Non sono abituata a vederlo soffrire, è sempre stato forte e robusto. In vita sua ha avuto due volte il raffreddore, ed ora non sopporto di vederlo deperire ogni giorno. Cammina curvo, quasi che il peso degli anni sia improvvisamente sulle sue spalle come un macigno. La sua malattia, sconosciuta, è cominciata a luglio quando ha smesso di mangiare. Diceva di sentire un sapore amaro in bocca e il cibo gli pareva veleno. Sono cominciate una serie di analisi del sangue, TAC, EEG, ECG, e un'altra infinità di cose. Ogni due giorni eravamo in un ambulatorio. Ho cucinato cibi raffinati e cibi normali, di casa, e finiva tutto nella spazzatura e calava di peso. Lo hanno rivoltato come un calzino. Un giorno si reca in ospedale per fare una gastroscopia e lo accompagna mio genero. Allo sportello c'è una infermiera che lo ha già assistito in altre occasioni e una dottoressa sensibile e scrupolosa, lo guarda in faccia <<Non mi piace il suo colorito, venga con me in ambulatorio e facciamo un prelievo>> L'esito dell'analisi dice che ha l'emoglobina a meno cinque. La dottoressa lo fa ricoverare passando dal pronto soccorso e prepara tre trasfusioni di sangue da fare subito. Gli salva la vita. Resta in ospedale su una barella tre giorni e altre due trasfusioni. Gli danno un letto e lo tengono per tutta la settimana. Il cibo dell'ospedale è la cosa più immonda e schifosa che abbia ai visto. Gli porto spaghetti al pomodoro e basilico che lui adora, e nei giorni seguenti riesco a farlo mangiare. Si sente depresso e convince la dottoressa a mandarlo a casa. Dopo la gastroscopia e la biopsia, lo dimettono ma deve andare in un altro ospedale per ulteriori esami.

La diagnosi è: una forma di tumore del sangue. Finalmente otteniamo le prime cure e sembra riprendersi-

Sono giorni difficili, giorni in cui la paura e l'ansia la fanno da padrone. Si comincia al mattino con pillole e cure varie, e all'ora di pranzo con la speranza di vederlo mangiare. Non sempre il cibo è di suo gradimento ma si sforza e mangia bistecche e pasta a volte con appetito. Man mano che passano i giorni avviene un leggero miglioramento.

Mi sento come se mi fosse passato sopra un treno, ma lui non lo sa. Devo trovare la forza di andare avanti fino a quando sarà guarito, sempre col sorriso, non voglio mostrare debolezza. Io sono una donna forte e che cavolo. Metterò questa esperienza in conto insieme a tutto il resto, nella valigia del dolore e sarà il mio bagaglio futuro.

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10 October 2026

La gelosia è un sentimento antico, umano e complesso. Può comparire in qualunque relazione: tra partner, amici, familiari o colleghi. A volte si manifesta come una semplice inquietudine, un bisogno di rassicurazione, una domanda posta con apparente innocenza. Altre volte, invece, cresce fino a [...]

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I cipressi di Bolgheri

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10 October 2026

Camminavo lungo il rettilineo di Bolgheri, di cui tante volte avevo ammirato la capacità di simulare, in modo bellissimo, l’infinito. Quel giorno, però, era diverso: avevo male al collo. A sguardo basso vedevo solo l’asfalto e, sulla sua superficie, l’alternarsi di luci e ombre, come in discoteca, [...]

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IL TRENO DELLE CINQUE (2/2)

09 October 2026

Micia adesso se ne stava sulla porta, aspettando una carezza. Nell’orto comparivano i primi frutti. I fiori, davanti casa, erano uno splendore e a primavera inoltrata la voglia d’estate si faceva palpabile. Maria non aveva mai collegato le voci sul treno misterioso all’appuntamento enigmatico. [...]

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Con le tasche colme di biglie

09 October 2026

Scappo da chi, sfida dopo sfida, ho privato pur dell’ultima sfera, nel pomeriggio più lungo e infuocato. Lui, un '58 due spanne più alto, umiliato davanti agli amici, già mi insegue, gridandomi dietro "Tanto ti prendo, se non oggi sarà domani". "No, oggi non mi acchiappi!" A casa, ansante e sudato, [...]

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IL TRENO DELLE CINQUE (1/2)

08 October 2026

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altri tempi

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IL RITORNO DEL DINOSAURO

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