V'è un accendino sul mio balcone, appoggiato sullo stipite di esso, che è rimasto fuori per giorni. In questi giorni ha piovuto molto, ha fatto molto freddo, ha forse anche grandinato per qualche ora se ci penso bene.

Ieri sera, involontariamente, ho notato come quell'accendino, di un azzurro paradiso, fosse rimasto tutti questi giorni sotto le intemperie del clima, probabilmente anche visionando più di chiunque altro, e forse da un posto privilegiato, la quarantena dello stato italiano, o quantomeno del palazzo di fronte e del supermercato che c'è proprio qui attaccato.

Quando l'ho preso in mano ieri sera era totalmente bagnato, penso fosse addirittura entrata dentro dell'acqua e, come penso ognuno sappia, un accendino ha bisogno di una sorgente di energia in grado di stimolare il gas al suo interno per emettere una fiamma. Infatti provai ad accenderlo, ma nulla. Dopo alcuni giorni che questo accendino si trovava all'interno della mia camera, senza più prendere freddo e acqua, e soprattutto dopo aver perso le speranze nel poterlo riaccendere, oggi ho provato a far slittare il mio pollice su di esso, con una bassissima speranza di vedere una fiamma. Contro ogni pronostico quell'accendino si è acceso, davanti allo specchio che ho in camera, e soprattutto davanti alla mia faccia, abbastanza incredula di ciò.

 

Ho ragionato che forse io sono quell'accendino, esattamente quello.

Abituato a intemperie, stravolgimenti, freddo emotivo e qualsiasi altra cosa negativa che pensate di poter provare. Probabilmente devo solo aspettare che passi la tempesta e che spunti il sole, quando meno te l'aspetti, un po' come io non mi aspettavo che quell'accendino si accendesse.

Ma attualmente fa molto freddo, penso di essere totalmente allo scoperto e guardare il mondo appoggiato su un balcone, non è poi un così brutto spettacolo come si vuol far credere.

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