Il nostro viaggio ormai sta volgendo al termine: abbiamo superato la costellazione di Andromeda e siamo nella galassia che porta il suo nome.

Mi  sono svegliata dal sonno indotto nella crio-capsula. Nella capsula il tempo non rallenta, si ferma, il sonno è privo di sogni, il corpo galleggia fra materia e non materia. E' come trovarsi in un buco nero, ma a pensarci bene non so se il termine trovarsi sia quello più appropriato.

Il risveglio è stato traumatico, “riavviarsi” non è facile, occorre seguire scrupolosamente le procedure che abbiamo provato innumerevoli volte durante l'addestramento.

Sento la mia anima fluttuare intorno al corpo: devo pazientemente attendere il momento della ricongiunzione.

A breve il sistema sveglierà anche lui. Il programma prevede un primo risveglio, più delicato e pericoloso perché non c'è nessuno a supervisionarlo, mentre il secondo viene attivato solo se il primo è andato a buon fine.

L'iter è questo, nulla di più, nulla di meno, sterile, incolore, senza possibili variabili. Eppure è simile ad una nascita, o meglio dire ad una rinascita, ma del miracolo di una nascita non ha nulla.

Siamo soli nell'immensità, un punto nell'universo.

La flotta stellare ci ha scelti per questa missione senza ritorno e noi che abbiamo giurato fedeltà alla flotta ci siamo impegnati a portare a termine il nostro compito. Ora però ogni cosa mi appare troppo distante e mi sfugge. In questo silenzio la voce dell'ammiraglio che ci conferisce i titoli di veterani e ci consegna gli ordini è solo il fantasma di un ricordo che scivola via. Forse quando ti sveglierai riuscirò a sollevare questo velo che offusca la mia vista.

Intanto l'IA di bordo segnala che siamo in vista di Perseo. Una mappa olografica dinamica appare davanti a me ed io adesso so esattamente cosa fare. Non è la memoria  a condurmi, qualcosa meccanicamente si è attivata in me: l'automa soldato non ha perplessità, timori o paure, è consapevole, è addestrato e si muove sicuro. Lo lascio fare mentre supervisiono il tuo risveglio.

La crio-capsula sta rimodellando gli atomi, la materia sta prendendo forma, il momento dell'espulsione si avvicina. La capsula si contrae, si scuote, viene percorsa da fasci di luce, si apre. C'è tanto calore intorno. In mezzo ad un denso vapore scorgo la tua figura. Quanto tempo è passato!

Siamo stati compagni d'armi nella prima guerra di Gea e poi incursori nella campagna lunare. Conosco ogni cicatrice sul tuo corpo. 

Ti amo, ma le regole di arruolamento non lo consentono. Ti amo, ma non sono riuscita a dirtelo neppure quando, ferita, mi hai caricata sulle spalle e, in mezzo alla confusione della battaglia, mi hai portata in salvo.

Così ho pensato che fosse stato il destino a far sì che fossimo scelti per la missione Perseo. Negi accordi era previsto che se fossimo sopravvissuti saremmo stati liberi: non più prigionieri delle regole di ingaggio della flotta. Solo un uomo ed una donna in questo universo.

Ora sono libera di amarti.

Hai aperto gli occhi: “Ben risvegliato” ti dico. “Tranquillo, è andato tutto bene. Stiamo ammarando su Perseo”.

Cerchi di parlare, fai fatica, ci vorrà tempo, ma noi ne abbiamo tanto.

E' questo il momento, mi faccio coraggio: “Ti amo Adam”.

Sorridi e sforzandoti mormori: “Eve, sono qui per te”.

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