Flavio Rossi uscì dalla banca con la ricevuta ancora tra le dita, piegata in quattro come faceva sempre. 

Era una mattina qualunque nella bassa modenese: aria ferma, odore di polvere e di campagna, il rumore lontano di un trattore. Aveva appena fatto un bonifico e stava già pensando a cosa mangiare a pranzo.

Poi la terra tremò.

All’inizio fu un sussulto breve. Flavio si fermò, incerto tra un terremoto o un suo passeggero mancamento. Ma subito dopo arrivò il rombo, profondo, come se qualcosa di enorme si stesse spostando sotto i suoi piedi. Le vetrine vibrarono, scattò l'allarme a un'auto parcheggiata.

Flavio fece un passo indietro, poi un altro.

Afferrò con decisione la porta della banca. Un urlo stava per prorompere dalla sua gola. Ma lo trattenne. 

Fu allora che accadde.

Un pezzo di cornicione si staccò dalla facciata. Non un frammento piccolo: una massa compatta di mattoni e calce che si staccò con un suono secco, definitivo. Cadde esattamente dove lui si trovava un istante prima.

L’aria si riempì di polvere. Il colpo a terra fu sordo, pesante.

Flavio fece pochi passi e rimase immobile. Guardava quel punto come fosse qualcosa di irreale, come non fosse concreto. Sapeva con una chiarezza improvvisa e fredda, che se avesse esitato un solo secondo, se non fosse scappato fuori, ora sarebbe sotto quelle macerie.

Qualcosa si incrinò.

Fu piuttosto una specie di vuoto, come se il mondo avesse smesso di seguire le sue regole. Fino a quel momento tutto era stato prevedibile: entrare in banca, uscire, tornare a casa.

E invece no. Bastava un secondo, un niente e tutto poteva finire.

Nei giorni successivi il paese cambiò volto: crepe nei muri, gente per strada, notti passate fuori casa... Flavio continuò a fare ciò che faceva sempre, almeno in apparenza. Dentro di lui però qualcosa non tornava più al suo posto.

Cominciò a pensare a quel momento, come a una rivelazione. Il destino puro e cieco, aveva deciso per lui. Aveva visto da vicino quanto fosse fragile la trama della sua vita.

Dopo qualche settimana Flavio se ne andò.

Non fu una decisione precisa, né un annuncio. Smise semplicemente di presentarsi al lavoro. Lasciò la casa così com’era. Nessun biglietto. Nessuna spiegazione.

Per mesi nessuno seppe dove fosse.

Quando, molto tempo dopo, qualcuno disse di averlo visto in un’altra città, nessuno gli credette davvero. Eppure era così.

Flavio Rossi viveva altrove, con un altro ritmo, un altro lavoro. Aveva preso una stanza, poi una casa. Aveva conosciuto una donna, poi costruito una nuova quotidianità. Tutto diverso, eppure stranamente uguale: le stesse abitudini, gli stessi gesti ripetuti, la stessa calma apparente.

Come se quel momento, la maceria che cade, la morte sfiorata, non avesse distrutto la sua vita, ma solo interrotto per un attimo il suo corso.

E come se, dopo aver visto il vuoto sotto i piedi, avesse comunque scelto, o non fosse riuscito a fare altro, che rimettersi a camminare lungo una strada qualsiasi.

Le giornate tornarono a riempirsi da sole: lavoro, abitudini, piccole preoccupazioni, orari da rispettare. Senza accorgersene, riprese a vivere esattamente come prima. Non nello stesso luogo, non con le stesse persone, ma con lo stesso ritmo, la stessa inconsapevole continuità.

Come se nulla fosse accaduto.

E forse era proprio questo il punto.

Non c’era stata nessuna rivelazione duratura, nessuna frattura definitiva. Come se quell’istante, la terra che trema e le macerie, non avessero cambiato davvero la direzione della sua vita. L’aveva solo sospesa per un attimo, aperta di una crepa sottile… subito richiusa.

Flavio non aveva deciso di tornare alla normalità.

Ci era semplicemente scivolato dentro.

Come se fosse impossibile fare altrimenti. Come se, anche davanti all’evidenza più brutale, il caso, la fragilità, la possibilità improvvisa della fine, l’uomo non potesse che continuare ad esistere.

Per inerzia, come se si fosse condannati a seguire sempre lo stesso copione.

E così la vita andava avanti.

Nonostante tutto.

Tutti i racconti

0
0
39

Il quotidiano

20 April 2026

Flavio Rossi uscì dalla banca con la ricevuta ancora tra le dita, piegata in quattro come faceva sempre. Era una mattina qualunque nella bassa modenese: aria ferma, odore di polvere e di campagna, il rumore lontano di un trattore. Aveva appena fatto un bonifico e stava già pensando a cosa mangiare [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

0
0
39

Quella notte

20 April 2026

Partita di poker al bar del porto con Sordo, Bubi e Fiato. Mi avevano spolpato. Avevo chiesto un ultimo giro per riemergere dalle fogne. Guardai la mia mano, un full. Sordo e Fiato lasciarono con delle smorfie, restò Bubi che calò una scala reale. «Ascolta Bubi,» dissi abbassando la mano perdente, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

23
13
104

Tempo perso

Memorie de uno villico

19 April 2026

Lo giorno 7 de ottobre 1582, nello bosco che circondava da ogni lato lo castello de Monte San Senzaterra, si combatterono, ponendo alcuno limite alla loro ferocia, due opposte fazioni de cavalieri. L'una detta de li Servitori de lo Real Ordine Celeste, l'altra nota come Comunione de li Servitori [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Virginia Lupo: Buongiorno signor Paolo.
    il Signore ci scampi e liberi da simili visioni [...]

  • Lawrence Dryvalley: Paolo, mi hai davvero stupito con un racconto frizzante e dalla prosa antica [...]

6
5
41

L’ultimo giorno di Archimede

19 April 2026

La mia città sta morendo. Lo capisco dal silenzio tra un rumore e l’altro. Dopo quasi due anni di assedio, Siracusa è stanca. Le mura hanno resistito, le macchine che ho progettato hanno tenuto lontani i Romani più a lungo di quanto chiunque credesse possibile. Ma anche la scienza, che coltivo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
4
110

Il gatto Tommasino

18 April 2026

La carne del canarino allegro mi aveva fatto veramente bene. Il mondo mi appariva giocondo. Quando il carrozziere mi ha presentato il preventivo per aggiustare la macchina, con grande serenità ho scelto di lasciarla alla meno costosa perizia del braccio meccanico dello sfascia carrozze. Guardandola [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

7
8
274

Password n° 2047

Domotica prossima ventura

18 April 2026

Non cambi la password da troppo tempo: aggiornala. 2.11.1969 Nella password ci devono essere delle lettere. 2 novembre 1969 È imprudente usare come password la propria data di nascita o quella dei propri cari. Creane una che non sia facilmente decrittabile e che non sia a te strettamente collegata. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
2
49

Modena, 1971

17 April 2026

C’è una foto di Luigi Ghirri che, appena la vidi, mi fece provare una sorta di sentimento, un’aria di famiglia. Qualcosa che aveva a che fare con la mia storia, ma anche qualcosa che la raccontava — la mia storia — più di un racconto: bastava quella foto. Lì c’era tutta la mia storia. È una delle [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Smoki: Anche io ho sempre pensato che Ghirri fotograsfasse la quotidianità [...]

  • Dax: Like

7
11
145

Un istante

17 April 2026

Il 12 luglio del 2005, in un anonimo paese di una regione qualsiasi, Francesca entrò in un bar, diede un’occhiata in giro, comprò un gratta e vinci, uscì e scoprì di aver vinto trenta euro. Non una gran somma, ma abbastanza per acquistare un pallone da calcio e rivelare così a suo figlio il regalo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • La Gigia: Grazie Dax, magari è andata proprio così... chissà.

  • Virginia Lupo: Sia lodato Gesù Cristo signora Gigia
    Questo racconto mi fa pensare [...]

2
1
142

La menzogna

16 April 2026

Clèone sapeva che Arianna mentiva. E sapeva anche che lei sapeva di essere scoperta. Eppure continuava, mescolando il vero al falso con sfacciata sicurezza. «Era la settima ora», ripeteva ostinata. «Ero alla stoà, tra i rotoli e i filosofi.» Ma non alla settima ora. Clèone lo sapeva da fonte sicura: [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: povera Arianna...non meritava di morire😢, magari di essere cacciata di casa [...]

2
6
147

Dolorosa: il prezzo del dolore (2/2)

Parte 2: nesso causale

16 April 2026

Gotham, stazione abbandonata "Havermire", ore 05:07 am Un vecchio terminal ferroviario. Negli anni ‘40 era un nodo cruciale per l’economia della città. Ora è solo una carcassa di metallo, tagliata dai graffiti e dagli anni. Emily è seduta su una sedia, al centro del vuoto. Emily: «Tre notti [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Giuseppe corsi: ganzo! il pacco della cena autobiografica non interessa a nessuno.la psicologia [...]

  • Rubrus: Mi sembra il tipo del SK detto "buon samaritano" (tra l'altro, [...]

2
3
154

La linea 2/2

15 April 2026

Poi qualcosa successe anche al lavoro. Il capo lo sorprese una mattina seduto alla scrivania, con lo sguardo perso nel vuoto con una pila di documenti intatta. Sembrava che la sua mente fosse altrove, agganciata a qualcosa che nessuno poteva vedere. In realtà, stava pensando al libro e a quella [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: Ah però, un libro "diabolico".Like

  • BrunoTraven: Già forse è vero Dax:) Grazie dei commenti a entrambi... Grazie [...]

2
4
128

Dolorosa: il prezzo del dolore (1/2)

Parte 1: salvo caso fortuito e forza maggiore

15 April 2026

Antefatto: Daredevil, alias Matt Murdock, è il nuovo guardiano di Gotham. Batman, prima di morire, gli ha lasciato Tau, una IA in grado di simulare la voce del padre, deceduto anni prima. Gotham, ore 10:30 pm, zona Grey Haven Piove da ore. Non la pioggia sottile di Hell’s Kitchen. No. Qui è [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

Torna su