“Abraxas - Riti dall’oltretomba”: terzo lungometraggio di Roger A. Fratter, regista indie bergamasco che si cimenta da più di vent’anni anni nella cosiddetta cinematografia di genere, rivivendola con peculiare dedizione e competenza, richiamando attraverso i suoi lavori gli antichi fasti di quel cinema che fu, ovvero quel cinema italiano che veniva prodotto a cavallo degli anni sessanta, settanta e ottanta.

Per tanti fans, il film è considerato il peggiore del director, una “trashata”, ecco, però sembrerebbe avere in egual misura un certo seguito. Fortunatamente ognuno di noi appassionati della settima arte dispone di una individuale predisposizione per un determinato tipo di cinema, ragion per cui le critiche estremamente negative non mi hanno impedito non solo di visionarlo, ma anche di apprezzarlo, meritandosi un pieno sette e mezzo.

Innanzitutto prima di esporre la mia opinione c’è da dire che l’opera filmica effettivamente è trash, o meglio, volutamente trash. Un b-movie quindi? O forse uno z-movie? Umh, non saprei…

Chiaramente è un titolo inclassificabile dagli svariati elementi, senza ovviamente tradire la già citata collocazione “trash”, anzi, proprio il regista all’inizio del film accentua questa definizione con specifiche parole:

“Non esiste il trash come genere cinematografico, esiste un particolare e disinvolto modo di girare il film, ingenuo e affascinante allo stesso tempo. Io ho voluto omaggiare proprio quel modo di fare cinema.”

Bene, avendo appurato a chiare lettere ciò che lo spettatore andrà incontro per un’eventuale visione, ecco cosa ne penso della pellicola:

pur non presentando una trama da oscar, la storia risulta pratica e abbastanza funzionale, esplorando in maniera sufficientemente decorosa il misterioso e ombroso sottobosco degli adepti delle messe sataniche e della loro tenebrosa religione votata al Male.

Abbiamo un gruppo di tre investigatori del paranormale che collabora assiduamente con le forze di polizia, individui dotati di poteri “singolari” e “collettivi”, un trio che ha l’intento di debellare ogni forma di malvagità oppure di mostruosità (insomma roba NON di questo mondo), come ad esempio demoni, fantasmi, spettri ecc…

Sono protagonisti di un'intricata missione assai più difficile delle precedenti, ossia quella di distruggere una mefistofelica setta satanica e al contempo porre fine alla maledizione di cui è stata colpita Coralba, la loro amica, nonché medium e guida spirituale del terzetto.

Sugli interpreti principali, probabilmente lo spettatore potrebbe sbuffare nel riconoscere le stesse facce dei due precedenti film di Fratter, tuttavia bisogna ammettere che si dimostrano affiatati, credibili e poi, nel vedere nuovamente la bravissima l’attrice feticcio Irene Giordano (Charlotte), la cosa è a dir poco apprezzabile, per non parlare di Carlo Girelli (Alessio) che primeggia su tutti.

Da segnalare la presenza per la prima volta in qualità di attore dello stesso Fratter nella parte di un killer, che oltre ad avere il grilletto facile si cimenta a menar le mani con nonchalance, un'interpretazione non unica, poiché lo si vede apparire in altri suoi film con parti decisamente consistenti e addirittura in qualità di protagonista.

Analizzando il gore e gli effetti speciali, curati immancabilmente da Maurizio Quarta, effettista preferito del regista bergamasco, su tali comparti lo spettatore non viene deluso, infatti pur essendo un prodotto indie, le tecniche vengono implementate con dovizia, ne è la prova una sequenza in cui viene strappato il cuore di una vittima sacrificale durante un sanguinoso rituale.

In ambito sound invece si è scelto di adocchiare un richiamo anni settanta, musica ed effetti sonori appaiono azzeccatissimi e dato il contesto rappresentato aggiungono un fascino non indifferente al lungometraggio.

Ottime le location, stavolta Fratter & co, malgrado il basso budget fanno tutto in trasferta (in Toscana precisamente) e ci deliziano di luoghi evocativi, incantevoli e aderenti alla rappresentazione filmica.

Da segnalare che la vicenda (tralasciando i terrificanti meandri dove vengono eseguiti i sacrifici umani da parte della setta) è narrata in pieno giorno, però posso garantire che la storia risulta in egual modo angosciante e “occulta”. Ciò dimostra che non per forza un mirato contesto “oscuro” deve essere ambientato nelle ore buie per ricreare un buon pathos.

Il film ha comunque alcuni tempi morti e delle evidenti forzature, inoltre determinate sequenze le ho trovate discutibili.

Ad esempio la scazzottata tra Brandon e Alessio e soprattutto la zuffa con i killer, infatti nonostante buoni e cattivi se le diano di santa ragione, si nota una totale assenza di sangue, come se i personaggi fossero fatti di gomma.

Altro appunto da menzionare è che i connotati psicologici di Brandon, Charlotte e Alessio appaiono talvolta bizzarri e incoerenti. In sostanza, poco verosimilmente passano da uno stato d’animo all’altro, oltretutto si manifesta un inspiegabile e strano mix relazionale.

Sempre in tema di forzature ci sarebbe il finale poco ispirato, i prezzolati prendono tempo apposta per non uccidere e per farsi uccidere. Peccato, si poteva escogitare una trovata più convincente.

Tipico comunque dei film di Fratter, anche in questo caso (o in particolar modo?) “Abraxas” non è da prendere sul serio, globalmente è volutamente irrealistico.

Quindi in conclusione, cari amanti del cinema se non amate il genere atipico e il cinema indipendente, lasciate semplicemente perdere, ma se cercate un film inverosimile e fatto apposta “così” vedetevelo perché merita quanto basta. 

 

 

 

NdR. ho deciso di pubblicare una recensione per omaggiare sia Roger A. Fratter, amico regista, attore e sceneggiatore di cui ho visionato con trascinante interesse quasi tutti i lavori, e sia per la stima che ho per Adalberto Fornario, amico scrittore, poeta e recensore di cui qui su Letture da Metropolitana ha pubblicato alcuni appassionanti giudizi valutativi in ambito narrativo.

Inoltre, ho sentito il desiderio di condividere con i lettori e gli scrittori del sito, la mia passione al limite del fanatismo per il cinema e per le disamine cinematografiche.

Tutti i racconti

2
3
15

Lo storico locale

01 May 2026

Da sempre la storia dei paesi e delle città ha affascinato chi ama scoprire il passato: persone curiose più che ambiziose, pronte a intraprendere lunghi viaggi pur di verificare un nome o una data. Si muovevano tra biblioteche e archivi, confrontandosi con altri studiosi, tessendo una rete fatta [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Giorgia Popeschich: che dire? Disma non ha avuto la statua ma dopo la lettura del tuo "pezzo" [...]

  • Maria Merlo: Bella immagine di un passato che vive ancora dentro molti di noi.

2
2
17

Il geco e la geisha

01 May 2026

C’era una volta, nella Kyoto dei tempi antichi, una geisha di nome Aiko. Non era solo abile nella danza e nella musica, ma aveva un cuore curioso e coraggioso. Ogni sera, tra le lanterne di carta e i giardini segreti, Aiko esercitava i suoi passi, cercando di catturare la bellezza del mondo nelle [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dario Mazzolini: Questo racconto incanta per la capacità di intrecciare l’eleganza [...]

  • Maria Merlo: La bellezza e la competenza che aprono porte sbarrate, e una lettura piacevole, [...]

3
3
52

Bortolo e il re

30 April 2026

Bortolo era un elefante con una passione per il verso, tanto che si esprimeva con cadenza poetica anche nella vita quotidiana. Era un elefante letterato. Viveva in un giardino reale, pieno di alberi da frutto che spandevano il loro profumo nell’aria, e ogni giorno si chiedeva se esistessero elefanti [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

9
9
53

Il delitto perfetto

Come non uccidere tuo marito in 4 mosse e 1 valigia.

Miu
30 April 2026

Mi chiamo Carla e ho 55 anni, mio marito Mario, pensionato, 63. Quando mi annunciò che voleva lasciarmi per una ballerina brasiliana, pronunciò il suo nome, Ortensia, con un rispetto oserei dire tropicale. Non piansi. Non gli tirai un mestolo solo perché era troppo lontano e poi non ho mai amato [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Smoki: Ogni volta che vedo un testo di Miu, mi sento trepidante come la mattina di [...]

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Una chicca da non perdere!
    Divertente, intelligente, brillantissimo.
    Complimenti...
    Sagace [...]

2
5
187

Ombre sull'Appia Antica

La vide per la prima volta durante un'ordinaria giornata di lavoro

29 April 2026

La vide per la prima volta durante un'ordinaria giornata di lavoro, nei pressi della Tomba di Cecilia Metella, lungo la Via Appia Antica. In quel periodo lavorava come guardiano presso le Catacombe di San Callisto, proprio di fronte al mausoleo. La notò in mezzo a un gruppo di turisti. Comprese [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Teo Bo: Ciao Jean. Apprezzato l'espediente narrativo anche se in un racconto Horror [...]

  • Dax: Carino...povero il protagonista. like

5
6
254

Solitudine

Nuova Edizione

29 April 2026

Dicembre, un mese pieno di aspettative, freddo, shopping sfrenato... L'umanità è in movimento frenetico, sciama per le strade, c'è folla dappertutto. Difficile credere che nel mese del Natale ci possano essere episodi di solitudine. Certo che pensando ai senza fissa dimora verrebbe da preoccuparsene, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
18
147

Un piatto genuino

28 April 2026

Mi piacciono i piatti genuini fatti in casa: la lasagna che preparo al forno è il mio orgoglio. C’è qualcosa di più saporito? Non credo. È un piatto che si può gustare già da piccoli. Mio figlio era lì davanti a me, rompiscatole e cocciuto, con la bocca chiusa, mentre scuoteva la testa da sinistra [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Walter Fest: P.S. Armitrá tè prego. non dire che non accetti la sfida perché [...]

  • Teo Bo: Grande Walter! La risposta migliore ad un racconto... border line. Anch'io [...]

4
6
778

Passaggio di consegne

Un volante, un’idea di famiglia e un’automobile che ha sempre sete

28 April 2026

In casa mia guidare non era solo spostarsi, era un rituale: stessi percorsi, stessi posti, stessa distribuzione dei ruoli. Io ho trascorso anni sul sedile posteriore, con i libri in mano, mentre davanti si decidevano direzione, tempi e, con tutta probabilità, anche il destino dell’umanità. Poi, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Maria Merlo: Piacevole e ben scritto. Complimenti.

  • Asbe: Grazie a tutti pe le belle parole e già che ci sono chiarisco una cosa [...]

3
8
48

Vi racconto di Mecenate

Mecenate e mecenatismo

27 April 2026

Quando sentiamo la parola "Mecenate", subito la nostra mente richiama l’idea di una persona che sostiene gli artisti, e protegge la creatività. con generosità finanzia È un termine familiare, talvolta persino affascinante, ma sappiamo davvero chi era Mecenate? Chi si nasconde dietro questo nome, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
5
193

Il metodo

27 April 2026

Era tutto cominciato così, quasi per scherzo. Paolo aveva letto su un volantino che stava per cominciare un corso di scrittura creativa a Modena. Non ci pensò fino alla sera in cui iniziava, ci andò per curiosità e anche perché in TV non c’era nulla di interessante. L’insegnante disse che ognuno [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • GiorgioPetenatti: Grazie dei commenti:) in particolare Maria perchè la fascinazone del [...]

  • Dax: Bello e triste. Il protagonista non ha saputo sfruttare il piacere della scrittura [...]

3
7
77

Capablanca 2/2

una strana partita

26 April 2026

Capablanca era stato rapito. Questa però era per lui l'ennesima di tante battaglie combattute ed era pronto a contrastare qualsiasi mossa. Non era nuovo a vincere in condizioni d’inferiorità, ma doveva raccogliere elementi per analizzare il tutto e trovare la strategia vincente. Un uomo nella [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Pietro Agus: Luigia, poi alla fine,vedo il risultato finale e l'editing è ben [...]

  • Dax: Bel finale, da gentiliomini. like

5
8
383

La Saudade

26 April 2026

Esiste una parola portoghese, nata dalla cultura galiziana, intraducibile in italiano: saudade. È intraducibile perché è un miscuglio di malinconia e mancanza, persino per ciò che non hai ancora perso ma sai che perderai, mescolato a un ricordo felice che continua a restare felice nonostante tutto. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su