«Signora, può dirmi perché vuole separarsi da suo marito?»

«Perché è un Sillabonauta.»

Il giudice si pulì gli occhiali, li rimise e ripeté:

«Un cosa?»

«Mio marito appartiene a una società segreta di uomini che si riuniscono nei bagni dell’azienda per contare le sillabe.»

«Ma la tradisce con un’altra?»

«Magari, almeno avrei capito qualcosa.»

 

Il giudice osservò la donna e il marito, un signore dall’aria irreprensibile, coi capelli a spazzola, che le sedeva accanto con l’aria mite e le mani compostamente appoggiate sulle ginocchia.

«Signora, credo sia opportuno che mi racconti tutto dall’inizio.»

«Da mesi mio marito tornava tardi ogni giovedì, diceva che aveva molto lavoro arretrato, ma quando ho controllato le buste paga ho scoperto che non gli risultava nemmeno un’ora di straordinario.

 

Sa, faccio la contabile anch’io e, aprendo un foglio Excel, ho confrontato date, permessi e movimenti della carta di credito. Niente: niente profumi, niente alberghetti, niente spese misteriose. Ore sparite nel nulla, senza portare a casa un euro.

Poi ho telefonato alla moglie di Ottavio, un collega di mio marito, e ho scoperto che anche suo marito rientrava tardi ogni giovedì. Lei ha chiamato la moglie di Brando, che ha chiamato quella di Nicola, e nel giro di un’ora avevamo scoperto che tutti e sei i mariti rientravano tardi nelle stesse serate.

 

Signor giudice, non sono una donna che sta con le mani in mano e, se l’avessi trovato attorcigliato a una collega, avrei fatto un macello.»

Il giudice la fermò prima di rivolgersi al marito.

«E lei, signor Giovanbattista, che cosa ha da dire a sua discolpa?»

L’uomo si raddrizzò sulla sedia.

«Vostro onore, non ho fatto nulla di male, tutto è iniziato per caso con una circolare sulla sostituzione delle macchinette del caffè.»

«Le macchinette del caffè?»

 

«Precisamente. Sono il responsabile della contabilità fornitori e, per puro divertimento, avevo aggiunto in fondo alla circolare una sigla: ABBA. Ottavio, dell’ufficio paghe, mi rispose con ABAB. Poi intervenne Brando, proponendo ABCCBA. A quel punto si aggiunsero altri tre colleghi. Nel giro di una settimana, la circolare era diventata un documento di trentasei pagine nel quale nessuno parlava più di caffè.

A quel punto eravamo sei, tutte persone rispettabili, puntuali, accomunate dalla passione per la metrica poetica. Decidemmo così di fondare la Loggia dei Sillabonauti.»

 

«E dove vi riunivate?»

«Nel bagno degli uomini del secondo piano, l’unico locale dell’azienda con una porta che si chiudesse senza chiedere autorizzazioni. Ogni giovedì, dopo le diciotto.»

Giovanbattista spiegò di essere stato eletto Gran Maestro a grande maggioranza. La Loggia aveva approvato uno statuto di nove articoli, stabilito di custodire i verbali nel vano della carta igienica e imposto che ogni dichiarazione ufficiale fosse pronunciata in endecasillabi.

 

«Un’organizzazione seria, insomma», commentò il giudice sorridendo.

«Serissima, vostro onore, purtroppo non eravamo ancora riusciti a presentare un componimento completo.»

Ottavio aveva perso il suo perché non ricordava la password del telefono; Nicola aveva perso un’intera composizione perché il figlio di sette anni, cercando Candy Crush sul cellulare, aveva cancellato per sbaglio il file. Piergianni aveva scritto i suoi versi sul biglietto del treno, gettandolo erroneamente nel cestino della stazione insieme al bicchiere del caffè.

 

Brando, affidatosi a una dettatura vocale improvvisata, aveva visto trasformare «l’eterno silenzio del cuore» in un inutilizzabile «l’interno silenzioso del cuoco».

Al povero Giancristoforo era andata peggio di tutti: aveva composto il suo capolavoro sul palmo della mano ma, durante una stretta di mano, il componimento si era trasferito, partendo in vacanza per Gran Canaria con il Direttore generale.

«Malgrado questi contrattempi», concluse Giovanbattista, «continuavamo a riunirci con immutato entusiasmo.»

 

Il giudice rimase qualche istante in silenzio.

«Capisco. Signora, ora può continuare.»

«Quel giovedì lì sono arrivata in azienda poco dopo le diciotto e sono salita al secondo piano, dove non c’era più nessuno. Stavo passando davanti al bagno degli uomini quando ho sentito la voce di mio marito che diceva:

“Si gonfia lentamente…”

 

Signor giudice, davanti a quella affermazione io ho visto rosso e ho afferrato la maniglia della porta: ero pronta a fare un macello. Invece mi sono trovata davanti sei uomini in maniche di camicia, uno con una penna in mano, un altro con un tablet, due che contavano sulle dita.

Mio marito, in piedi davanti al lavandino, sventolava un foglio bianco scarabocchiato.

Nessuna donna.

 

“Che cosa sta succedendo qui dentro?”, urlai.

“Si calmi, signora, stiamo cercando un endecasillabo perfetto”, ha risposto uno di loro.

“Un che?”

“Un verso di undici sillabe”, ha precisato un altro.

Sei mesi, signor giudice! Sei mesi a tornare tardi mentre io facevo la spesa, preparavo la cena, seguivo i compiti dei bambini, sopportavo le telefonate di sua madre e lui stava in bagno a contare sillabe con cinque scansafatiche!

 

A quel punto, ho afferrato mio marito per un braccio e me lo sono portato via.»

«Ma signora», intervenne il giudice, «mi pare che suo marito non abbia commesso niente di così grave. È una passione un po’ insolita, certo, ma non c’è stata alcuna infedeltà.»

«Lei non capisce, con un’altra donna avrei potuto combattere, ma come faccio a combattere contro la poesia? Non posso prendere a schiaffi una consonanza o una rima equivoca, non è né bionda né mora, né grassa né magra!»

 

Il giudice allargò le braccia.

«Suvvia, signora, suo marito lavora, non ha un’amante e non ha fatto nulla di illegale, cercate di venirvi incontro…»

Dopo un’altra mezz’ora di raccomandazioni, riuscì a convincerli a tentare una riconciliazione.

Uscirono dall’aula insieme.

«Hai visto?» disse Giovanbattista. «Il giudice ha capito che non facevo niente di male.»

Mirella si voltò di scatto.

 

«Tu sei completamente rimbecillito!»

Giovanbattista si fermò.

«Completamente rimbecillito… Dieci sillabe. Ne manca una per fare un endecasillabo.»

«Ma sei proprio un emerito imbecille!»

Lui alzò un dito.

«Aspetta. Qui bisogna sistemare gli accenti…»

E cominciò a contare sulle dita.

Tutti i racconti

0
0
3

La linea d’ombra del 25 (2/2)

28 October 2026

Se avesse detto la verità, avrebbe costretto Vianello a prendersi la responsabilità di una decisione arbitraria. E Vianello non perdonava chi lo costringeva a fare il suo lavoro. Una nota negativa sulla scheda di valutazione annuale avrebbe significato addio al minimo premio di produzione previsto [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

0
0
2

La Loggia dei Sillabonauti

Ovvero i segreti dell'Ordine della Sacra Sinalefe

Miu
28 October 2026

«Signora, può dirmi perché vuole separarsi da suo marito?» «Perché è un Sillabonauta.» Il giudice si pulì gli occhiali, li rimise e ripeté: «Un cosa?» «Mio marito appartiene a una società segreta di uomini che si riuniscono nei bagni dell’azienda per contare le sillabe.» «Ma la tradisce con un’altra?» [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

4
2
27

Il quaderno blu

27 October 2026

A cinquantacinque anni passavo molto tempo a camminare. Avevo perso il lavoro da otto mesi e le mie giornate seguivano un ritmo semplice: uscivo al mattino, raggiungevo il parco, camminavo per un paio d’ore e tornavo a casa. All’inizio cercavo ancora lavoro, poi le passeggiate erano diventate il [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
4
21

La linea d’ombra del 25 (1/2)

27 October 2026

L’orologio sul cruscotto segnava le sette e quarantatré. Fuori, il lunedì mattina non aveva colore: solo un grigio uniforme e denso che inghiottiva i palazzi, tagliato da una pioggia che non cadeva dritta, ma sferzava l’asfalto ad alzo zero. Claudio rimase seduto in auto per altri dieci secondi, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • zeroassoluto: Tagli, tagli, tagli, in nome del profitto.
    Del resto le aziende private [...]

  • petali_di_seta: Scritto molto bene. Si percepisce l'ansia da prestazione e il timore di [...]

3
5
27

Capolavoro

27 October 2026

Stava costruendo proprio un bel racconto, disteso sul letto ad occhi chiusi con la testa su due cuscini. Ha pensato molto alla sua storia, ha trovato i personaggi giusti, la scena adatta ed anche, come direbbero gli addetti ai lavori o presunti tali, il climax perfetto. Stava sorridendo. Ma… il [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

7
9
47

Giovanna (2/2)

26 October 2026

Intanto la sirena sempre più incessante continua a rompere la quiete della sera. Quando arrivano con la sirena ancora accesa fino all’ingresso, vuol dire che il caso è grave. Con un rumore di gomme che graffiano la ghiaia l’auto si ferma di botto e ne scendono veloci gli ausiliari aprendo il retro. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
3
17

Daredevil: Chance (3/3)

REDDE RATIONEM

26 October 2026

Uno stabile vicino all'Hudson, sul tetto. Solo il vento, solo due respiri. Uno regolare, l'altro stanco. Azar avanza, dicendo: «Sai qual è il tuo problema, Murdock? Credi ancora nelle eccezioni.» Matt replica seccamente: «No.» «No?» fa eco Azar. Matt: «Credo negli uomini.» Azar: «Sono [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
3
44

Giovanna (1/2)

pronto soccorso

25 October 2026

È la vigilia di Ferragosto. Dopo la dura prova affrontata per il Covid, quest’anno è stato intenso e stancante oltre ogni dire. Lavoro al pronto soccorso come infermiera professionale. L’ondata di caldo che ci ha accompagnati per la primavera e tutta l’estate sembra non volersi fermare. Questo [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • MaricaR: che succederà? in un pronto soccorso potrebbe arrivare qualsiasi cosa. [...]

  • zeroassoluto: Vediamo... mi aspetto "tanta roba Like

1
1
17

Daredevil: Chance (2/3)

25 October 2026

Mattina seguente, Tribunale. Il rumore della città arriva al Tribunale come un’onda lontana. Clacson, passi, voci. Per chiunque sono solo rumori. Per Matt Murdock sono una mappa. Il cuore accelerato degli avvocati prima dell’udienza. Il fruscio delle toghe. Il respiro trattenuto dei clienti che [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
12
66

Addio Aurora... arriva Rompino

24 October 2026

Mentre l’autobus la sballottava lungo la strada che la portava al lavoro, Giuliana si sentiva, né più né meno, come tutte le altre mattine. Si portava appresso il consueto torpore dei pendolari, che cercava di smaltire rubacchiando qualche attimo di sonno lungo il tragitto, standosene seduta un [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
24

Daredevil: Chance (1/3)

24 October 2026

Notte. Buio. Matt è in piedi. Non sa dove. Non sente il vento. Non sente la città. Solo una voce. Laura: «Matt.» Si gira. Il cuore accelera. Matt: «No.» Laura: «Perché continui a dire no quando sai che sono io? Non mi hai presa.» Il ricordo torna. La caduta. La mano. Il centimetro. Quel [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

7
9
54

Il fiore di Venilia

23 October 2026

C’era una grande magnolia di fronte alla casa. Venilia la ricordava da sempre, da quando, ancora piccina, sentiva la voce di sua madre che la chiamava. Poi, un giorno, non la sentì più. Le zie le dissero che era partita per un lungo viaggio, ma lei non dimenticò mai quella voce e non credette mai [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Un'altro racconto in cui una donna si libera del suo violentatore.
    Like

  • Dax: Commovente e triste.Like

Torna su