-- Salutami le nuvole.

E siamo sempre alla solita fine. Un bacio e si vola. Di nuovo. Gli stessi passaggi. Il rumore della valigia tutta rotta sul pavimento dell’aeroporto. Vederla scomparire sul nastro dopo avergli messo una targhetta bianca. Chissà se arriverà mai a destinazione come tutti i pensieri che facciamo. Anche loro hanno le ali, ma si perdono. Non sempre le parole dette riescono a trasmettere emozioni. Riuscirei, forse, scrivendo quello che provo tutte le volte che parti?

Un terremoto ha lo stesso effetto su di me. Piccole scosse di avvertimento. Piango. Mi lascio cullare da quella sensazione di tristezza prima ancora di veder crollare l’equilibrio. Di nuovo. E ancora. Ogni volta è come raccogliere le stesse cose che si frantumano. Possibile che non esiste un contenitore che possa evitare all’equilibrio di rompersi? Tutte le volte è come costruire una casa sul ciglio di un burrone. La vista è mozzafiato, ma sai che non durerà a lungo, allora perché costruirla? Perché ti fa sentire vivo e allo stesso tempo impotente. Come un oggetto di porcellana in una vetrina prima che un bambino la apra. E gli oggetti possono rompersi così come gli addii. E io sono una donna che si affeziona, a ogni cosa anche se è rotta. Un graffio sul vaso, la tazzina sbeccata racchiudono una storia che va narrata in qualche modo. Mi sentirei menomata senza i miei oggetti. E’ come togliere al cielo il suo colore dopo la pioggia. Ma cosa c’entra con te e gli aerei? Tutto rincorre un arrivederci, che allontaniamo come un addio.

Gli aerei sono ormai ad un passo. Il muso nell’aria e veloci in cielo. Vederli partire mi fa venire le farfalle allo stomaco. Gli aerei possono spingersi così in alto, io posso solo stare dentro il loro volo. Non ho ali, solo parole che quando tengono l’emozione così stretta, sorvolano i sogni. Sei marzo. E’ arrivato ed è andato via. Lo sapevo perché ogni attesa poi si dissolve. Terminal tre. Sapevo che sarei rimasta seduta in macchina e mi avresti dato un bacio in mezzo alla fronte quando ancora ero seduta al volante. Sapevo tutto, eppure la canzone dei Modà dopo è stato come ricordarsi che la fine è un altro inizio. Tornerai…come in un film. La prossima volta volerò io. Sull’ala, salutando le nuvole.

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L'esecuzione

28 September 2026

«Ascolta. Mi senti? Ci sei? Devi ascoltarmi bene. Inutile che ti agiti, non puoi muoverti, ascoltami! Tanto il tempo non ci manca. Guarda questo soffitto a pezzi, la muffa, guarda l’intonaco che cade. La vedi l’umidità che mangia gli angoli di questa stanza? Siamo noi, so che per te non è così, [...]

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Un breve incontro

L'inizio

28 September 2026

Dieci anni fa. Un pomeriggio di luglio, assorto nei miei pensieri, camminavo lungo un dritto viale alberato, in periferia. Una macchina si accosta a me. - Ciao, come stai? Una voce femminile che subito non riconosco. Mi abbasso e poi la vedo. Erano passati mesi dall'ultima volte che ci siamo visti. [...]

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Il mare mi ha rifiutato

28 September 2026

ETTORE — Napoli, 25 marzo 1938, ore 22 La penna gratta sul foglio e io la lascio grattare, perché è più facile scrivere che pensare a voce alta. A Carrelli scrivo che ho preso "una decisione ormai inevitabile", e mi accorgo che la frase suona come una diagnosi clinica più che come un addio. Forse [...]

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I SUSSURRI DEL GOSTINY DVOR (2/2)

27 September 2026

Mentre discuteva a bassa voce con la sua dama sulla qualità e il colore dei pregiati filati che la commessa Olga stava mostrando, vide il padrone recarsi nel retrobottega, scomparendo dietro la pesante tenda. In quel momento Elisabetta fece un leggero cenno alla Contessa che, recepito il messaggio, [...]

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C'era una volta settembre

27 September 2026

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26 September 2026

Il Gostiny Dvor di San Pietroburgo – il 'Cortile dei Mercanti' – rappresentava, in quell’inizio di secolo, il cuore pulsante degli affari. Era la vetrina voluta dagli Zar per ostentare al mondo la magnificenza di un Impero che appariva all'avanguardia e inarrestabile, anche se, a ben guardare, [...]

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Non so cosa scrivere, ovvero la nascita di un racconto breve

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Non so cosa scrivere. Non è banale. Cioè, qui si devono pubblicare racconti e io non so cosa scrivere. Guardo il cursore che lampeggia sulla pagina bianca e penso. Quindi sono. OK, brutta battuta. La realtà è che penso alla soluzione definitiva, all'assenza di idee: penso a un evento vissuto. In [...]

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25 September 2026

Lavoravo in una pizzeria d’asporto di quartiere, piccola e nascosta, con un’aria vecchia rivestita da un ammodernamento fittizio. Nuovi colori, nuovo mobilio e nuovo personale avevano trasformato una catapecchia in una pizzeria chic ed elegante sui toni del verde muschio, ma la clientela rimaneva [...]

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Il viaggio della Bilancia

25 September 2026

Per me, che ho radici salde nell'ateismo ma lo sguardo da sempre incuriosito dal mistero della fede, l'arcangelo Michele ha sempre rappresentato un'eccezione, una figura verso cui nutrivo un'istintiva simpatia. È stato solo muovendo i primi passi lungo i sentieri del simbolo e dell'etimologia che [...]

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Senza motivo (1/2)

24 September 2026

I. Ivan — Ottobre 2025 Ladispoli, fuori stagione, è un paese che sembra aver dimenticato di essere una località di mare. Le persiane delle seconde case sono chiuse, gli stabilimenti sono chiusi, gli alberghi pare che non siano mai stati aperti. Anche i negozi su Viale Italia hanno perso quella [...]

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L'uomo che non aveva paura

Eco
24 September 2026

La paura è un'amica preziosa. Glielo avevano ripetuto decine di volte. Psicologi, medici, persone che cercavano di convincerlo che ciò che era successo quella notte non fosse colpa sua. Aveva undici anni quando uccisero la sua famiglia. Non ricordava tutto. Alcune immagini erano rimaste nitide, [...]

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  • Piso81: complimenti ottimo finale!💪

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