagiato sarà già salito su un aereo diretto in Occidente. Dopo quattro settimane, con circa 10 mila casi, istituiremo il coprifuoco in tutto l’Hubei. Sigilleremo i confini, invieremo medici, attrezzature, ospedali da campo. Imporremo il più rigido distanziamento sociale. Riusciremo a fermare l’epidemia in due mesi. Secondo le mie simulazioni alla fine avremo 100 mila contagi e 5 mila morti. Tutti i dati disponibili sull’epidemia e sul decorso della malattia saranno resi pubblici. All’estero invieremo i test molecolari e tutto l’aiuto possibile. Le frontiere rimarranno chiuse per evitare una seconda ondata».

«Quali saranno i danni per l’economia?»

«Per noi ben pochi, compagno Xiu. In Hubei vive soltanto il 3 per cento della nostra popolazione. Per quattro mesi tutto resterà fermo, ma poi la produzione ripartirà. Stimiamo un calo del PIL intorno al 5 per cento nei primi tre mesi dall’evento. Poi, al massimo entro un anno, torneremo agli usuali livelli di crescita», rispose Ai Zheng, con il sorriso sempre dipinto sulle labbra.

«Ancora non capisco compagno, Generale, perché gli occidentali dovrebbero essere annientati quando noi ci libereremo del virus tanto rapidamente. Non nasconderemo loro nulla, perché non dovrebbero riuscire a copiare le nostre misure?».

«Compagno Segretario», iniziò il militare che fino a quel momento era rimasto in silenzio. «Il nostro Popolo è abituato alla disciplina e ai sacrifici, ad accettare la guida illuminata del Partito, a porre sempre il benessere della comunità al di sopra di quello dell’individuo. Quello che in Occidente chiamano libertà altro non è che la feroce dittatura di pochi gruppi multinazionali. Nulla è più importante del denaro, tanto meno le vite umane. Le multinazionali non permetteranno che si fermino fabbriche, trasporti e scuole. E quando pure i leader politici riuscissero a imporre il coprifuoco, ogni volta che vi fosse una pur minima diminuzione dei contagi le lobby reclameranno la riapertura. La gente comune non vorrà mai rinunciare alla libertà di comprare e farà ressa nei centri commerciali per non perdere l’ultima promozione. Pretenderanno di andare a lavorare per poter comprare, vorranno le scuole aperte per potervi lasciare i bambini. Qualche terrapiattista scriverà che non c’è nessun virus, che è tutto un complotto per privare il popolo della libertà. Molti moriranno intubati in ospedale, convinti fino all’ultimo respiro di avere soltanto una banale influenza. Le compagnie aeree non accetteranno restrizioni ai voli, frotte di turisti si accalcheranno nelle spiagge e nelle discoteche. Nuove ondate della malattia si susseguiranno, ognuna più mortifera della precedente. I vaccini, se riusciranno a produrli, saranno rifiutati da molti. Quando cominceranno a vaccinarsi, saranno già emerse varianti resistenti del virus. Quando gli ospedali saranno così affollati da dover chiudere i battenti, quando le persone cominceranno a morire in strada, soltanto allora si renderanno conto. Ma sarà troppo tardi. I pochi sopravvissuti si scaglieranno contro la classe dirigente, si uccideranno l’un l’altro, creeranno il caos. Ma a quel punto il capitalismo e il consumismo saranno già morti. Non dovremo far altro che attendere. La vittoria ci verrà servita su un piatto d’argento».

«Grazie. Basta così», disse Xiu. «Lasciatemi con Ai Zheng». A queste parole, il militare e la donna si allontanarono chiudendo la porta.

«Quanti ne moriranno, Ai?»

«Da quattro a cinque miliardi, il mondo sarà nostro».

«Neppure Hitler osò una cosa simile».

Per un istante Ai Zheng sembrò quasi perdere fiato e rabbuiarsi in viso. Ma poi riprese: «Certo che no, non ne aveva i mezzi». E, ritrovata la sua sicurezza continuò, senza trattenere una risata: «Non ci sporcheremo le mani col loro sangue. Saranno uccisi dal loro individualismo, a dispetto dei nostri buoni consigli. Faranno come i lemming. Sarà un suicidio di massa».

«Grazie, Ai. Puoi andare. Ti farò sapere quando cominceremo».

Quando il vecchietto uscì, Xiu premette un altro tasto sulla scrivania. Entrò il responsabile della sicurezza.  

«Arrestate le tre persone che erano nel mio studio. Teneteli in isolamento, non devono avere contatti con nessuno e nessuno deve saperne nulla. Soltanto io potrò interrogarli. Direte loro che sono accusati di alto tradimento».

Mentre usciva dal palazzo del Comitato Centrale, quando le guardie lo fermarono, Ai Zheng aveva già smesso di ridere.

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