Era scolpito nella memoria il giorno in cui sua moglie portò a casa Uccellino.

Era una mattina, lei lavorava in giardino ed era rientrata con in mano questo minuscolo volatile dalle piume colorate. Forse era un piccolo, dato che non sembrava saper ancora volare. O forse aveva qualche problema, chissà. Certo, lui era un veterinario ma non se la sentiva di fare diagnosi a casaccio, specie su di un piccolo.

Comunque lei portò a casa questo piccolo mucchio di piume indifeso ed entrambi fecero in modo di nutrirlo e di tenerlo al sicuro, ribattezzandolo Uccellino in una botta immane di fantasia. L'esperienza che avevano avuto in passato con un piccolo coniglio trovato per strada aveva insegnato loro molto in termini di soccorso animale; inoltre erano animalisti convinti, per cui evitarono persino che il loro cane gli si avvicinasse.

E funzionò, più o meno.

Certo, la prima volta lui stava per nutrirlo usando una piccola siringa, solo che si era dimenticato di levare l'ago.

Cosa che, per fortuna fu notata all'ultimo momento dalla moglie, che provvide a toglierlo subito.

Lei peraltro si era molto affezionata a quel piccolo esserino piumoso e cinguettante e se lo portava dietro ovunque, in mano. Lo stesso Uccellino si era legato a lei e si rintanava nella sua mano in ogni occasione. L'imprinting non era una semplice teoria, del resto. C'è da dire che a volte il cane sembrava pure un po' geloso, specie la volta che lei stava riposando sul divano con in mano Uccellino e lui arrivò, incuriosito da quel minuscolo fagottino...

... per poi andarsene poco dopo, con un certo disappunto. Evidentemente l'odore di selvatico che Uccellino emanava non lo garbava.

Un giorno però decisero di liberare Uccellino, finalmente capace di volare, e per celebrare l'avvenimento vollero fare una cosa in grande stile. Per loro era un evento memorabile, dopo il risultato non propriamente edificante del coniglio. Persino il cane era eccitato.

Sfortunatamente, la mania di Uccellino di stare in mano alla moglie non fu un incentivo in tal senso: l'animaletto si ostinava a restarsene accucciato in mano a lei, manco fosse la sua vera madre. Ad ogni modo si dissero che pazienza, il momento giusto sarebbe arrivato comunque, per cui rientrarono a preparare il pranzo.

E la mania appena citata di Uccellino non si rivelò propizia nemmeno in quel caso: la moglie lo tirò per sbaglio nella pentola di brodo che bolliva al posto del dado. Se ne accorsero dall'odore di selvatico lesso che il consommé emanava, oltre a piume rosse che galleggiavano. E al dado ancora sul ripiano della cucina, ovviamente.

Uccellino ovviamente non resse, ma loro capirono comunque l'errore e brindarono al loro piccolo amico piumato. Sapevano che ora avrebbe per sempre volato nei grandi cieli, perennemente grato a loro.

Il lesso peraltro non era nemmeno malaccio.

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