Per me, che ho radici salde nell'ateismo ma lo sguardo da sempre incuriosito dal mistero della fede, l'arcangelo Michele ha sempre rappresentato un'eccezione, una figura verso cui nutrivo un'istintiva simpatia. È stato solo muovendo i primi passi lungo i sentieri del simbolo e dell'etimologia che ho svelato a me stessa il segreto di questo magnetismo.

 

Dietro la sua figura bellicosa si nascondeva infatti il pilastro simbolico su cui l'Occidente avrebbe poi costruito l'immagine stessa della Giustizia.

 


La Psicostasia ed il Passaggio di Testimone


Nasce così l'iconografia della psicostasia, ovvero la pesatura delle anime nel Giorno del Giudizio. Nei portali delle cattedrali gotiche e negli affreschi medievali, San Michele viene raffigurato nell'atto di reggere i piatti della bilancia per valutare i peccati e le virtù dei defunti, difendendo lo strumento dagli assalti dei diavoli che tentano di barare tirando il piatto verso il basso.
È precisamente in questo snodo che si consuma un innesto fondamentale. San Michele è, per eccellenza, il braccio armato di Dio, il generale delle milizie celesti, e la sua iconografia classica lo vede da sempre equipaggiato con una spada fiammeggiante, simbolo della punizione divina e della sottomissione del male (Satana, rappresentato come un drago schiacciato sotto i suoi piedi).
Quando l'Europa medievale riscopre lo studio del diritto e la figura laica della Giustizia comincia a riappropriarsi delle aule di tribunale, avviene la fusione finale: la neonata iconografia giudiziaria recupera la bilancia che Michele aveva custodito, ma eredita anche la sua spada. La lama entra nel pacchetto visivo della Giustizia come simbolo del potere coercitivo e della punizione irrevocabile. La bilancia valuta, la spada esegue. 

Sebbene oggi l’iconografia contemporanea ci abbia abituati a una Giustizia che unisce indissolubilmente la bilancia, la spada e una benda sugli occhi, la storia ci racconta una verità opposta. 

Fino al Rinascimento, la Giustizia non appare mai bendata. Dal trono della basilica romana fino alle raffigurazioni medievali, il suo sguardo è spalancato, severo e vigilante. La bilancia non serviva a nascondersi dal mondo, ma a misurarlo, sbarrando la strada al ritorno del Caos con la forza della vista e della ragione. 

Per millenni, la Giustizia ha dovuto vedere il mondo per poterlo ordinare. Ma allora, quando e perché abbiamo deciso di bendarla?


Storia di un inganno: la benda nata per sbeffeggiare i giudici 

Il passaggio definitivo alla "Dea Bendata" avviene in un momento preciso, alla fine del XV secolo, e nasce da un paradosso clamoroso: la benda, in origine, non era affatto un simbolo di imparzialità, ma una satira feroce


La prima apparizione documentata della Giustizia con gli occhi coperti si trova in una celebre xilografia del 1494 che illustra La nave dei folli (Das Narrenschiff) di Sebastian Brant. Nel disegno, non è un angelo a coprire gli occhi della dea, ma un buffone, un matto. 

In quel contesto, la benda significava una cosa sola: cecità mentale. Era la denuncia satirica di un sistema giudiziario corrotto, ignorante e incapace di vedere l'evidenza dei fatti. Rappresentava i giudici dell'epoca che si lasciavano raggirare dalle apparenze o corrompere dal denaro. La Giustizia non era "superiore alle parti", era semplicemente cieca di fronte al sopruso. 

l Secolo d'Oro del Diritto: la cecità diventa virtù


Sarà solo nel corso del XVI e XVII secolo che il pensiero giuridico compirà un testacoda concettuale straordinario, trasformando un insulto satirico nel più alto vanto del diritto moderno.
I giuristi e gli artisti dell'età barocca reinterpretano la benda, elevandola a simbolo di terzietà assoluta e uguaglianza. La Giustizia si accieca volontariamente non perché è ignorante, ma perché rifiuta di farsi condizionare dalle distinzioni umane. Non deve vedere chi ha davanti: non deve guardare la ricchezza degli abiti, il potere politico dell'imputato o il lignaggio del nobile.
La bilancia, che prima richiedeva l'occhio vigile degli dèi per valutare l'ordine macrocosmico, ora si affida unicamente alla precisione millimetrica della legge scritta. Il motto "la legge è uguale per tutti" si concretizza proprio nel momento in cui la dea decide di non guardare in faccia nessuno.


Il trionfo dell'Equilibrio sul Caos
L'architettura della giustizia umana trova così il suo assetto contemporaneo. Il viaggio di questo archetipo millenario è giunto al suo compimento.
Dallo sguardo della matrona romana seduta sulla tribuna della sua basilica, passando per il braccio armato e la spada dell'Arcangelo Michele, fino ad arrivare agli occhi coperti della nostra Iustitia. Una metamorfosi profonda che fotografa l'evoluzione stessa della civiltà: il passaggio da una giustizia sacra, subita dall'uomo come un destino, a una giustizia umana, razionale, geometrica e codificata.
La Bilancia, l'unico oggetto artificiale di tutto lo zodiaco e dell'immaginario celeste, resta il monumento visivo di questo secolare viaggio eclittico. Ci ricorda che se è vero che in principio tutto era Caos, l'Ordine – equilibrato dal peso giusto della bilancia – approda nella ratio del diritto e verrà difeso dalla fermezza della spada, anche solo metaforica, dell'uomo moderno. La convivenza pacifica umana nasce da una Titanide che siede alla destra di Zeus e che, dopo essersi fatta spazio nel firmamento astrale, è calata dall'alto dei cieli per posare le basi della nostra società moderna

Tutti i racconti

0
0
7

Senza motivo (2/2)

25 September 2026

IV. La voce Quella notte non dormii. Verso le sette, disteso sul letto della casa dei miei con le persiane ancora chiuse e una striscia di luce grigia che filtrava dal bordo, cominciai a sentire, dentro la testa, una voce che non era la mia. Era, mi accorgo che è assurdo mentre lo scrivo ora, la [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

0
0
2

L'altezza del finestrino

25 September 2026

Lavoravo in una pizzeria d’asporto di quartiere, piccola e nascosta, con un’aria vecchia rivestita da un ammodernamento fittizio. Nuovi colori, nuovo mobilio e nuovo personale avevano trasformato una catapecchia in una pizzeria chic ed elegante sui toni del verde muschio, ma la clientela rimaneva [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

0
0
2

Dal Tribunale alla Giustizia Divina

Il viaggio della Bilancia

25 September 2026

Per me, che ho radici salde nell'ateismo ma lo sguardo da sempre incuriosito dal mistero della fede, l'arcangelo Michele ha sempre rappresentato un'eccezione, una figura verso cui nutrivo un'istintiva simpatia. È stato solo muovendo i primi passi lungo i sentieri del simbolo e dell'etimologia che [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
4
29

Senza motivo (1/2)

24 September 2026

I. Ivan — Ottobre 2025 Ladispoli, fuori stagione, è un paese che sembra aver dimenticato di essere una località di mare. Le persiane delle seconde case sono chiuse, gli stabilimenti sono chiusi, gli alberghi pare che non siano mai stati aperti. Anche i negozi su Viale Italia hanno perso quella [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Eco: Aspetto la seconda parte per capire che direzione prenderà il racconto. [...]

  • MaricaR: Dal titolo ho il timore che la storia finisca male. Uno di quegli omicidi fatti [...]

5
8
37

L'uomo che non aveva paura

Eco
24 September 2026

La paura è un'amica preziosa. Glielo avevano ripetuto decine di volte. Psicologi, medici, persone che cercavano di convincerlo che ciò che era successo quella notte non fosse colpa sua. Aveva undici anni quando uccisero la sua famiglia. Non ricordava tutto. Alcune immagini erano rimaste nitide, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Enrico Y: Molto bello, ben scritto, immediato nel significato profondo che vuole dare. [...]

  • MaricaR: Ciao Eco. Il racconto prende molto ma la chiusa non arriva con chiarezza. Praticamente, [...]

5
12
36

Vi racconto la storia della sfogliatella Riccia

un viaggio tra monasteri, vicoli e tradizione napoletana

23 September 2026

La sfogliatella riccia è molto più di un dolce. È una piccola architettura di pasta e ripieno, un intreccio di sfoglie sottilissime che racchiude profumi, consistenze e memoria. Quando arriva sul bancone di una pasticceria napoletana, ancora tiepida e spolverata di zucchero, sembra quasi custodire [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Gennarino: Ondine: Grazie per acer letto e commentato. Buona serata.

  • Gennarino: zeroassoluto: e come si fa a rinunciare? Grazie per il like. Buona serata.

7
8
43

Ho trovato il modo

23 September 2026

Ho trovato il modo di rendermi felice. Ora è inutile che mormoriate come avessi trovato chissà cosa. Animando discussioni e invidie. Non potrete neanche rubarmi eventuali copyright. Non agitate anime con teste che al tocco risultano vuote. Lancerete anatemi sui social, che di sociale hanno ben [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Quoto lo scrittore (Lorenxo mi pare).
    Star bene con se stessi e FOTTERSENE [...]

  • Walter Fest: A Riccà io nun cjò capito un caxxo, comunque vado a fiducia e [...]

7
8
59

Un’altra vita

Spin-off retroscena del racconto "Pedicure"

22 September 2026

Nota per i lettori: Questo racconto approfondisce le motivazioni e le origini della protagonista già incontrata in "Pedicure". «Giacomo è partito?» mi chiese uno dei ragazzini che giocavano a calcio nel cortile del condominio. «Avete di nuovo tirato il pallone contro la sua saracinesca?» «Sì, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
6
37

Ho incontrato il bambino che ero

22 September 2026

Non lo so. Capita, a volte, di sentire che nell’aria deve succedere qualcosa. Forse non sarà niente di speciale, ma sarà quella cosa che, in qualche modo, ti cambierà la vita. E lo sai e lo senti e quella sensazione è più forte di qualunque altra cosa. Un giorno presi la bicicletta e feci un giro, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Amelia: Like. Bel racconto. Molto dolce la fine

  • Dax: le pedalate in campagna da giovane...bello. like per tutti.

6
6
36

Lo scalino bagnato

22 September 2026

Sono passati sedici anni da quando, dopo che si seppe che mio fratello aveva scelto di collaborare con la giustizia, rimasi sola e cominciai a subire diverse forme di prepotenza. Sono una donna diversamente abile e ho sempre voluto vivere liberamente. Venivo insultata, mi trovavo il portone di [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Solitaria77: vi ringrazio a tutti dal profondo del cuore

  • MaricaR: Ciao Solitaria, mi dispiace per la tua situazione e per quello che hai dovuto [...]

3
3
32

Destino Clandestino

22 September 2026

L’unico vero libero arbitrio che abbiamo a disposizione nella vita terrena è scegliere se opporre o meno resistenza agli impulsi egocentrici. Penso che la sorte ci condizioni ineterno, con due sole eccezioni: non ha potere sulla nostra libertà di scelta e non ci può mentire. In quel lontano periodo [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • zeroassoluto: Giustamente tu no, perché lo hai venduto!
    Ma poi del ricavato della [...]

  • U1785: evidentemente il poco libero arbitrio conservato nel tuo destino ha permesso [...]

3
16
61

Franceschieglie 'ru stagnarieglie

21 September 2026

C’era una volta il mio paese, quello del dopoguerra: tanto diverso da oggi che, a parlarne ora, sembra di raccontare una favola. Io, bambino, al calar della sera, obbediente al richiamo dei genitori, lasciavo il gioco a nascondino — che la penombra rendeva ancora più avvincente — e rientravo a [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su