Ululando come un usignolo urtato da una pianta urticante, urlai anch'io per un unghia chiusa dentro un uscio di un ufficio di un usciere di Ustica cui piacevano particolarmente gli uomini in uniforme e le uova di upupa.

Urgentemente mi curarono con un unguento a base di uva passa e un estratto di ugola di urogallo dell'Uzsbekistan e mi dissero  però che non avrei più potuto usare l'unghia per suonare l'ukulele.

La cosa mi urtò ulteriormente tanto che, per risollevarmi l'umore, chiesi il trasferimento all'ufficio di Urbanistica di Urbino dove, peraltro, avevo conosciuto una certa Ursula che faceva la vigilessa urbana ed era dotata di grande umanità, soprattutto con gli ultimi più umili dell'universo, ed era convinta anche di avere il dono dell'ubiquità.

Vestito con un'uniforme unisex di Ungaro, la invitai ad un concerto di Uto Ughi e poi la portai in un pied-a-terre avuto in usucapione da un untuoso ufficiale Ussaro affetto da uretrite ulcerosa, tifoso dell'Udinese e dei film in lingua ungherese che trattano di uragani e di uxoricixi.

La misi a proprio agio con un disco umplugged degli U-2 e dopo un'accesa discussione sugli usi e costumi degli aborigeni ugandesi provocati dall'uranio impoverito, dopo aver acceso l'umidificatore, ebbi un'unione carnale estrema tanto che lanciai un urlo ultrasonico che spaventò gli utenti dell'ufficio sottostante dell'Usl, un UFO di passaggio e un corteo non autorizzato di nostalgici Ugonotti, ricevendo pure un'ulteriore diffida dalla Polizia Urbana e dall'Unicef...... uffa, che uggia!!!

 

 

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