Prologo- Reality a Porte Chiuse


Vivere in condominio è come partecipare a un reality show dove nessuno vince e tutti si odiano con educazione. Le riunioni condominiali, poi, sono il punto più basso dell’umanità dopo la maionese nei tramezzini al tonno. Nel mio caso siamo in otto. Pochi? Sì. Ma sufficienti a creare un microclima di diffidenza, e paranoia passivo-aggressiva da Nobel.

 

ACT I - Il Ninja del Disagio 
Piccoletto, statale è  in pensione da un’era geologica. Comunica solo con proclami anonimi in stampatello affissi al portone: “NON È CONCESSO FUMARE NELLE AREE COMUNI!”. Di persona si dissolve come nebbia a mezzogiorno. Ha paura degli uomini, ma con le donne assume un tono biblico da protesta “cara mia... eccome se protesto”. Un talpa silenziosa con il cuore imbustato in PVC e l’etichetta “Non toccare”.

 

ACT II- Il Costruttore Compulsivo
Scheletrico, camicia a quadri, occhi azzurri slavati. In casa sua non esistono strutture stabili: le crea per demolirle, le demolisce per ricrearle. Vive in simbiosi con levigatrice e sega elettrica. Nessuno ha mai visto la moglie, ma ogni tanto si ode un grugnito da troll di caverna. Un Magico Alverman del fai-da-te in guerra perpetua con le crepe del cemento armato.

 

ACT III -La Sirena del Primo Piano
Amplessi furibondi echeggiano tra le solette come eruzioni vulcaniche. Gemiti, urla, vocalizzi, soundtrack funk immaginaria. Nessuno osa parlarle. Non per pudore, ma per timore del sequel.

 

ACT IV - Il Nomade Sonoro
Assente per giorni, poi riappare e trasforma l’edificio in un festival del rumore: sedie trascinate come draghi da soma, passi da centauro, porte sbattute, risate con amici invisibili. Lancia oggetti pesanti solo per vedere dove vanno a finire. Mi ha sforacchiato l'ombrellone celeste e bianco con le cicche lanciate dal terrazzo. Lo odio!

 

ACT V - Le Statue del Silenzio
Vivono accanto al Nomade. Nessuno li ha mai sentiti. Nessun rumore, nessuna parola. Solo presenza eterea di un gatto. Potrebbero essere manichini con WiFi e il gatto un pellicciotto arruffato. Non fanno testo. Fanno metafisica dell’arredamento.

 

ACT VI - La Maestra degli Scuretti
Anziana, gentile...quasi. Ma se osi aprire uno scuretto alle 7:30 appena di incrocia ti fulmina con lo sguardo e abbatte con una frase tagliente. “La spagnoletta mi fa impazzire,” dice, stringendo la vestaglia come se parlasse di torture medievali. Ha litigato col Costruttore per un clic mattutino. Da allora chiude i suoi con la grazia di una colata lavica.

 

ACT VII - I Condomini AI
Al terzo piano vive  anche la Famiglia A.G.I. – Abitanti Generati Intelligenzialmente. Mai visti, ma rispondono al citofono con cortesia robotica: “Per modificare il sacco dell’umido, prema 1.” Inviano grafici, rispondono con emoji calibrate, votano via cloud. Alexa e Siri discutono tra loro. Hanno il potere del dato e la precisione del pixel. Tutti li temono. Soprattutto il Nomade Sonoro.

 

ACT VIII - I Guardiani dell’Immacolato
Vivono al secondo piano. Hanno il dono della lamentela metodologica. La donna delle pulizie, che viene una volta alla settimana, è accusata di trascurare molecole invisibili. Misurano la pulizia con torce UV e tabelle Excel. Propongono un semaforo dell’igiene e sognano piastrelle sterili. Il loro motto: “Meglio una mattonella asettica che un vicino sorridente.”

 

ACT IX – Il Cartellonista Apocalittico 
Nessuno l’ha mai visto, c'è il sospetto non sia neppure un condomino, lascia messaggi ovunque: parabrezza, citofoni, cassonetti.
L’ultimo recita: “I sacchetti incustoditi attirano faine, cervi, volpi, cinghiali, lupi, leoni, zebre, elefanti e quant’altro.”
I fogli formato cartellone pubblicitario, sono tenuti assieme da tenere spille da balia. 
Il tono è da giudizio universale.  Le faine, cervi, volpi, cinghiali, lupi, leoni, zebre, elefanti se lo mangerebbero.

 

ACT X - Il Passaggio del Potere in Sordina
Il condomino fac-totum ieri, in un gesto degno del KGB, mi ha consegnato sei fogli fotocopiati con le funzioni del nuovo amministratore. Nessuno l'ha chiesto, ma la successione è già scritta. Lui confabula con Il Ninja del Disagio, distribuendo e plasmando il futuro sotto forma di ciclostile. I fogli sono vaghi, sospetti, di carta riciclata potenzialmente tossica. La transizione è vicina… e nessuno è pronto.


Epilogo - Assemblea del Destino
Venerdì ore 18:00. Tema del giorno: il posizionamento del sacco dell’umido e altri traumi esistenziali.
Il verbale sarà emesso. Il basilico non è più al sicuro. 
Nessuno lo è.
 

I personaggi sono frutto di fantasia ogni riferimento è puramente casuale

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