Di solito quando intervistano i comici e chiedono loro da dove traggono ispirazione, la risposta è: dalla realtà, dalle cose che capitano tutti i giorni. Mostriamo scetticismo a questa dichiarazione, ma basterebbe fare un pochino più di attenzione o semplicemente osservare cosa accade nella mia vita per rendersi conto che in effetti si tratta di una sacrosanta verità.
Lunedì ricevo una mail dalla mia amica Gabriella che mi invita a vedere una mostra di gioielli organizzata da una sua conoscente. Decisamente interessante, quindi coinvolgo nell’evento anche Roberta che tra le altre cose è un’esperta sull’argomento della massima levatura, insieme abbiamo cercato di farci stimare e comprare un diamante da ottantaquattro carati di proprietà del sultano del Top Capi a Istambul ,
ma chissà come mai non ce lo hanno neanche fatto provare...
Come al solito approssimativa e superficiale, non apro il link allegato che spiega l’evento e mi reco all’appuntamento ignara e impreparata. Gabri mi racconta che ci sarà una parte introduttiva in cui verranno spiegati i benefici dei gioielli. Ma perché qualcuno mi deve anche spiegare perché procura gioia indossare un monile?
Sfoggiare un solitario o esporre un collier? Cosa diceva Marilyn? Diamonds are a girl best friends e noi ci fidiamo di lei, mica devo convincermene, sono già straconvinta.
L’esposizione si svolge in un centro yoga ed entrando mi tocca togliere le scarpe, scendere dal tacco otto e appollaiarmi su un cuscino zen. Comincio a comprendere.
L’oratrice spiega che il corpo è fatto di onde, non siamo materia, siamo antimateria.
O santiddio, ma dove sono finita? Ora mi farà levitare nella sala come una pagnotta?
Poi tenta l’approccio scientifico: sapete perché quando schiacciate l’interruttore la luce si accende? Beh tecnicamente io no, pero’ Edison lo sa, se lo chiami te lo spiega, no? Ecco cosi come accettate di non sapere perché si accende la luce (ma non è che lo accetto è che c’è una spiegazione scientifica dietro, mica un evento paranormale!) accettate anche l’esistenza delle onde che il vostro corpo propaga e che si diffondono
intorno a voi.
Roberta mi guarda è sghignazza e io mi trattengo ma la lacrima da riso mi scende sulla guancia.
Poi spiega che è il gioiello che ci sceglie, non siamo noi a scegliere lui. 
Su questo non c’è dubbio, ora le chiedo se può chiamare il mio fidanzato e tutti i fidanzati del mondo e spiegarlo anche a loro che sarebbe un’azione decisamente utile per l’umanità femminile e risolverebbe un sacco di situazioni conflittuali.

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