La ricetta prelevata direttamente dal quaderno della Nonna e liberamente commentata.

 

Comprare una fetta di pane di spagna, alta 2 cm e mezzo; comprarla in pasticceria a Torino e non in Spagna; certo, che se si andasse in Spagna… La fetta deve essere rotonda, altrimenti la torta verrebbe rettangolare e non sarebbe bella.

 

Stendere la fetta su una guantiera da dolci (sempre rotonda) o (meglio) su un bel piatto di portata (possibilmente di porcellana bianca trasparente e rosata da 5.000 euro) comprato per l’occasione 

 

Spruzzare ben bene la fetta con caffè zuccherato (2, 3 tazze), senza esagerare; meglio utilizzare una spruzzino; se non si ha lo spruzzino, mettersi il caffè in bocca e spruzzare delicatamente, facendo il verso della pernacchia, ma fare allontanare Concetta, per evitare di inzuppare anche lei, sprecando il caffè.

Per Concetta: posizionarsi dietro Filippo, possibilmente abbracciandolo; si eviteranno così spiacevoli spruzzi.

Dimenticavo: mettere una tela cerata appesa lungo tutto il muro oltre la torta; per un effetto “globale” e per una migliore sicurezza, si potrebbero utilizzare due supporti in acciaio a forma di una grande C (ovviamente non arrotondati, ma con gli spigoli rettangolari), dove poter stendere la cerata, per formare una sorta di “camera di risonanza”; in questa maniera, il caffè verrebbe sparso dappertutto, evitando di ripetere l’operazione dagli altri tre lati.

 

Preparare la “Crema al cioccolato”.

Ingredienti:

3 uova (solo tuorlo)… per Concetta: i bianchi potranno essere recuperati; non piangere, aggiungendo altre due uova intere, potrai fare una bella frittata da cinque uova, risparmiando ben 3 (tre) tuorli. 

         

7 cucchiai colmi di zucchero (col cocuzzolo e cioè non rasi, ma colmi).

         

4 cucchiai di cacao amaro anche questi colmi: cacao amaro di primissima qualità, (Perugina, possibilmente, quello che costa di più); non comprare solo quattro cucchiai, perché in seguito servirà dell’altro cacao; comprare una confezione intera! Per Concetta: falla pagare a Filippo, perché è stata una sua idea. 

 

750 ml di latte intero, (non quello “ridotto” e nemmeno a lunga conservazione, ma quello fresco, bello, bianco e di alta qualità (paga sempre Filippo).

         

1 stecca di cioccolato (meglio fondente) con le nocciole grosse, non quella Kinder; una stecca vera grossa, spessa, nera, con le nocciole grosse e croccanti; anche questa di cioccolato vero (paga sempre Filippo); ce ne vorrà molto, perché dovrà essere sbriciolato e dovrà coprire tutta la torta.

         

1000 ml di panna per dolci da montare (1 cartone da litro o 2 da mezzo); ho detto “da montare”, non “da montare” come pensi tu, maiale!

Avevi già sgranato gli occhi, ti ho visto! Si monta con il frullatore o con un “mixer”; no, non col mixer da discoteca, ma con quel piccolo apparecchio elettrico che frulla! Ancora…, ho detto che frulla, non che “vibra”! No, il “vibratore” non va bene; lascialo stare in camera: serve un “FRULLATORE”, un attrezzo che si usa ESCLUSIVAMENTE in cucina! Maiale! 

 

Preparazione:

Mettere in una coppa i tuorli, lo zucchero e iniziare ad amalgamare con la frusta; no, non con la frusta sadomaso! Quella non va bene; ci vuole una frusta da cucina, di quelle con tanti fili di acciaio o di filo di ferro con il manico; in alternativa si può usare il frullatore, ma senza esagerare con la velocità e utilizzando gli accessori giusti. Se non si hanno gli accessori giusti, utilizzare la frusta a mano; il processo di amalgama è fondamentale per la buona riuscita della torta. 

         

Aggiungere gradatamente i 4 cucchiai colmi di cacao amaro; poco per volta mi raccomando, facendo attenzione a non starnutire con il cucchiaio sotto il naso; dovesse capitare, non raccattare il cacao volato e sparso dappertutto, ma prendere un altro cucchiaio; dovesse succedere più di una volta (alla sfiga non c’è mai limite, specie con Filippo), fare attenzione a non finire il cacao, perché alla fine ne servirà dell’altro e occorrerà mettere mano al portafoglio (ahimè) e comprarne un’altra confezione.

         

Sbattere sempre, amalgamando; ho detto “sbattere”, non “battere”, né tantomeno “battere il marciapiede”, anche se qualche soldo in più non farebbe male in famiglia; si potrebbe fare una sera per uno: ve lo immaginate Felipe con la parrucca bionda e le tette da viados? 

         

Aggiungere i 750 ml di latte (tiepido, non caldo), piano piano, versandolo lentamente; con una mano versare e con l’altra girare. Quando si è stanchi, cambiare le mani (nel senso “invertire la mano che gira” con “la mano che versa”). Fare attenzione a non annodarsi; se viene voglia di grattarsi o di mettersi le mani nel naso o di fumare, resistere strenuamente sino alla fine: il processo di amalgama non può essere interrotto previo “l’impazzimento” della crema e, addio premio!!!

Non riuscendo a resistere, farsi aiutare da Concetta. Per la grattata si può usare anche la mano sinistra, ma per il naso e di rigore la mano destra e in particolare, il dito indice della mano destra; se il dito è troppo piccolo e non poggia contemporaneamente su entrambe le pareti del naso, si consiglia di adoperare la tecnica della “ravanata”, che consiste nel ruotare alternativamente l’indice della mano destra in entrambe le direzione, privilegiando le pareti corrispondenti; la sigaretta invece, va somministrata già accesa, possibilmente da un aiutante di sesso femminile, abbracciando Filippo da dietro (piano per favore) e avendo cura di tenere nella mano sinistra un adeguato posacenere, per evitare che la cenere cada nell’impasto.

Naturalmente, questo accadrà e bisognerà buttare tutto e ricominciare da capo, altrimenti “addio premio”: la cenere “si sente” e non può essere mascherata in alcun modo. 

Tutti i racconti

2
2
63

Calzini bianchi 1/3

13 October 2026

«Cara, hai visto i miei calzini bianchi?». «No. E non so dove siano». Figurarsi. Li odiava, quei calzini, quindi doveva per forza sapere dove si trovassero. Facile, anzi, che li avesse nascosti lei. Dino iniziò a frugare nel cassetto con rabbia. Perché sua moglie li detestasse era un mistero. A [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
4
144

Luigi ed Elena

C’è sempre una data di inizio in ogni storia

13 October 2026

Di lì a breve Luigi avrebbe compiuto ventinove anni quando nacque il suo primo figlio. Se è vero che ognuno di noi ha più di una vita da vivere, quel giorno suo figlio gliene consumò una, forse non la prima e nemmeno l’ultima. Era il primo venerdì di gennaio del 1962 e pioveva come mai si era visto [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Goccia: Quanta dignità e fatica per vivere e sperare. Son racconti che normalmente [...]

  • MaricaR: Avevo 4 anni quando la guerra è arrivata, con le bombe e la miseria, [...]

4
5
46

Celluloide

Quando i sentimenti non invecchiano

12 October 2026

Un uomo anziano che guarda. Quel rumore sordo, in sottofondo, nutre l’immaginazione nella sala buia; la memoria di quelle immagini sbiadite sul grande schermo alimenta il fuoco di ricordi che bruciano ancora. L’anziano ricorda: quando lei appoggiava la testa sulla sua spalla ed il profumo dei capelli [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Andrä: Il fatto che tra l' "uomo anziano" e "lei" non vi sia [...]

  • Dax: i ricordi di un amore, il sentimento sempre vivo...like

5
6
64

Nome in codice: Appuntamento

12 October 2026

“Commissario, è proprio sicuro di quello che stiamo per fare?” Peppino si avvicina titubante all’auto privata di Bertini. In risposta il commissario gli fa segno di salire in macchina, la strada è lunga e l’appuntamento è per l’ora di pranzo. L’inverno sembra essersi presentato senza indugi proprio [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Lo Scrittore: ci risiamo: il calcio, i tifosi.... e tutta la relativa coreografia. per quanto [...]

  • zeroassoluto: Like anche per me, ma non per le "strisciate"... noi salentini le [...]

6
16
60

Il Giardino di Vetro

Breve cronaca di una mente fatta di luce.

11 October 2026

La luce entrava dalle inferriate come acqua filtrata attraverso il fango. Ogni mattina era uguale, eppure diversa — come le facce che comparivano e scomparivano dietro i vetri opachi del corridoio. Lei contava le piastrelle del soffitto. Centoquarantadue. O forse centoquarantatré. Il numero cambiava [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Delicato, malinconico.Like

  • Eco: Un racconto di una bellezza straordinaria, intenso, delicato e profondamente [...]

10
10
226

Voglio credere

11 October 2026

Voglio ancora credere ai sorrisi veri Quelli fatti camminando per strada A quel particolare, che spalanca labbra come bocciolo di fiore Voglio ancora credere a strette di mano vigorose Che non spaventano né dolgono Ma fan sentire vicinanza in una completa estraneità Voglio ancora credere [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Walter Fest: Riccá, hai fatto bene ad esprimere un tuo desiderio, una tua speranza, [...]

  • Dax: voglio credere pure io...Like
    .

4
10
68

Vi narro della Gelosia

Quando l'insicurezza prende il posto della fiducia

10 October 2026

La gelosia è un sentimento antico, umano e complesso. Può comparire in qualunque relazione: tra partner, amici, familiari o colleghi. A volte si manifesta come una semplice inquietudine, un bisogno di rassicurazione, una domanda posta con apparente innocenza. Altre volte, invece, cresce fino a [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Rubrus: Be', restringendo il campo alle relazioni umane, alcune sono uniche e in [...]

  • petali_di_seta: Secondo me la gelosia è la manifestazione di un disagio verso la percezione [...]

5
10
109

I cipressi di Bolgheri

Ciò che è veramente importante

10 October 2026

Camminavo lungo il rettilineo di Bolgheri, di cui tante volte avevo ammirato la capacità di simulare, in modo bellissimo, l’infinito. Quel giorno, però, era diverso: avevo male al collo. A sguardo basso vedevo solo l’asfalto e, sulla sua superficie, l’alternarsi di luci e ombre, come in discoteca, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

6
6
62

IL TRENO DELLE CINQUE (2/2)

09 October 2026

Micia adesso se ne stava sulla porta, aspettando una carezza. Nell’orto comparivano i primi frutti. I fiori, davanti casa, erano uno splendore e a primavera inoltrata la voglia d’estate si faceva palpabile. Maria non aveva mai collegato le voci sul treno misterioso all’appuntamento enigmatico. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Andrä: Originali e potenti le analogie >Treno/Morte/Caso<.

  • Dax: Bello e dolce.Like

6
5
38

Con le tasche colme di biglie

09 October 2026

Scappo da chi, sfida dopo sfida, ho privato pur dell’ultima sfera, nel pomeriggio più lungo e infuocato. Lui, un '58 due spanne più alto, umiliato davanti agli amici, già mi insegue, gridandomi dietro "Tanto ti prendo, se non oggi sarà domani". "No, oggi non mi acchiappi!" A casa, ansante e sudato, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Domenico Caricasulo: bello, sintesi efficace di quel tempo diverso. bello!

  • Dax: bello. Ho fatto tante partite a biglie fa picvolo, con quelle fi plastica e [...]

5
9
92

IL TRENO DELLE CINQUE (1/2)

08 October 2026

“Sciò, sciò.” Ogni mattina la solita storia. Quella gattina si piazzava alla porta di casa e non c’era maniera di mandarla via. Non si sapeva di chi fosse. Sembrava ben nutrita, non aveva l’aspetto di un randagio. Non riuscendo a infilarsi in casa si acciambellava sullo zerbino fino a sera quando [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

7
17
61

La misura del tempo

altri tempi

08 October 2026

Il cimitero del mio paese si trova sul lato destro della via nazionale che scende verso Isernia e sul lato sinistro salendo da Isernia verso il mio paese. Sembra una riflessione lapalissiana, ma, con il senno del poi, non è affatto banale. È chiaro che il cimitero è uno solo, ma quel che è da considerare [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Luca C: Per Rubrus e Lumi
    "e poi si guarda il cellulare mentre si guida, al [...]

  • Goccia: Luca C.: Bello emozionarsi del presente avendo un retaggio di emozioni antiche. [...]

Torna su