Andato via l’agente, mi trovo in cucina con questa donna. Lei mi guarda con occhio indagatore, mi scruta come volesse carpire chissà quali segreti nascosti dentro di me. Mi offre un bicchiere dello stesso vino dato a Pasquale. Riempie anche il suo bicchiere e lo alza a mo’ di brindisi, ricambio cercando di sorridere, ma non mi riesce molto bene. Lei ripone il fiasco di vino nella credenza e chiude a chiave.

«Allora giovanotto, sai perché sei stato mandato qua»

«No signora, so solo che il direttore del carcere ha deciso che non potevo restare da solo in strada durante le feste di Natale e mi ha mandato in questa casa. Non so altro. Vedo che siete ancora in gamba, ma presumo che il lavoro qui è troppo e volete un aiuto.

«È così, se dobbiamo restare insieme sarà il caso che mi dici come ti chiami, io come avrai sentito sono Teresa. Mio marito Bonifacio purtroppo è a letto già da un po’ di tempo, una malattia gli impedisce di lavorare e così ci troviamo in difficoltà. Non siamo poveri come potresti credere, ma se il lavoro non viene fatto finiremo per esserlo sul serio. Tu dovrai sostituire mio marito nei lavori dei campi, in cambio avrai vitto e alloggio, di più non posso darti.»

«Per me va benissimo signora Teresa, non chiedo di più. Immagino lei sappia che sono appena uscito di prigione e trovarmi in una casa al caldo e con del buon cibo è più di quanto potessi desiderare.»  «Bene, allora questo nome, vuoi dirmi come ti chiami?»

«Io mi chiamo Francesco. Se ho ben capito suo marito è ammalato»

«Sì, ha avuto una brutta bronchite e ancora non riesce a riprendersi, intanto i campi stanno andando in malora. Ci serve una mano, tu te ne intendi di questi lavori? 

«Sì, signora, sono un po’ arrugginito per la scarsa mobilità di questi ultimi anni, ma spero di ritrovare un po’ della mia energia. »

«Molto bene. Domani mattina faremo il giro della proprietà e ti farò vedere il da farsi, oggi prenderai possesso della tua camera, ceneremo insieme con mia figlia Alba che arriverà più tardi, lei vive a Roma, ma per le feste di Natale ha avuto le ferie e sarà con noi, ci sarà anche l’altro nostro figlio Gaspare, lui è impiegato al comune, appena divorziato e vive qui con noi. Questa è tutta la nostra famiglia, ora ci sei anche tu e speriamo di andare d’accordo. Come hai potuto vedere qui intorno non c’è nulla, solo lavoro che aspetta, non ci sono divertimenti o altro, la nostra vita si riduce a lavorare e godere della natura.»

 La donna esce lasciandomi solo. Io mi guardo intorno e d’improvviso mi rendo conto di quanto sia precaria la mia vita. Cosa ci faccio io in questa casa con una famiglia sconosciuta, come sono arrivato a questa condizione. Io, uno stimato professore di latino e storia con alle spalle una vita piuttosto normale, forse un po’ troppo monotona ma uguale a tante altre. Dicono che abbia ucciso mia moglie e per questo mi hanno condannato. Non è vero, non sono stato io, non avevo motivo di farlo, ma una serie di prove indiziarie ha permesso ai giudici di condannarmi. Ora la mia vita è distrutta, cambiata radicalmente. Scontata la pena mi ritrovo libero ma impotente ad affrontare il mondo esterno che intanto è cambiato e non so ancora se in bene o in peggio. Grazie alla benevolenza del direttore mi trovo in questa situazione. Il suo consiglio era mirato per farmi ritrovare lentamente un minimo di vita sociale, di evitare di finire in una depressione che avrebbe complicato ancora di più la mia vita. Ora con queste persone, dovrò trascorrere il Natale, la festa della famiglia. Questa lo dovrà essere per un po’ di tempo allora meglio che cominci subito a adeguarmi ai loro ritmi. Adesso ci sarà da andare a zappare, tornare a lavorare nei campi. Un ritorno alle origini, mio padre era contadino come tutta la mia famiglia. Sono vissuto in campagna e solo con la caparbietà di mio padre che volle farmi studiare a tutti i costi sono riuscito a diventare un professore. Eccomi adesso dopo sei anni di carcere ospite di contadini. Teresa mi ha chiesto se me ne intendo di lavori agricoli, non posso dirle che dentro di me sono ancora un contadino. Lei è al corrente che sono un professore e quindi non si aspetta che sia pratico di questi lavori. Spero solo di avere la forza fisica necessaria per portare a termine i lavori. Dopo anni di cattedra e di cella non so se ci riuscirò. Se devo vivere in questa casa devo farmi forza, non voglio essere di peso, darò il mio contributo per ripagare l’ospitalità. Stavo pensando agli sviluppi di questa assurda situazione quando la voce di Teresa mi raggiunge dall’esterno dove lei era già pronta con una zappa sulla spalla. Siamo rimasti a dissodare un campo fino al calar del sole, solo allora si è rialzata e con un cenno nei miei confronti per avvisarmi, siamo tornati a piedi verso casa. Il tramonto oltre i monti era bellissimo. Un cielo rosato e l’aria che, appena calato il sole, stava diventando fresca e profumata. Il fieno si sentiva anche da lontano. I sentori dell’erba medica appena tagliata erano forti, quasi mi stordivano. Avevo tutte le ossa indolenzite, quel violento esercizio fisico stava adesso richiamando il dolore in tutti i muscoli del corpo. Arrivati a casa, avrei pagato oro per una doccia, dubitavo che in quel casolare ne avessero disponibilità. Dai miei ricordi di vita agreste ricordo che ci si lavava nelle bacinelle con una brocca d’acqua, magari d’estate nel torrente giù alla forra. Mi ero seduto per riprendere fiato, ma sempre la voce di Teresa dal piano superiore dove si era rifugiata appena arrivati, urlò: -

«Francesco vieni sopra, io ho finito vieni a fare una doccia, non puoi restare così sporco e girare per casa, me la sporchi tutta. Non me lo feci dire due volte. Siamo arrivati alla Vigilia di Natale. Alba la figlia è arrivata il giorno prima da Roma. Una ragazza anonima, tarchiata, dal viso quadrato. Veste abiti che si può permettere di comprare, niente di lusso, niente trucco, solo un filo di rossetto per le labbra carnose. Nell’insieme una donna comune, di quelle che nessuno si volterebbe indietro per guardarle. Mi ha scrutato a lungo e dopo un lungo conciliabolo con la madre è tornata in cucina e mi ha fatto oggetto di un sorriso. Il figlio maschio Gaspare è il prototipo del giovane contadino. Robusto, gli avambracci abbronzati e l’immancabile camicia a quadri rossi e blu. In compenso ha un sorriso aperto, sembra non capire molto, lui è felice di essere quello che è e di godere di quello che ha. Un uomo contento della sua vita che non si pone problemi. Beato lui! Ho collaborato alla formazione del pranzo di Natale, oltre a quello già stabilito in famiglia ho consigliato un piatto delle mie parti offrendomi di prepararlo. Teresa con un’alzata di spalle ha accettato, più per cortesia che per convinzione, farò in modo di farla ricredere. Preparerò il piatto di Natale che facevamo a casa mia quando ero giovane studente.

 

Tutti i racconti

1
3
21

Mistero Della Fede

Storia di Toltonio e della sua incondizionata fede

29 August 2025

Toltonio era un uomo terribilmente devoto. Proveniva da una famiglia che pareva una catena di montaggio. Ogni prodotto veniva timbrato e se usciva difettoso era immediatamente allontanato, scartato e smantellato. Presenziava ad almeno una funzione religiosa alla settimana. Spesso a due. Nonostante [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Paolo Ferazzoli PRFF: Benvenuto.
    In questo spazio virtuale tutti trovano una stimolante opportunità.
    Nella [...]

  • Walter Fest: Per par condicio do il benvenuto anche a te ma se puoi leggi il mio commento [...]

2
2
42

La puttana di Centocelle 1/2

29 August 2025

Uscire dalla gabbia della propria identità sociale. Entrare nel flusso della storia. In questo movimento iniziava la comprensione di quel mondo. Gli eventi prossimi e remoti nel tempo e nello spazio avevano riversato umanità composita su quel quartiere. L’edilizia aveva risposto a quelle ondate [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

11
12
119

Un bel giovedì

29 August 2025

Nonna Patata allungò la mano rovistando tra le lenzuola. Ecco il mio fringuello l'ho preso! Accarezzò con dolcezza il volto del marito e lo baciò con passione sulle labbra. Le mani a tenaglia intorno al suo corpo… Lo trasse a sé con gli occhi ancora chiusi e piegato l'angolo della bocca in un morbido [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dario Mazzolini: buongiorno Paolo. Mi unisco ai complimenti perché il tuo racconto mi [...]

  • Walter Fest: Posso solo rinnovarti complimenti e richiesta....come è nata questa [...]

4
6
33

Franziska

destino di donne

28 August 2025

«Signor Lewinsky vi prego concedetemi ancora del tempo, il negozio lo potete vedere anche voi, si sta riprendendo. C’è stato un periodo di rilassamento a causa di questa maledetta guerra che Napoleone sta lanciando su tutta l’Europa. La gente ha paura e spende poco, ma sembra che il nostro esercito [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Ondine: Un racconto equilibrato sensibile originale con tematiche ancora attuali e [...]

  • Lawrence Dryvalley: D'accordo con il primo commento di Paolo. Bel racconto. Like. Ciao!

2
1
22

Napoleone: tiranno o liberatore?

nuovo articolo pubblicato da Paolo F

28 August 2025

Segnaliamo la pubblicazione sulle pagine del blog di un nuovo spunto di discussione, imboccato dal testo odierno de Lo Scrittore “Franziska” e dai commenti seguiti. Chiunque può accedervi cliccando il link BLOG in home-page. Invitiamo alla lettura e a rispondere con commenti, proposte e discussioni [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

3
5
31

Kickstart my heart

28 August 2025

L'aria mossa dal ventilatore accarezzava la sua pelle riecheggiando nel vuoto delle bottiglie poggiate sul tavolo. In un giorno di inquieta incertezza prese finalmente una decisione: distruggersi passivamente, annullarsi, evolversi per un istante per poi crollare, distrarsi, devastarsi, amarsi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

6
12
52

Venus Harem

Cose che succedono in mare

27 August 2025

Amici lettori eccoci ritornati io, il narratore e l'artista Adriano Valerio Deandreis, l'illustratore a coinvolgervi in storie svoltosi con la fantasia all'interno di un'opera pittorica della quale non vedete le fattezze ma ne potreste immaginare le sembianze. Avanti, non esitate e tuffatevi a [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Walter Fest: Rubrus sei un teorico, filosofico, inarrestabile e assai entusiastico, a volte [...]

  • Walter Fest: Ondine anche per te come per Rubrus il mio ringraziamento per te che attivamente [...]

3
9
29

Senza Messa in piega

Dax
27 August 2025

Il dito premette deciso sul campanello rettangolare. La scritta dorata — Ricci & Capricci — si accese, un istante prima del dlin dlon. La porta satinata si aprì. Una donna dal viso paffuto e i capelli biondi fece capolino. — Sì? — Hai tempo per me? Un’occhiata all’orologio, uno strizzare d’occhi, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
15
50

Una vita felice

26 August 2025

Sì, questo aveva: una vita felice. Conquistata giorno dopo giorno, affrontando problemi grandi e piccoli che si presentavano lungo il cammino. Certo, in alcuni momenti si era sentito scoraggiato — soprattutto quando certe questioni sembravano non voler finire mai, e alcune avevano avuto epiloghi [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Paolo Romano, permettimi, se non disturbo, che tutto ciò può [...]

  • thecarnival: complimenti! bel racconto ha un'inizio melanconico che fa presagire l'andamento [...]

10
15
76

L'Urlo

26 August 2025

Sai ragazzo, una volta in questa foresta sentire l’Urlo voleva dire due cose: o eri una canaglia e ti assaliva la paura o eri nei guai e confidavi in un aiuto prezioso. Per decenni l’Urlo ha vegliato su queste terre. Oggi non più, ma la leggenda vive ancora. *** NdA: ho scritto questo microracconto [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: Visionata e apprezzata la coperita "tarzanesca". La nota ci vuole [...]

  • Lawrence Dryvalley: Grazie Rubrus! Ben conscio che il fumetto popolare non è più [...]

3
3
29

Apologia del calzino spaiato - 2/2

Esercizi di nonsense

25 August 2025

Ma si può aver paura del proprio calzino? E del proprio partner? Non c’è dubbio che il calzino, se spaiato, cagioni ansia, quasi noi percepissimo il suo risentimento: starsene desolato ai piedi del letto, gli unici piedi che lui non ama, o trascinato da animali domestici verso i canti più stonati [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Ondine: D'altra parte ce lo hai segnalato nei tag: umorismo, gioco di parole, non [...]

  • Lawrence Dryvalley: Lette le due parti... mi sento spaiato! 😁 Ciao!

7
10
40

Il caffè

25 August 2025

Quella del caffè comunque è decisamente una mia mania, o un vizio, ecco. Un rito che scandisce il trascorrere della giornata, tiene a bada l’impulso pressoché onnipresente di mangiare e aiuta a sentirmi parte di una comunità che cerco in tutti i modi di immaginarmi. Comunità di cui voglio e non [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Lawrence Dryvalley: Benvenuta! E il caffé... benbevuto! Rito che abbiamo tutti nel DNA italico, [...]

  • CURZIO LUCANO: Mi ci ritrovo in quel continuo oscillare tra desiderio di far parte e bisogno [...]

Torna su