Cominciò a sentirsi in trappola. Sembrava che nessuno in famiglia potesse fare a meno del suo aiuto. si chiedeva finora come avessero fatto a tirare avanti, lui non c'era stato per quaranta anni. Non era certo questo che aveva sognato. 

Un sabato mattina, il figlio era a casa, la moglie non aveva nessun appuntamento e i bambini erano a scuola: quale occasione migliore per tentare una fuga mattutina. Si alzò in silenzio. La sera prima aveva preparato gli attrezzi e la borsa da pesca. Prese un pezzo di pane e un residuo di formaggio dal frigorifero, una scorta d’acqua e il portafoglio con i documenti.  Uscì che il sole ancora non era sorto all’orizzonte, solo il chiarore dell’aurora illuminava la strada. Prese il mare con la barca ma invece di dirigersi come sempre dietro al Castello prese un’altra direzione. Voleva esplorare nuovi posti sperando di cambiare prede. Al Castello prendeva sempre piccoli pesci, quelli di scoglio stanziali. Con uno sforzo maggiore, vogando, si portò al centro della baia dove sapeva esserci una secca. Arrivò stremato: dopo aver ripreso fiato preparò tutto il necessario. Calò il ferro per stabilizzare la barca, mise la prima canna in acqua e la lasciò sospesa sopra le onde. L’altra canna l’adoperò dal lato opposto. Il sole era uscito e adesso c’era caldo, la scorta di acqua che aveva portato stava quasi esaurendosi. Sentì sotto la mano tirare con una discreta forza, un pesce aveva abboccato ma non doveva essere molto grande e lo tirò su senza eccessiva resistenza, era un bell’esemplare di Pagello. Sorrise, un pesce ancora piccolo, ma diverso da quelli di sempre. Mentre lo slamava vide la canna fissa muoversi. Si affrettò a controllarla e stavolta il peso era maggiore. La forza era notevole. Iniziò un tira e molla che lo tenne impegnato fino a farlo sudare. Alla fine pescò una bella orata di circa mezzo chilo: il suo entusiasmo era alle stelle, mai pescato qualcosa di simile. Impegnato com’era con la cattura non si accorse che il tempo stava cambiando. Il cielo si era oscurato e un vento si era alzato tanto da far ondeggiare la barca. Decise di andare via prima della probabile tempesta. Dovette tirare su il ferro in fretta e furia, con uno sforzo non indifferente. Si mise ai remi, ma era stanco. Remava con ancora un residuo di forze mentre il vento lo respingeva in direzione opposta. Cercava di accelerare il ritmo delle vogate, ma non c’era verso di vincere la forza del libeccio. Alla fine smise di remare, era inutile. La barca prese una deriva veloce, sembrava volare sull’acqua. La corrente la trascinava prima verso il largo, poi rientrava verso riva, poi riusciva ancora. Damiano era stremato, aveva sessantaquattro anni e questa fatica lo stava distruggendo. Il suo male nascosto non lo aiutava certo. Stava disteso sul fondo della barca che scorreva sul filo della corrente. L’acqua era finita, mangiare pane e formaggio non era consigliabile e avrebbe accentuato la sete. Nella sua folle corsa a un certo punto la barca si era avvicinata parecchio alla costa con il pericolo che si schiantasse sugli scogli. Vista la situazione tentò di rimediare. Si mise ai remi: confidando sulla vicinanza alla riva e all’acqua più bassa remò con forza verso un punto di approdo non lontano, una specie di braccio di mare calmo riparato da un piccolo promontorio. Diresse la barca verso quel punto e non si rese conto che, con un ultimo guizzo, quel piccolo guscio di noce si era arenato sopra una spiaggetta, tra i ciottoli, riparato da una roccia. Si lasciò cadere a terra, poi con l’aiuto delle onde tirò a secco la barca. Era finita. Era salvo.

Qualcuno da terra doveva aver visto quella barca in difficoltà fra le onde e aveva avvisato le forze dell’ordine. Dopo poco tempo una vettura dei carabinieri si fermò sulla strada alta, la litoranea che passava sopra la scogliera. Si vedeva la barca e l’uomo disteso a terra, di fianco. Non senza difficoltà i militi scesero alla riva e trovarono Damiano esanime con un sorriso sulle labbra fredde. Aveva realizzato il suo sogno da pensionato, lui e il mare, soli, insieme per sempre.

 

Tutti i racconti

0
0
4

Le Cronache intonacate del Regno di Minfonia: Gli effetti della Maledizione sul Re (1/4)

Vol. 1: La Maledizione

04 November 2026

Poema cavalleresco imbizzarrito e sbizzarrito, dove il suono conta più della correttezza grammaticale e, talvolta, persino del significato. Letture demenziali da taschino per allitterati e illetterati, da leggersi solennemente ad alta voce. Tra Rabelais, Dario Fo e l’Ecologica Spurghi. Erculeo [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

0
0
3

La nave degli uomini perduti (4/4)

04 November 2026

Si svegliò di soprassalto, sudato, spaventato, in lacrime. Si lanciò fuori dal letto, a petto nudo, indossava solo le braghe del pigiama. Calzò le pantofole e, con le lacrime che colavano sul viso offuscandogli la vista, corse sul ponte della nave. Scese la scala che dal castello di comando conduceva [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

0
0
6

Il Presidente

04 November 2026

Il Presidente venne svegliato dolcemente, con un lieve tocco sulla spalla. «Signor Presidente... Signor Presidente... È ora di svegliarsi.» Il Presidente si svegliò, si stropicciò gli occhi e disse: «Ti rendi conto, Pedro, che potrei farti condannare per alto tradimento?» «Sì, signor Presidente. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
16

La museruola di zucchero

03 November 2026

Un’onda montante dal buio del mio universo, sgorga di getto come un toro d’acqua, e si…si…si ho fame ti voglio divorare avido di te La museruola da mastino non può nulla e’ di glassa di zucchero ho fame ho fauci che sembrano un sorriso non ti fidare agitati sgomenta non essere mantide voglio [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
2
8

La nave degli uomini perduti (3/4)

03 November 2026

L’uomo allora iniziò a parlare un italiano traballante con marcato accento teutonico. Si chiamava Hans Sturz…Storz qualcosa, veniva da Amburgo e si era imbarcato a Kiel. Tacque, forse aspettando un riscontro dall’altra parte del tavolo. Non arrivando risposta, il tedesco si guardò attorno come [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
4
32

Tre problemi, tre soluzioni

03 November 2026

C’era una volta, su di una collina, un piccolo villaggio abitato da creature di ogni tipo. Aveva case di ogni forma, dimensione e colore, e chi vi passava alla ricerca di avventura trovava sempre qualcosa di interessante da fare. Al centro del villaggio c’era una piazza a forma di stella che ospitava [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
18

La nave degli uomini perduti (2/4)

02 November 2026

Giorgio era sempre stato un sognatore, un carattere mite ma determinato nelle azioni. Quando decideva di fare una cosa nessuno poteva fermarlo o farlo ragionare, questo specialmente in età giovanile, la sua tranquillità era lo scudo della sua volontà. Le auto erano la sua passione, i motori mondi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
4
37

La terrazza

02 November 2026

Amavo molto le terrazze di sera. Mi ci rifugiavo spesso quando dovevo pensare, perché da lì contemplavo la città illuminata che era per me una continua fonte di ispirazione e di ricordi. Quante luci, quante storie si ammiravano dall’alto. Era incredibile quel brulicare di vicende e di racconti, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
1
19

Il Cantico Dell'Alba D'Ottone

02 November 2026

Fra le zaffate di rose e i marmi silenti, l’amor si cela, maestà di torbide correnti. È la gemma preziosa sulla conchiglia antica, raro soliloquio di luce, propizia e amica. Come vetro increspato in specchi di mercurio, vibra nel petto l’anima in una danza siderale. È il fosforo nascosto in cremisi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

8
8
40

Perdonami per non aver capito

01 November 2026

Sono qui, seduto su questa vecchia sedia di paglia. In questa cucina ormai priva di odori del cibo che cucinavi. Dentro questa casa che ha raccolto grida di gioia e pianti senza fine. Guardo il mestolo di rame piegato. Lo avevi conservato a memoria di una testa che lo aveva saggiato. E la vecchia [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Walter Fest: Complimenti Riccá leggendolo sembra una canzone. Solita bella poetica [...]

  • zeroassoluto: A volte le corazze ci difendono e non ci fanno soffrire più di tanto, [...]

2
2
12

La nave degli uomini perduti (1/4)

01 November 2026

Il mare del Nord, le nubi grigie che imprigionavano la luce del sole, uno stormo di gabbiani che seguiva quel grande scafo di metallo che fendeva le onde, erano come un quadro dipinto dentro le sue pupille che guardavano l’orizzonte. Una sigaretta tra le dita della sua mano andava e veniva dalla [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

7
4
35

Mai

La crudeltà dell’invisibile

01 November 2026

Il mio lutto non aveva un defunto, eppure non c’era più nessuno da salvare. Avevo costruito un futuro con la materia fragile dei desideri: stanze, stagioni, una luce accesa al tramonto. Avevo abitato quel domani così a lungo da dimenticare che non mi apparteneva. Poi, senza preavviso, il futuro [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • lottimista: "La crudeltà delle cose mai accadute è che non puoi condividerle [...]

  • zeroassoluto: Dolore, sofferenza, aspettative infrante, amori sbagliati, amori perduti... [...]

Torna su