Ora che sono dentro, puoi chiudere la porta. Brava, così. Ora sei mia, ti guardo dall’alto, tu non mi puoi vedere: sono solo un’ombra lieve sui tuoi muri appena imbiancati. Tra un po’ mi appoggerò sul tuo corpo, e ti trafiggerò. Non vedo l’ora di possederti.

Forza, spegni la luce, vai a dormire. Brava, così. Leggi un poco il tuo libro noioso che parla di amori romantici, che tu non avrai mai. In te scorre il sangue dell’eterna illusa, incallita sognatrice. Sarà questo che ti rende così dolce...

Pensi sempre di non piacere a nessuno, ti ripeti che non vali niente... Oh! Se invece sapessi quanto qualcuno t’apprezza! E non parlo di quel tuo ex fidanzato, quello sì che ti succhiava il sangue! Lo dici sempre anche tu, quando parli al telefono con la tua amica.

Hai spento la luce e io mi avvicino. In silenzio: so che ancora non dormi. Ti rigiri tra le lenzuola in questa calda notte di inizio estate, cerchi la posizione più comoda per cadere nel sonno. Hai bevuto del vino stasera. Un aroma fruttato che ben si sposa col tuo odore. Era vino buono, lo sento, forse sei stata al ristorante: chissà con chi eri.

Non che mi importi un granché. Ora sei qui, e io sono a pochi centimetri dal tuo viso. Tu non mi puoi vedere e io non mi faccio sentire, sono un’esperta ormai: so come muovermi. So esattamente quando è il momento di colpire, e lo faccio con precisione chirurgica.

Ancora ti muovi, ti agiti nel letto. Così non va bene, non ho mica tutta la notte. I clienti aspettano. E la portata principale non può mancare. Quindi mettiti cheta, che io intanto mi preparo. Ho imparato da mio padre. Anche lui lavorava nella ristorazione. Mi ha insegnato che l’igiene è la prima regola in questo mestiere. Per questo giro sempre con il mio spray disinfettante, e prima di ogni operazione sterilizzo con cura il mio arnese. Come anestetico uso invece una goccia di un’altra sostanza, contenuta in questo flaconcino qui. Si tratta di un estratto di un’ortica che cresce solo sull’Himalaya, così almeno mi ha detto mio padre. Per il dopo-operazione applico una pomata a base di aglio, che evita rossori e sgradevoli sensazioni di prurito. E’ una ricetta originale di mio zio, che gestiva il ristorante insieme a mio padre. Tutta quest’attrezzatura comporta qualche disagio negli spostamenti, tuttavia riesco a tenere l’occorrente nel mio marsupio. D’altra parte, la professionalità è importante.

La mia fornitrice stanotte soffre d’insonnia, è meglio starle ancora a distanza di sicurezza, potrebbe urtare il marsupio.

Dormi, su, da brava. Dormi. Potrei cantarti la ninna nanna che usava mia madre per farmi addormentare, ma credo ti infastidirebbe soltanto. Faceva così:

“zzz...ZZZ. zzz...ZZZ! zzzzz. ZZ!”

No, meglio tacere. Il silenzio è la nenia più efficace. Sempre se uno non ha troppi pensieri che frullano per la testa. I pensieri fanno un sacco di rumore e, quando sono tanti, addormentarsi diventa impossibile! Capitava anche a me, soprattutto all’inizio della mia carriera, quando iniziai a gestire il ristorante. Ero giovane e inesperta, e la mia famiglia aveva grandi aspettative su di me. Decisi di non deluderli. Lavorai sodo, feci tesoro dei consigli di mio padre e di mio zio, mi accerchiai di validi collaboratori e scelsi i miei fornitori occupandomi personalmente di degustare i loro prodotti. Ad oggi, posso dire di avere ottenuto degli strepitosi risultati. Il ristorante è al primo posto nelle classifiche di gradimento, e spesso vengono a farci visita personaggi di una certa rilevanza, tra cui: la celebre pop-star La Tigre; l’inventore (premio Zobel) dell’Anti-zampirone™; l’autrice del best- seller ‘100 colpi di pungiglione’; l’attore (premio Zoscar) del film ‘Zanzibar’; e -anche se meno degna di nota- Zara, famosa per aver vissuto per 2 mesi nella stessa camera con Berlusconi.

Al ristorante abbiamo grandi chef che creano ogni settimana menù ad hoc, inventando miscele sempre nuove, aggiungendo al sangue erbe aromatiche e spezie. I nostri sommelier inoltre si assicurano che la temperatura sanguigna sia a norma, e ne controllano il colore e la densità. Solitamente prediligiamo i fornitori sotto i 25 anni, per il loro prodotto color rubino e dall’aroma fruttato. Ma ne abbiamo anche alcuni over 60, di cui si apprezza il liquido denso, dal sapore stagionato, per i palati forti. Nei nostri magazzini teniamo anche delle riserve di sangue invecchiato di almeno 100 anni.

Tutto il sangue prelevato viene controllato giornalmente, e se necessario depurato con degli appositi macchinari.

Non è il caso del sangue di questa delicata donzella, che forse sta finalmente cadendo nel sonno. Il suo prodotto è così puro e prelibato che passiamo da lei ogni giorno ed ogni notte. Al ristorante tutti lo richiedono. “Un bis di quel gruppo B così delizioso...” Ha un sapore deciso, forte ma delicato e naturalmente speziato. I nostri chef lo servono liscio, perché non ha bisogno di alcuna aggiunta.

Ecco, dorme. Sento le palpebre muoversi e il fiato uscire a piccoli sbuffi dalle labbra dischiuse.

Le salto sopra, con l’agilità che il marsupio mi consente.

Sono sul lenzuolo. Il braccio inerme è a mia completa disposizione.

Mio padre mi ha insegnato i punti dove prelevare per ottenere il sangue migliore, quello più puro.

Il braccio, all’interno del gomito, è il mio preferito. Il collo, dove passa una vena grossa e succulenta, offre un liquido quasi frizzante. Nell’interno coscia invece, un punto più difficile perché solitamente più adiposo, scorre un sangue più denso e zuccherino.

Punto all’avambraccio, che mi viene offerto così spontaneamente. Estraggo lo spray anestetizzante dal marsupio e predispongo la pomata dopo-puntura sul lenzuolo, perché il tutto va fatto molto velocemente. Per scrupolo do un’altra disinfettata al mio strumento prima di operare.

Ma ecco che ad un certo punto il braccio si muove.

ZZZ-ZZZ-ZZZ.

Ecco. Uno di quegli insetti odiosi e molesti volteggia come ubriaco attorno alla mia fornitrice. Lei si agita infastidita, e muove una mano nel buio cercando di scacciare quella cosa.

ZZZ-ZZZ-ZZZ.

Mi sposto in un battibaleno, avendo cura però di riporre lo spray, la pomata e il flacone nel marsupio.

ZZZ-ZZZ-ZZZ.

L’insetto continua a ronzare intorno alla ragazza, che prende a schiaffi l’aria nel dormiveglia.

L’operazione dovrà essere rimandata. Estraggo la cartella dell’ordine dal mio marsupio e scrivo ‘annullata’.

Il sangue buono, quello da servire in un ristorante di lusso come il mio, viene prelevato solo in una situazione di calma. Altrimenti il sangue, come la crema, impazzisce.

Gli scocciatori si incontrano nel corso di qualunque carriera. In ogni caso, la professionalità è importante.

 

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