Marco aveva smesso da tempo di indossare la fede. Nessun orologio, nessun bracciale, nessuna collanina. Tutto lo infastidiva. 

Sara si era dispiaciuta per un breve periodo, ma poi lo aveva accettato con tranquillità. 

Si era sempre detta che contavano i sentimenti e non i simboli. 

Ora però, dopo che lui le aveva detto ciò che provava per una collega di vent'anni più giovane, la sua mano sinistra senza fede le pareva, forse stupidamente, una porta aperta. 

 

Quella mattina si alzò dal letto, lo stesso in cui lui sedendosi e senza vergogna aveva appena rivelato il suo tradimento; entrò in bagno e dopo essersi lavata il viso, per potersi presentare alla loro figlia senza incertezze, decise che da quel giorno in poi avrebbe indossato le loro due fedi. Lei da sola. Come fanno le vedove.

Perché in quel momento lei si sentiva vedova. Senza più un marito accanto, anche se era ancora lì e faceva finta di nulla davanti a tutti giostrandosi tra impegni inventati e viaggi di lavoro improvvisati. 

Vedova nella misura in cui non c'erano più i sentimenti condivisi che muovono le persone a essere felici e a superare gli ostacoli insieme. 

Si sarebbe presa cura del simbolo dell'amore - che fino a quel momento le era parso meno importante - e si sarebbe presa cura della famiglia. Quello che lui non aveva saputo fare. 

Marco si era smarrito; Marco era stato uno stronzo; Marco non pensava ad altro che alla collega; Marco non vedeva il dolore che stava causando; pensava solo alla sua fatica: quella di organizzare scappatelle spensierate in centro città cercando di non incappare in amici comuni. Marco le aveva rovinato la vita. Marco non aveva più gli occhi che l'avevano fatta innamorare tanti anni fa. Ormai la guardava con uno sguardo sempre cattivo e pieno d'odio, come se la causa del suo tradimento fosse tutta in Sara. 

Sara raccolse i cocci di se stessa da terra, indossò le due fedi, e si preparò ad affrontare i giorni successivi. 

Lei non voleva buttare tutto via. 

Lei amava ancora, nonostante tutto, Marco. 

Ma ora non sapeva quale direzione prendere.

Sapeva solo che fino a quando le cose tra loro non erano ben definite, avrebbe dovuto proteggere la loro figlia adolescente dall'uragano. 

Sara lo doveva fare mentre Marco correva dietro a una ragazzina. 

Le loro fedi vicine sul suo anulare, quella di Sara più stretta a bloccare quella di Marco, erano per lei il punto di consolazione o l'àncora che la teneva ferma, quando invece avrebbe voluto gridare alla figlia: "Tuo padre è uno stronzo, altro che il tuo eroe".  

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