“Che lavoro fai?”

“L’informatore medico scientifico.”

“Cioè?”

“Vado dai medici presentando loro le caratteristiche dei nuovi farmaci in commercio.”

“Ah, ho capito, sei uno di quei rompicoglioni che entrano nello studio medico e passano davanti a tutti senza fare la fila!!”

Quante volte durante la mia trentennale esperienza lavorativa mi sono trovato ad essere testimone interessato in discorsi di questo tipo! E  quante volte ho rischiato di essere vittima di litigi coni pazienti (che proprio pazienti non erano),  litigi scongiurati grazie al mio carattere tranquillo e affabile.

E tutto per lavorare!!! Perché sì, cari signori, questo è un lavoro, che piaccia o no, un lavoro che viene spesso bistrattato e nello stesso tempo tanto sfruttato da quelli che ci  chiamano “rompicoglioni”. 

Indubbiamente può dare fastidio ai poveri pazienti alle prese con le loro patologie e i loro problemi essere scavalcati da persone che spesso e volentieri impiegano un tempo considerevole con il loro medico, allungando i loro tempi di  attesa, ma questi signori dovrebbero tener presente che  il loro medico “a parole” non guarisce nessuno, una volta individuato il problema hanno bisogno di farmaci adatti per risolverlo.

Però non fanno problemi e sono estremamente contenti quando escono dal medico  con fasci di ricette di medicinali, se non addirittura con le confezioni gratuite di farmaci che noi “rompicoglioni” lasciamo al medico. Fortunatamente non sono rare le persone che prendono le nostre difese con i pazienti insofferenti, ricevendo spesso risposte non tanto oxfordiane, e mi rendo conto che  le persone che ci difendono sono quelle veramente bisognose della visita medica, quelle veramente malate, mentre gli altri, in maggioranza anziani, si indispettiscono non poco, chissà cosa avranno da fare dal momento che sono pensionati, forse gli facciamo fare tardi al cantiere vicino casa dove passano le giornate.

Magari  facendo i “rompicoglioni” anche con gli operai che lavorano come noi.

 

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