«Eh, compare, si vede che non ti sfugge mai niente, lasciati dire che ti invidio sai? Tu sei quello che ho sempre desiderato essere, forte come una roccia, che non si pone mai problemi e sempre all'altezza delle situazioni, ammiro anche di come sai gestire perfettamente il rapporto con le donne, fossi solo la metà di te, in verità io non valgo niente...»
Simone lo guardò per alcuni istanti, e cercò di trovare le parole giuste.
«Valerio suvvia per favore! Te l'ho detto tante volte che ognuno di noi è speciale ed unico nel suo essere, e per unico significa che esiste ora, non c'era nel passato, e non ci sarà nel futuro un'altra persona come noi, magari ti potrei dire che bisogna essere selettivi.» fece una breve pausa e gli domandò «Dai sputa il rospo, tutto bene con Ilaria? »
Valerio non rispose subito e con uno sguardo vitreo si cimentò a osservare la grande fontana dinnanzi a loro.
«Siamo tutti unici è vero, ed io sono L'UNICO coglione a credere ancora nell'amore, mi odio credimi e mi sento cosí infelice, non ho mai desiderato chissà cosa nella vita, sono solo un semplice magazziniere di articoli elettronici con uno stipendio da ottocento euro al mese, eppure non mi sono mai lamentato!»
Simone azzeccò sul fatto che il suo migliore amico avesse problemi di cuore e tentò di saperne ancora di più.
«Con le donne non è mai facile dovresti saperlo, tutto sta nel non aspettarsi troppo da loro, e di vivere la vita giorno per giorno.» espose secondo un suo personale punto di vista.
Valerio distolse lo sguardo dalla fontana puntando i suoi occhi verso il basso e con un piede si mise a strofinare meccanicamente alcune foglie ingiallite.
«Stiamo insieme da quasi un anno, i primi mesi mi riempiva di attenzioni, si sentiva che ero parte di lei, era come toccare il cielo con un dito, credimi non potevo desiderare di meglio, hai presente l'amore in persona? Ora invece...»
I suoi occhi si fecero visibilmente lucidi.
«Ora invece?» incalzò Simone.
Valerio si lasciò andare e gli confessò il suo dolore.
«Ilaria appare distante, quasi non mi bacia più, il 'ti amo' me lo dice ogni morte del papa, ha sempre qualcosa da fare, inoltre odio il maledetto WhatsApp, sta spesso in linea, gli passasse per l'anticamera del cervello di scrivermi qualcosa di carino, al massimo mi augura il buongiorno o la buonanotte, per non parlare del fatto che disdice spesso i nostri appuntamenti a favore delle amiche, sapessi Simò, non so dove sto sbagliando, e poi dicono che solo le donne patiscono questi inferni.» Prese pausa e continuò.
«I litigi non mancano di certo, e mi critica il mio essere non ambizioso, perché faccio un lavoro modesto, che a differenza sua non sono laureato, che mi son fatto la pancetta e che sto perdendo i capelli, altro che attenzioni ma solo indifferenza oppure critiche.»
Simone estrasse un pacchetto di sigarette dalla tasca dei jeans e ne accese una, ed espirò una densa nube di fumo per poi fissare severamente l'amico.
«Cosa stai sbagliando? Stai sbagliando semplicemente tutto, non puoi far dipendere la tua felicità da un'altra persona, la felicità dipende solo da te, ricordatelo, soltanto da te!»
Valerio smise di torturare le foglioline e guardò in faccia il suo confidente limitandosi a chiedergli un consiglio.
«Simò ma cosa posso fare? Dimmelo tu, Ilaria è tutto per me!» disse con un piccolo singulto.
«Ascolta, come ripeto la felicità non può essere elargita da nessuno, e per essere felici bisogna innanzitutto crearne le condizioni.» e gli poggió una mano sulla schiena «Non dire che Ilaria risulta la tua unica fonte di felicità, hai una famiglia bellissima, poi coltivi degli hobby che ti rendono appagato, ad esempio sei un appassionato di letteratura e poi ci sarebbe la nostra amicizia, non è una bella cosa anche questa?» 
Valerio rimase di stucco per le parole azzeccate dell'amico, e si asciugò una lacrima.
«Simò, è vero, siamo amici, a te effettivamente non te ne frega nulla se sono grasso, se sono calvo, se sono bello o brutto oppure se non capisco un acca di fisica quantistica, noi siamo amici e possiamo sempre contare uno sull'altro in qualsiasi circostanza, hai perfettamente ragione!»
Simone sorrise e tirò fuori dalla tasca del giubbotto il suo famoso taccuino con la penna nera col chiaro proposito di scrivere.
«Sto scrivendo da tempo un'antologia di racconti sui sentimenti, mi mancava l'ultimo racconto, proprio quello sull'amicizia, questo nostro incontro mi ha davvero ispirato, difatti queste tue ultime parole sono d'effetto, l'amicizia quella vera non ha confini e non si basa sull'esteriorità.» espose con entusiasmo. 
Valerio si alzò dalla panchina come rinato ed imparó finalmente una lezione importante, ovvero che la felicità è un qualcosa di individuale. Si decise inoltre di esporre una sua opinione, che da anni si era sempre tenuto dentro, e che finalmente reputò il momento più che giusto. 
«Non dimentichiamoci che l'amicizia si basa anche su un'altra cosa importantissima cioè la sincerità, e mi sento in dovere di dirti una cosa sincera, posso vero?»
«Certamente, devi essere sincero, per cui spara!» rispose Simone continuando a scrivere in maniera imperterrita.
«Come giustamente hai detto prima, sono un grande appassionato di letteratura, non ti offendere ma scrivi di merda, i tuoi libri sono una merda e non mi piacciono per niente!» esternó  ridacchiando senza troppi giri di parole.
L'amico dopo aver udito quelle parole, si alzò si scatto scagliando sulla panchina ciò che teneva in mano, e diede simpaticamente un pugno sulla pancia di Valerio.
«Semmai la merda sei tu!» provocó Simone con umorismo. 
Ci fu una lunga serie di spintoni, per poi finire con un sorriso e un abbraccio fraterno da parte di entrambi.
 
Questo fu ciò che Simone scrisse nel rigo finale del suo ultimo racconto intitolato 'Amicizia':
“Con gli amici è cosi: bisogna imparare a farsi furbi, a scegliere quelli giusti e soprattutto sinceri!'
  

 

 

Seconda edizione
Prima edizione: 14 novembre 2015

 

Tutti i racconti

1
1
19

L'ultimo incontro

13 January 2026

Il giornale radio comunicò che sulle montagne era in corso la prima nevicata dell'inverno. Parcheggiammo in Via Torino. Scendemmo dall'auto. Il pulviscolo luminoso dei lampioni impediva di vedere il cielo. L'aria era pungente. Entrammo nell'alcova. In ogni angolo della stanza dei candelabri indiani [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

1
2
20

MISERIA E NOBREZA

13 January 2026

“Diz que deu, diz que da’, diz que Deus darà” Le voci un po’ gracchianti di Caetano e Chico, provenivano da una vecchia radio distrattamente collocata su uno dei tanti balconcini, in uno dei numerosi vicoli di quel gigantesco agglomerato urbano chiamato “Rocinha”. Un girone dantesco al contrario [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
4
54

Il furto

12 January 2026

La notte a Milano non è solo un'immagine in bianco e nero. Le luci si allungano, i rumori si sfumano e tutto sembra muoversi con un passo più lento. Mi ero iscritto a un workshop notturno per catturare proprio questa Milano diversa. Reflex pronta, cavalletto piazzato, tutto sotto controllo. Poi [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

1
2
42

Il Signore del Nulla

12 January 2026

Il Signore del Nulla Un giorno qualunque si apre su una crepa invisibile. Tra feste che si deformano, amori illusori e visioni apocalittiche, prende forma il Nulla: non un demone, ma la trama stessa che divora ogni realtà. Era una giornata di primavera, tiepida, quasi banale. Decisi di [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
4
73

La Crystal Pyramid

11 January 2026

Quando Lorenzo S. mise piede a Calerano, il paese stava attraversando la crisi più discussa degli ultimi dieci anni. Luisa, barista e moglie del fornaio, era scappata con il geometra Giuliani – pare per divergenze sui cornetti asimmetrici del marito – lasciando l’intera vallata a corto di caffè [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
5
54

L'uomo Nero 2/2

11 January 2026

Mentre piano piano sprofondava nel sonno, ebbe una nuova visione: qualcosa si muoveva nel muro. Poi lo rivedeva come in un film uscire dal piccolo buco impossibile, troppo stretto perché potesse passarci qualcuno. Invece ne usciva quella figura, alta, irreale, come se non appartenesse davvero a [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
2
134

Il silenzio

10 January 2026

Dopo tanto rumore finalmente il silenzio. Le orecchie fischiano. Il cuore batte forte. Il respiro è affannoso. Il corpo trema lievemente. Respiro. Piano piano. Il corpo ringrazia. Si calma. La mente ringrazia. C'è silenzio. Arriva la tanto ricercata pace. Il fischio nelle orecchie si placa. Inizio [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

3
5
42

L'uomo Nero 1/2

10 January 2026

A scuola Marco cercava di concentrarsi, ma senza successo. Continuava a pensare a Giulia e a come riuscire a farsi notare da lei. Aveva già terminato i compiti nell’ultima mezz’ora di lezione, persino quelli facoltativi. Sicuramente la professoressa Di Giovanni, l’insegnante di matematica, lo avrebbe [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
4
136

La casa di Jeeg 2/2

09 January 2026

«Ancora con ’ste fregnacce! Ascolta, vieni con noi e ti facciamo conoscere tante di quelle donne che ti scordi tutte ’ste minchiate!» Sbottò Sandro. All’improvviso il ragazzino partì di corsa e, al grido di: «Trasformazione… Jeeeeg…» si lanciò verso un buco nella siepe. Accorsi dall’altra parte [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: sa più il pazzo a casa sua che il.savio a casa degli altri.
    Mi ha [...]

  • GustavLebo: Ciao Walter Fest non sono romano ma ho vissuto qualche anno nella città [...]

4
7
127

Al Cèster

09 January 2026

È sabato e sono le undici di mattina. Ho voglia di uscire e andare al bar a prendere un caffè. In un piccolo paese come Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena, non c’è molto da fare. In fondo credo che sia così un po’ ovunque nelle province italiane: spesso l’unica alternativa al nulla [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
3
194

La casa di Jeeg 1/2

08 January 2026

Quando arrivammo davanti all’edificio, il sole stava tramontando e sulla facciata lasciava lingue di rosso, come piccole emorragie di un giorno che muore. Parcheggiai davanti alla cancellata convessa verso la strada. «Allora, ma che è? Mi hai trascinato in questa tua avventura strampalata per [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
4
83

Caffè Kafka

08 January 2026

Non voleva avvicinarsi di nuovo alla finestra; si limitava a fissarla da una certa distanza, come se quello spazio minimo di pochi passi potesse proteggerlo da qualcosa là fuori. Avvertiva una presenza che si muoveva nelle strade adiacenti alla sua abitazione. Non aveva prove, soltanto una sensazione [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

Torna su