Era una splendida creatura, la si poteva trovare sempre al solito posto, poco prima del tramonto sulla spiaggia del molo, dove il tempo sembrava arrestarsi e diventare una magica visione per chiunque si fermasse lì. Il suo spirito libero lo si poteva percepire come si percepisce il vento, echeggiare in una sacra e sensuale danza fino allo sorgere delle prime luci del mattino.

Nessuno conosceva il suo nome, nè da dove provenisse. Nessuno era mai riuscito a raggiungerla così tanto da vicino da poterla toccare… alcuni dicevano persino che non esisteva: si narrava di lei che era solamente un mito creato dai vecchi pescatori, per consolarsi durante le grandi attese davanti alle loro reti; altri dicevano che era uno spirito guardiano, lasciato dagli antenati del luogo per proteggere il mare dai malvagi. Ma lui no, lui sapeva che era reale e che se voleva poteva anche avvicinarsi e farci due chiacchiere. Fino a quel momento però l’aveva solamente osservata furtivamente, per non farsi scoprire dalla gente del villaggio, dove tutti erano così pateticamente e rigorosamente pettegoli.

Ne era timorato e attratto allo stesso tempo e questa visione paradisiaca voleva tenersela tutta per sè. Qualcosa di misterioso e di intrigante lo portava là tutte le sere: L’ammirava e contemplava in silenzio, come fanno i bambini quando guardano per la prima volta il cielo stellato e incontrano la luna. Per lui era una Dea, e con le Dee ci vuole molta grazia e reverenza prima di accostarsi alla loro presenza. Prima o poi avrebbe trovato il coraggio per avvicinarsi e danzare insieme a lei… se lo era promesso!

 

Perla era il nome che le era stato dato alla nascita, la sua rara bellezza era già visibile appena venuta al mondo e tutti ne erano stati stregati.

Faceva parte di un grande circo messo su da una carovana di gitani e i suoi genitori ne erano i custodi.

Perla fu rapita all’età di cinque anni, era stata presa durante il sonno mentre tutti i membri della compagnia facevano le prove per lo spettacolo che avrebbero dovuto eseguire il giorno dopo. Erano in tanti a invidiarla, soprattutto tra il pubblico: vederla esibirsi acrobaticamente sopra un pony purosangue già a quell’età suscitava di sicuro molti interessi per i trafficanti di bambini e potenziali criminali di ogni genere.

Perla dopo due giorni di prigionia riuscì a scappare dalle grinfie dei suoi aguzzini, se c’era una cosa che aveva imparato molto bene al circo era proprio sapersi rendere invisibile, lo aveva visto fare dal suo padrino, che era famoso come l’illusionista più scaltro in tutto il mondo dei gitani, e lui non aveva resistito nell’insegnare alla sua unica figlioccia i trucchi del mestiere. Al circo tutti i mestieri s’imparano prima ancora di parlare e camminare, fa parte della sopravvivenza di ogni membro.

Fu così che si trovò al molo dei pescatori: non si sa per quanto tempo avesse navigato nella gola profonda e mostruosa dell’oceano, come lo chiamava lei. Era rimasta nascosta tra i motori di quel vecchio e arrugginito peschereccio per tutto il tempo, infreddolita e affamata, tanto che alla fine aveva perso anche coscienza. Una volta toccata terra si era defilata senza farsi vedere da nessuno. Aveva camminato per kilometri e kilometri di spiaggia, fino a tramonto avanzato, prima di trovare una grotta dove rifugiarsi.

Crebbe come una vera selvaggia, pur mantenendo intatta la sua bellezza. Di pari in passo con la sua età aumentava il suo fascino, pulito e innocente come tutte le creature preservate dalla natura.

Era diventata una splendida giovane fanciulla che tutti potevano corteggiare, ma dalla quale lei si sottraeva con maestria, col trucco da illusionista. Era così che tutti erano arrivati a pensare che fosse una visione o un fantasma… nessuno è più superstizioso dei marinai e dei pescatori.

L’unico a sapere che quella fanciulla non era un fantasma era Pedro, anche lui più o meno della sua stessa età, figlio di uno dei pescatori del villaggio. Lui, giovane pescatore ma aspirante marinaio. Lui solo da qualche anno l’aveva sorpresa e spiata costantemente, senza che nessuno lo vedesse, e da quel momento ogni qualvolta il sole tramontava, andava puntualmente a trovarla.

 

Era già una settimana che si era scatenata una forte tempesta, una sera d’inverno le onde del mare si innalzarono fino ad arrivare alla torre di guardia del faro, con una forza 9 senza tregua. Alcuni del villaggio sparsero la voce dicendo di aver visto la fanciulla sulla spiaggia ballare con il giovane pescatore, incuranti della pericolosità del tempo furioso.

La notizia preoccupò molto il padre del ragazzo, che da giorni non lo vedeva rientrare a casa e a cui non aveva dato più sue notizie. Alcuni osavano dire che quel ragazzo era stato stregato e rapito dalla fanciulla, di cui nessuno conosceva l’entità, perché la vedevano apparire e scomparire come un fantasma, e da dovuta distanza per timore. Altri azzardarono persino affermare che il ragazzo sicuramente fosse morto in mare, e quello che avevano visto ne era solamente il fantasma, d’altronde, tutti pensavano scioccamente che quel luogo era maledetto, per via delle tante persone che non vi avevano fatto più ritorno e, da quando era comparsa quella ragazza, anche i pesci avevano avvertito una certa influenza.

Nonostante ricerche incensanti il ragazzo non fu mai più ritrovato, stranamente anche la fanciulla non comparve più e, insieme a loro, scomparirono anche tutte le tracce della loro presenza.

Perla e Pedro furono ricordati negli anni a venire come due anime vaganti predestinate a vivere per sempre come benedizione per i pescherecci, perché da quando non furono più trovati i loro corpi i pesci abbondarono, soprattutto al tramonto. A suon di danza, la danza gitana che veniva eseguita da quella fanciulla misteriosa come un rito propiziatorio e che ora era l’unica cosa che era rimasta a echeggiare nel vento durante le alte maree.

I giovani erano realmente morti ingoiati dalla gola del mare o avevano semplicemente trovato il modo per rendersi invisibili al mondo? Nessuno ne aveva mai avuto la certezza e a molti piaceva pensare che le cose fossero andate esattamente così. Spiriti liberi e guardiani del mare per l'eternità.

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  • Claudiuccia: Grazie Riccardo. Ma perché dovreeti tirarmi le guance? 🤔😄

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