Le cose finalmente sembravano andare per il verso giusto. Gennaro diventò un uomo e, quando il vecchio genitore non fu più in grado di badare all’azienda, lui prese le redini in mano e gestiva i lavori con capacità e fermezza. Il destino invece era in agguato con ben altri scenari. Un giorno, mentre era in un campo a dissodare il terreno con una motozappa, incappò in un grosso masso che fece ribaltare il mezzo. Lui fu catapultato in avanti, cadde proprio sulle lame ancora in funzione. Fu un attimo. Subito dopo, mezza faccia dello sventurato giovane fu asportata di netto.

Giacque in un mare di sangue, non riuscì nemmeno a gridare, perse i sensi. Si ritrovò in ospedale a combattere con la morte. Subì una lunga serie d'interventi che riuscirono a salvargli la vita, ma non la faccia. Il suo viso rimase orrendamente mutilato. Era trascorso un anno da quel giorno nefasto. Molte cose erano cambiate nella famiglia Amitrano, il vecchio era morto d'enfisema, la moglie scossa dal terribile incidente e dalla perdita del marito non si era più ripresa. Ora giaceva in un letto come un vegetale. Non era capace di intendere e volere. I campi non più coltivati, da nessuno, andarono in rovina. Le poche risorse finanziarie furono prosciugate da ospedali e cure per salvargli la vita. Gennaro non era più lo stesso di prima. Il suo volto, orrendamente sfigurato, era orribile a vedersi. Gli mancava un'intera mascella, un'unica e tremenda ferita, dal lobo dell’orecchio fino all’angolo della bocca. Una metà del viso non c’era più. Rientrato a casa, si ritrovò da solo, senza mezzi e senza risorse. Non pensava di poter fare molto per quella terra. Doveva ricominciare da capo. Una mattina prese lo stretto necessario, le caricò su un carretto, diede un bacio alla signora che lo aveva accolto e cresciuto come un figlio e partì versò la città. Negli anni trascorsi in Italia, la sua convinzione religiosa non era cambiata, né lo aveva abbandonato. Da buon mussulmano accettava ciò che la vita gli offriva, come il volere di Allah!

Era d'animo gentile e lo era con tutti, in particolare con i bambini. Aveva cura di coprirsi la ferita il più possibile per non impressionare i bambini e la vista della gente che incontrava nel suo cammino. Dopo gli attimi di paura tutti i bambini ritornavano da lui, intuivano che si potevano fidare di quella persona nonostante il suo aspetto grottesco e pauroso. Il popolo napoletano per quanto può sembrare spensierato e superficiale, quando c’è da dimostrare solidarietà non si tira certo indietro. Non si tira  mai indietro specie nei confronti dei più deboli, dei derelitti. Accettò Gennaro con comprensione e familiarità. Questo Gennaro lo aveva capito; restò a Napoli per sempre. Era inutile girare per il mondo, quando l'umanità intera era già dentro di lui.

Il fuoco era pronto, la caldaia che serviva per tostare fu riempita con noccioline americane e lui prese a girare la manovella. Di tanto in tanto, per richiamare la gente, apriva una valvola per far uscire il vapore. Un sibilo acuto e penetrante si diffondeva per l’aria. Era il richiamo per i clienti, quando sentivano quel fischio, sapevano che lui era arrivato, le noccioline erano calde e invitanti. Oltre alle noccioline per gli adulti, la sua bancarella era fornita di tante piccole leccornie per i bambini: bastoncini di liquirizia, caramelle d'ogni tipo, piccole porzioni di torrone fatto da lui, insieme a castagne secche, lupini, ceci arrostiti, semi di zucca e carrube legnose. Al richiamo del fischio i ragazzi tornavano ad assieparsi attorno al suo negozio ambulante.

Sulla spalliera del carretto, aveva messo dei rami di giunco e, su questi, una quantità di coni di carta. I famosi “cuppetielli”, quelli erano l’unità di misura per le varie mercanzie. Tutto era venduto in ragione del "cuppetiello, " uno di noccioline costava... tanto, uno di lupini invece … il prezzo variava in virtù del contenuto. A Napoli si sono sempre usati, di diverse misure, ma sempre come contenitori, per trasporto e come unità di misura. Gennaro viveva la sua vita in strada, dalla mattina alla sera sempre attaccato al suo banco semovente, tutti lo vedevano lì, ma nessuno sapeva, dove passava poi la notte. Scompariva la sera per poi apparire la mattina presto.

La sua attività seguiva le stagioni. In inverno prevalentemente proponeva frutta secca, dolci, e prodotti di zucchero. In estate, frutta, e prodotti freschi. Aveva escogitato un giochino speciale, per invogliare i ragazzi e, anche qualche adulto, per vendere i fichi d’india. Capitava di riuscire a procurarsi, al mercato, delle intere cassette di frutti. Il giorno dopo organizzava questo gioco divertente, sia per i bambini, sia per lui. In poco tempo, si liberava del carico dei frutti prima che il sole li rendesse inutilizzabili.

Il meccanismo era molto semplice. Si trattava di colpire un frutto stando in piedi, vicino alla cassetta piena di fichi d’india, con un coltello dalla lama molto corta e affilata. Si lasciava cadere a perpendicolo il coltello, colpire il frutto prescelto e cercare di sollevarlo dritto senza farlo uscire dalla lama. Capitava sempre che il peso stesso del fico d’india impedisse questa manovra, specie se si colpiva nel punto più centrale dove la polpa era morbida.

I ragazzi avevano imparato il trucco, tentavano sempre di colpire nel torsolo duro, se il colpo era giusto, si poteva tirar su il frutto, con facilità. Il coltello usato era, di solito, un normale coltello da tavola, ma con la lama tagliata corta e affilata alla punta. Il peso del manico, sproporzionato rispetto alla lama, faceva sì che questa uscisse facilmente dal frutto. Per giocare a questo gioco si pagavano poche lire, soldi che i bambini potevano permettersi.

Prima di riuscire a svuotare la cassetta lui aveva già recuperato i soldi spesi. La sua specialità era la lavorazione dello zucchero. La tradizione araba per i dolci è nota in tutto il mondo.

Molti dei dolci tipici napoletani affondano le loro radici proprio nel mondo arabo. Il periodo in cui iniziava questa lavorazione era l’inizio dell’autunno, le ricorrenze dei morti di novembre.

2
4
8

San Valentin

basta così

23 February 2019

Febbraio, negozi stracolmi di cuori, cuoricini e sciocchezze varie, pensierini, portachiavi e mille orrende cose di mille colori luccicanti dove predomina il rosso e il blu, tutta un'apoteosi di peluches, cuori, cuoricini e tutto ciò che è disgustoso. Arriva la mia amica Clara con una scatola di [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
2
8

Ermin, il cacciatore

23 February 2019

Ermin, un esperto cacciatore, seguì quella che riteneva la pista giusta. A suo dire conosceva il bosco meglio della propria divisa da ex combattente che a distanza di anni indossava ancora, sebbene sotto un'altra veste. «Anni di rastrellamenti, di fughe e di caccia all'uomo mi sono serviti a qualcosa.» [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dario De Santis: Chi è causa del suo mal... bravo Scilyx!!

  • flavia: E' sparito il mio commento di stanotte dove rimarcavo che ogni cosa fatta [...]

2
2
7

IL GUSTO DELLA MUSICA

23 February 2019

L'attesa non è stata lunga. Trenta minuti. L'ambiente era particolare per la manifestazione: una piccola chiesa sconsacrata adibita alla presentazione di spettacoli di musica, poesia e arte varia. Lunga la presentazione da parte del giornalista musicomane. La cantante è appassionata e gli strumentisti [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
3
14

Gertrude - 2/2

22 February 2019

Babbo sorrise sotto la folta barba bianca. La poverina non immaginava a cosa andava incontro, doveva leggere una lista di parecchi milioni di nomi e poi rileggerla quando doveva separarli in due liste. Chiamò uno degli elfi e chiese di avere subito l’elenco dei nomi di tutti i bambini. Appena ricevuta [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
3
11

È il tempo

22 February 2019

A volte devi fare in tempo corri, inciampi, sbagli ufficio prendi una multa perché vai troppo veloce. Poi se in coda alla posta e il tempo lo devi ingannare. Ma è furbo, lui. Quando avevi quattordici anni avresti voluto prenderlo e lanciarlo al di là del muro dove gli adulti vivevano già liberi [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • flavia: Si da troppa importanza al tempo che scorre per conto suo e non tiene conto [...]

  • Lo Scrittore: è l'eterna contraddizione dell'essere umano, non riesce quasi [...]

4
3
12

ed io sì, sono Helene

perchè Giulia era mia madre

22 February 2019

È inutile sfuggire ai messaggi degli dei Pezzettini d me si ricompongono solerti Hanno il dominio ed io martire d me stessa li lascio prendere il loro posto. Mi spaventano eppure non posso resistergli Sanno volere Sanno modellarmi Ma resto anzi scopro me sempre più Come se non mi fossi mai vista [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
4
14

Gertrude - 1/2

la moglie di Babbo Natale

21 February 2019

Cornelius! Dove sei? possibile che quando servi non ci sei mai? Fosse una volta che rispondesse... Cornelius! Benedetto uomo, sempre con la testa fra le nuvole lui e quei piccoli impiastri di elfi. Gli stanno dietro come pulci su un cane. Capisco che sono indaffarati con tutto quello che hanno [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

1
1
8

Memorie malandrine

21 February 2019

Masticando una manciata di mentine in un meraviglioso mercoledì di maggio con una maglia in mohair e la moglie in menopausa, mi venne in mente che, nei pressi di un vecchio monastero di monaci mariani, si svolgeva la sagra del muflone di montagna con la partecipazione di Mara Maionchi e dei sosia [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • flavia: certo che se mangi tutte ste schifezze è ovvio che scrivi cose pazzesche [...]

5
8
20

Serafino e Angela

21 February 2019

Mesi fa conobbi Serafino. Era uno degli ospiti della Casa di Riposo per Anziani per cui lavoro, e sottolineo "era" in quanto successivamente è stato trasferito in un'altra struttura. «Prima di andare in pensione facevo l'architetto e nel tempo libero anche lo scultore.» mi disse una sera «Dopo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
1
10

Angeli al Lunapark

20 February 2019

A quel tempo gli angeli li vedevo al Luna Park vestiti di cotone stampato leggero con un cerchietto d'osso nei capelli e sorrisi sbarazzini disarmanti. Cosa fosse una femmina mi era ancora ignoto ma la dolcezza dei lineamenti era sufficiente a innamorarmi per quanto, tale seduzione mistica durasse [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
6
19

il ragazzo rapito

il primo camper

20 February 2019

Lo riconobbi subito, era solo un ragazzo di diciassette anni, figlio di un'industriale, sequestrato da qualche mese e i rapitori avevano già richiesto un riscatto milionario. Chi lo sorvegliava si muoveva con la tranquillità di chi non ha nulla da temere. Sicuro che intorno non ci fossero occhi [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dario De Santis: Già letto, ma sempre molto bello, brava Flavietta!!

  • flavia: g razie a tutti e come sempre troppo buoni , caro Gius l'idea del film [...]

6
11
27

Alla ricerca di un eroe

Gli eroi ci sono, solo che non li vede nessuno

20 February 2019

Lo ammetto mi sto fissando, credo di avere un problema, voi mi conoscete, è vero sono facilmente impressionabile, ma non sono mica un extraterrestre. Ora pertanto vi sto scocciando con le mie farneticazioni fantasiose perchè è un po' di tempo che la mia attenzione è attirata dal fatto che tramite [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Camillina: Mi piace il tuo sfogo su i tempi che corrono, ormai sono 30 anni che questa [...]

  • Walter Fest: Alida, grazie di cuore anche a te, mannaggia è un discorso facile ma [...]

Torna su