Sulla terrazza di villa Torlonia i camerieri andavano e venivano affaccendati e vestiti in livrea rossa. Le cameriere con grembiuli bianchi di pizzo non facevano altro che posare mazzi di fiori agli angoli della terrazza che si affacciava su un mare scintillante.
Una giovane cameriera si sporse dalla terrazza curiosa di osservare l'arrivo della sposa lì sotto nell'ampio giardino al centro del quale già dalla mattina lei ed altre sue colleghe avevano sistemato un lungo tappeto rosso di velluto dove la sposa stava passando ora fra i flash dei fotografi sistemati tra i pini e gli arbusti del parco.
Al termine del viale proprio di fronte al mare c'era un gazebo di legno con fiori rampicanti e ghirlande di rose color carne che circondavano un piccolo altare bianco dove un giovane prete occhialuto attendeva gli sposi.
Un violinista suonava l'aria dell'Ave Maria di Schubert mentre i suoi pochi capelli svolazzavano alla brezza del tramonto.
Fanny nel suo abito di tulle bianco stile ottocento, camminava lentamente e alzava da terra l'ampia
gonna soffice e vaporosa, mentre lo sposo in frac l'attendeva in fondo al vialetto davanti al gazebo.
La giovane cameriera dietro una palma continuò a curiosare e non si accorse che un fotografo si era sistemato proprio all'angolo opposto della terrazza con una grossa macchina fotografica per
riprendere la scena dall'alto.
Quel fotografo era Corrado Altieri ed era stato incaricato dal suo giornale di riprendere la cerimonia nuziale della scrittrice più in voga del momento nel giorno delle sue nozze con l'imprenditore più giovane e ricco della zona.
Quel fotografo voleva riprendere ogni dettaglio della cerimonia, senza essere visto dalla sposa, perché si sarebbe sentito umiliato. Non avrebbe sospettato che gli potesse mai capitare una cosa del genere: dover fotografare il matrimonio della donna che tre anni prima lo aveva lasciato dopo che avevano vissuto insieme una breve ma intensa storia d'amore.
Fanny intanto baciava lo sposo alto e bruno allungando le braccia intorno alle sue ampie spalle.
Gli scatti di Corrado erano continui.
Quante volte l'aveva fotografata con abiti succinti in riva al mare, quando fuggivano via dalla città durante le loro brevi vacanze nell'isola di Santorini! Lui la raggiungeva nei week end nell'isola dove lei si rifugiava in una piccola casa di pescatori bianca e azzurra riparata dal vento al centro di una
piccola baia. Quanti sogni e sospiri d'amore sussurrati fra i baci, erano volati via con la brezza di quelle sere! Come era potuto finire così il loro amore?
Mentre scattava quasi meccanicamente le sue foto, si asciugò con il dorso della mano una lacrima che stava scorrendo sul suo viso da sotto gli occhiali bruniti.
Avrebbe dovuto ascoltare il suo collega giornalista al Mattino, che vedendolo così innamorato di Fanny, una sera al bar gli aveva suggerito di trovarsi una donna più semplice e meno ambiziosa:
"Appena troverà uno ricco ti lascerà. Vuole il lusso, la bella vita e tu tutto questo non puoi procurarglielo!"
Lui taceva, ma sapeva in fondo in fondo che l'amico gli diceva la verità. Certo la vita con lui era stata crudele, continuava a riflettere Corrado.
D'improvviso mentre la cerimonia stava svolgendosi in tutto il suo fulgore, una enorme nuvola nera
foriera di pioggia  rovinò la cerimonia e la festa.
Le signore in abiti elegantissimi di chiffon, tenendosi fermo il loro cappello con una mano inguantata per non farlo volare via, alzarono gli sguardi in direzione del grosso nembo che avanzava nel cielo. La leggera brezza che scompigliava i capelli del violinista divenne un vento forte,i paramenti sacri sopra l'altare cominciarono a volare via ed in un battibaleno un acquazzone violento causò un “fuggi fuggi” generale e scomposto.
La sposa tutta bagnata non riusciva a muoversi agilmente a causa del sontuoso abito che ormai le si stava incollando addosso, perciò lo sposo prima ancora del fatidico "sì" la prese in braccio portandola di peso all'interno della villa.
I camerieri correvano disordinatamente cercando di sparecchiare tutti i tavoli in terrazza per risistemarli al coperto. La scena somigliava più ad un film comico che ad una cerimonia così "mondana e ricercata".
Corrado smontò il cavalletto, sistemò tutte le macchine fotografiche nella custodia al riparo dall'umidità, poi caricatosi lo zaino a tracolla uscì dalla terrazza verso le scale che conducevano all'ingresso principale. Mentre scendeva, riavviandosi i neri capelli lucidi per la pioggia, vide Fanny singhiozzante, con il volto solcato da grosse lacrime nere per il trucco sciolto.
 Per un attimo i loro sguardi si incrociarono, ma fu solo per un attimo.

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