Ero solo e vedovo, quindi si era sentita in obbligo di invitarmi. I cioccolatini finirono presto e a malincuore Teresa dovette prenderne degli altri, affettare anche un panettone e aprire una bottiglia di vino dolce. Questa inaspettata disponibilità di poter offrire la rendeva sempre più sorridente, mai aveva potuto fare una figura del genere con le sue amiche. Il buon direttore del carcere aveva visto giusto nell’indirizzarmi verso questa famiglia, ero con loro da pochi giorni e già mi sentivo integrato, ero di casa. Trascorremmo la giornata a tavola, con calma, mangiando e chiacchierando, a fine pasto prima dei dolci uscì dalla segreta dispensa di Teresa anche un cesto con noci, nocelle, fichi, uva passita, molto dolce e profumata. L’atmosfera era calda, cordiale senza orpelli dialettici, eravamo una famiglia seduta intorno al desco familiare. Mi ritrovai a pensare a quando la stessa situazione la vivevo da ragazzino con la mia famiglia. Chissà dov’era adesso, quanti di loro erano ancora vivi, avevo speranze di formare di nuovo una mia famiglia? chissà! Il pensiero m’incupiva, quanto tempo ancora potevo restare in quella casa, il tempo era condizionato dal fatto che avrei dovuto trovare io il modo di uscire e crearmi una solida posizione per andare avanti. Pensavo a questi problemi quando, Alba si alzò per fare un brindisi. Bonifacio e Teresa erano in piedi e si sostenevano a vicenda, Gaspare era pronto con il bicchiere in mano e io dovetti alzare e partecipare. Alba si aggiustò il vestito, smosse i capelli che ora che li osservavo meglio erano di un colore che andava verso il rame scuro e, con una voce appena incrinata per l’emozione di dover parlare ai suoi, accennò un’alzata di bicchiere, la seguimmo nel gesto e lei di rimando cominciò a parlare.

«Papà, Mamma, e anche tu Gaspare, oggi siamo tutti riuniti per festeggiare il santo Natale. Dovete convenire con me che quest’anno è stato meno noioso degli altri anni. È bastata la presenza di una sola persona in casa per rendere questa festa più sincera, calda e con un senso della famiglia più accentuato. Siamo una buona famiglia con un senso dell’accoglienza spiccato e anche Francesco qui presente ha contribuito come ha potuto a rendere questo giorno un giorno da ricordare in futuro. Non era assolutamente accettabile che il nostro professore dovesse trascorrere il Natale in mezzo a una strada, è una brava persona e merita di stare in una famiglia come la nostra. So che forse dovrebbe lasciarci per andare non si sa dove, stando con noi non ha avuto il tempo per trovare un’altra sistemazione e quindi propongo di farlo restare con noi fino a quando non avrà trovato davvero una buona sistemazione. Il suo passato non ci interessa, appunto è passato e non pensiamoci più. A lui e a noi propongo un brindisi e che questo spirito natalizio duri ancora nei nostri cuori a lungo. Buon Natale! Finì di parlare e buttò giù tutto d’un fiato il contenuto del bicchiere, tutti gli altri dopo un attimo di indecisione la imitarono e poi furono abbracci e strette di mano. Restai ancora in quella casa fino alla primavera, quando s’incominciò a lavorare la terra, Bonifacio si era ristabilito e insieme a Gaspare, in tre, ci davamo da fare per riprendere le attività. Un giorno, una domenica mattina una macchina spuntò sul sentiero che portava alla fattoria. Una macchina che conoscevo, la stessa con la quale ero arrivato mesi prima. A bordo il direttore in persona era venuto a trovarmi per vedere con i suoi occhi quello che ormai si diceva di me. Trascorremmo una piacevole giornata insieme e prima di partire mi prese da parte per dirmi il vero scopo di quella visita. Dietro le insistenze di Alba, a mia insaputa lei aveva perorato la mia causa presso il direttore ed era stata trovata una soluzione per risolvere i miei problemi.

 «Senti Francesco, - il direttore continuava a chiamarmi così con affetto- sapevo che eri una brava persona e anche un uomo fortunato. La ragazza si è interessata molto a te e credo che tu le piaccia e molto anche, ha smosso mari e monti per risolvere questo problema e siamo arrivati a una soluzione. Lei lavora in un ufficio governativo e tramite agganci vari ha fatto in modo di trovarti un posto nella scuola di questo paese, c’era un insegnante che è andato in pensione e si era liberato un posto. Sai che per accedere a questi posti bisogna fare dei concorsi e seguire la trafila, ma lei ha presentato le tue credenziali di ottimo professore e ora il posto è tuo. Capisci da solo che questo ti risolve molti problemi, il resto te lo devi gestire tu. Fossi in te non scarterei l’idea di avvicinarti di più alla ragazza che ormai tale non è più, ha quarant’anni e magari non è una bellezza, ma è intelligente, sistemata e ha un debole per te. Tu non sei poi così vecchio e insieme potrete percorrere un bel tratto di strada insieme, pensaci. Io ti ho sempre consigliato per il meglio, ascolta i consigli di chi ti vuole bene. Ora ti lascio e vorrei non  venire più a trovarti qui, ma a casa tua ben sistemato. D’accordo? Terminò di parlare abbracciandomi e subito si allontanò per mettersi in macchina e scomparire alla fine del sentiero. Quell’uomo era davvero impagabile, già mi aveva salvato una volta, adesso mi offriva un’ancora di salvezza definitiva, non potevo non ascoltare il suo consiglio, tanto più che ci avevo già fatto un pensierino.

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