Mentre Daisy torna sui suoi passi vede avvicinarsi alla baita una coppia con fare sospetto, quindi si apposta dietro un albero e cerca di capire cosa fare quando vede una pistola tra le mani dell’uomo, con un balzo lo afferra e lo immobilizza disarmandolo, poi costringe i due ad entrare. Andrea quando li vede corre ad abbracciarli. Quindi Antonio: «Prego, accomodatevi presumo che siate i genitori.»

Loro si guardano preoccupati 

«Si, sono il dottor Giorgio Sarri e mia moglie Lucia…»

«Noi siamo qui solo per poter liberare nostro figlio, se ci lasciate andare io e mio marito non diremo niente a nessuno. Ve lo giuriamo!!!»

Daisy sorride 

«Veramente vorremmo delle spiegazioni, come è possibile che Andrea sia vostro figlio naturale? Come avete fatto con i suoi cambiamenti ormonali della crescita, insomma in quale modo lo avete aiutato? È difficile che un licantropo fuori della comunità arrivi a questa età.»

Patrizia li guarda comprensiva

«Non capite vero? Noi tutti siamo preoccupati per Andrea, ha ignorato per troppo tempo la sua vera natura quindi non sa dosare la sua forza o il suo istinto e non ha uno scopo nella vita perché non conosce la sua stirpe. Da dove viene e qual è la sua famiglia è importante.»

Lucia sta per dire qualcosa ma Giorgio interviene: «Un momento posso spiegare, e liberarmi di questo peso che sono più di 20 anni che mi opprime, era il 2003 ed ero in Afghanistan in un ospedale di campo per le truppe della Nato, il nostro fine era curare i feriti dei cosiddetti ”buoni” ma al campo arrivava di tutto dai civili bambini ai soldati talebani feriti, ma gli ordini erano precisi, dovevamo curare solo le truppe della Nato, tutti gli altri venivano spediti nei ospedali degli associazioni umanitarie. Una notte ero fuori ai margini del campo, quando una camionetta ha scaricato un ferito molto grave, a prima vista sembrava che lo avessero accoltellato più volte, aveva subito torture, con l’aiuto di un infermiere lo portammo all’interno e lo nascondemmo alle autorità del campo, feci il possibile per curarlo, ma ero convinto che sarebbe morto da lì a poco, era veramente in condizioni critiche, invece due ore dopo era decisamente migliorato e più passava il tempo diventava sempre più forte, due giorni dopo era completamente guarito, non parlava inglese ne afgano ma sembrava un idioma russo o ucraino, ma si vedeva che aveva paura e che doveva andare via, prima di lasciarlo lo sottoposi a delle analisi e prelevai del sangue che non consegnai alle autorità, volevo capire come il suo sistema immunitario si rigenerasse così velocemente. Quando rientrammo a Boston continuai a lavorare sul siero ricavato dal sangue ma senza troppi risultati, non riuscivo a sintetizzarlo, poi anni dopo a Lucia insieme alla gravidanza gli diagnosticarono un tumore uterino, la cura era: l’aborto e l’isterectomia. Non potevo permetterlo quindi tentai il tutto per tutto, gli iniettai l’ultimo siero che avevo e sperai che agisse sulle cellule tumorali, e così fu, per non destare sospetti rientrammo in Italia. Il resto è facilmente intuibile.»

Giorgio si adagia sullo schienale della sedia con un respiro profondo come se si fosse liberato di un peso, Lucia con amore le stringe le mani

«Questi sedici anni non sono stati facili, Andrea era un bimbo iperattivo ma sano, mai un raffreddore, le malattie esantematiche non lo colpivano, poi a nove anni, la sua rabbia scoppiò verso un suo amico del calcio, gli ruppe una gamba e lo morse sul collo, abbiamo faticato a non farlo richiudere in riformatorio, poi una sera di luna piena…»

Andrea che ha ascoltato in silenzio e malinconico

«Mamma, Papa, scusatemi, io non voglio essere cattivo ma non posso farne a meno di comportarmi così…» 

Lucia lo abbraccia e piangendo lo consola. Daisy guarda gli altri licantropi

«Allora, per aiutare Andrea abbiamo pochi elementi non sapremo mai da quale stirpe discende, ma potremmo aiutarlo a controllare i suoi istinti, anche perché se lo lasciamo da solo può farsi veramente male e fare del male a tutti quanti noi, meno sapiens sanno di noi, e più siamo di aiuto al mondo.»

Antonio si accende la pipa con un’aria severa da capo branco

«Dai suoi racconti Dottore, posso pensare che la stirpe dell’uomo era ”voikodlak” o “vârcolac” comunque parliamo di stirpi quasi estinte, quasi tutti i gruppi balcanici ridotti a poche decine di individui, tra le guerre e le dittature, sono rimasti in pochi e non radicati sul territorio quindi dobbiamo aiutare noi Andrea. Se siete d’accordo può rimanere qui con me, la sua presunta stirpe protegge le steppe e le grandi foreste dei Balcani quindi lui è piu affine a me che agli altri, gli insegnerò a governare il suo istinto ed a diventare un adulto nella sua vera natura, in cambio lui si impegnerà a studiare e diventare un umano responsabile.»

Giorgio guarda Lucia

«Non capisco, lei pensa di poter aiutare Andrea, e in quanto tempo? Noi cosa dovremmo fare? E poi lui sarà un… un licantropo?»

Giovanni gli sorride

«Dottore, Andrea è un licantropo, deve solo essere educato a nutrire il lupo buono e lasciar morire quello cattivo.»

Daisy con voce rassicurante

«Signori Sarri, Andrea non sarà mai solo un umano, non è possibile cambiare la sua natura, ma la si può e si deve educare per la sua salute mentale e per la sua serenità futura. Vi dovete solo fidare.»

Lunedì 24 dicembre ore 11,00

Daisy con Lorenzo passeggiano tra i banchi del mercatino di Natale, sulla piazza Daisy intravede i suoi compagni di avventura e tra sorrisi e piccoli cenni tutti proseguono la loro vita come se niente li avesse turbati

«Ehi! PiKappa tu mi nascondi qualcosa, io non credo che sia stata solamente una falsa sensazione, tu non ti spaventi così facilmente, perché mi vuoi tenere all’oscuro di questa vicenda?»

Daisy gli sorride

«Io non ti nascondo nulla, te l’ho detto, ho solo avuto una falsa sensazione e comunque c’è una cosa che devi sapere su di me, Sbirro: Meno sai e più sei al sicuro.»

«Ecco ora penserò di essermi innamorato di un agente segreto.»

Daisy sorride e lo bacia.

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