Sullo svincolo per l'aeroporto passano tante macchine, eppure non accade mai nulla.

Sullo svincolo per l'aeroporto tutti sono di fretta e di passaggio: un aereo che sta per decollare o uno che è appena atterrato. Il tempo stringe e non resta che sbrigarsi.

Su quello svincolo nessuno attiva la freccia direzionale e tutti fanno la stessa strada in un senso o nell'altro. Nessuno guarda se arriva qualcuno da destra, sanno che se arriva si ferma: il cartello dello STOP glielo impone.

Su quello svincolo, è vero, ci si annoierebbe se si restasse fermi lì, sul lato della strada, a guardare quel viavài monotono. La noia colpirebbe perfino chi, dentro una delle tante automobili, sfiori il pensiero d'essere un osservatore. Su quello svincolo tutti vogliono essere l'azione pura della corsa, incolpando il tempo di non bastare mai e, sistemando lo specchietto retrovisore, dando un colpo all'acceleratore. Su quello svincolo persino l'asfalto è rovente, sì ma di noia, e i cartelli stradali vengono spesso ignorati, solo lo STOP viene rispettato.

Su quello svincolo, un giorno, accadde un disastro: un incidente con due feriti gravi, un morto e tre illesi che a piedi corsero verso l'aeroporto. E nessuno si fermò, gli aerei non aspettano mica l'umano.

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