Ogni mercoledì sera, puntuali come le bollette, ci ritroviamo nella stanza comunale sopra la posta.

Un luogo privo di velleità artistiche: neon tremolante, sedie in cerchio, odore di mosto e un’acustica che definire ostile è un compiacente eufemismo.

 

Noi, le B-Roll Girls, siamo diciotto donne con più entusiasmo che fiato, aspettiamo l’ingresso del maestro, l’unico uomo del gruppo: Furio.

Ogni volta è come guardare il meteo, entra e in due secondi capiamo se sarà La La Land oppure Apocalypse Now.

Quella sera era Apocalypse Now.

Furio arriva con passo veloce, giacca e cravatta fucsia ancora addosso dalla mattina, viso scuro, non dice ciao, non chiede come va. Si piazza al centro del semicerchio come un direttore d’orchestra che ha appena scoperto che l’orchestra ha venduto gli strumenti.

“Scaldiamo la voce”, annuncia severo.

 

Già lì capiamo che qualcosa non va: i soliti vocalizzi non partono. La pianola è lì, muta presenza rassicurante del mondo civile; lui accenna una nota, giusto per darci un “la” mentale, ma l’abbandona subito, si mette a braccia conserte, solleva un avambraccio a mo’ di capo indiano e, a palmo aperto, inizia:

“Osservate bene, ogni dito corrisponde a un numero in inglese e alla relativa nota", sentenzia. ”Io non dirò nulla, sarete voi a cantare quello che vedete.”

Ecco, ha inizio il suo teatrino muto, una sorta di mimo impazzito: la sua mano si muove nell’aria come in una lingua dei segni deformata, ma con una differenza crudele.

Se i segni di solito servono a comunicare nel silenzio, i suoi servono a estorcerci suoni che il nostro cervello non è pronto a emettere. È una lingua di palmi aperti, falangi e scatti che dobbiamo tradurre istantaneamente in musica.

 

Pollice: Do - uan.

Indice: Re - ciu.

Medio: Mi - tri.

Anulare: Fa - for.

Mignolo: Sol - faiv.

 

Fin lì, più o meno, resistiamo. Poi Furio cambia marcia, non mostra più un dito per volta con la calma di una persona civile, ne apre uno, lo chiude, ne apre due, tre insieme in successione.

Il guaio è che dobbiamo ricordarci tutta la sequenza: quali dita sono comparse, quali le note loro assegnate, traducendo il tutto in quei maledetti numeri inglesi.

 

A quel punto non stiamo più scaldando la voce, stiamo rincorrendo una mano.

Lui alza il mignolo e noi, in un coro incerto: “Faiv…”.

Lui chiude, riapre l’anulare, il pollice, due volte l’indice: “For! Uan! Fri Fri!”.

Le dita scattano così in fretta che dopo pochi secondi non sai più se hai visto prima il pollice, l’indice o il medio.

 

C’è chi parte sicura e si perde a metà; chi apre la bocca e non emette suono; chi ride per il nervoso.

Chi prova a copiare la vicina, ignorando che la vicina sta copiando lei, e chi mantiene uno sguardo vitreo proprio di chi sta osservando la propria autostima sparpagliata in ordine sparso.

Nel panico, ci si aggrappa a un dito qualunque come unica certezza.

 

Intanto Furio accelera. Le sue dita si muovono nell’aria come i lampi di un segnale d’emergenza. Per metà di noi, il secondo dito è diventato una certezza, una patria, un rifugio mentale sicuro.

Peccato lui sia già passato al mignolo almeno due volte, poi al pollice, in una sequenza muta che sembra una password della NASA o un corso accelerato di dattilografia.

 

Ogni nostro errore genera la sua vendetta sonora. Quando il coro rantola nel buio, lui torna alla pianola e picchia sui tasti con furia.

“DO DO DO DO! Era UANNNNN, non FRIIIII!”

“FA FA FA! CIUUUU! FOR FOR, no UANNNN! CIU” urla.

 

Ora non è più un riscaldamento vocale, è un interrogatorio con accompagnamento.

“È facilissimo ragazze! Lo farebbe anche un bambino!” insiste.

“Avete la mente obnubilata!”

Poi ci informa che questi sono solo gli “esercizi base” e aggiunge: “Sappiate che chi non sa riprodurre fedelmente i suoni non può fare musica”, enuncia con la calma feroce di una legge di natura.

 

E noi ci sentiamo come aspiranti astronauti che scoprono di soffrire di vertigini.

Dopo mezz’ora vera, di quelle che lasciano segni interiori e sudori esteriori, ce l’abbiamo fatta. Non tutte, ma abbastanza da convincerlo a smettere.

Nella stanza si respira un’aria strana: sollievo, vergogna, profumo di deodorante e quella fratellanza che nasce solo nelle guerre inutili e nei corsi serali.

 

Siamo accaldate, confuse, un po’ offese e alcune, solo alcune… divertite.

La verità è una sola: ci siamo sentite coralmente delle idiote, ma delle idiote compatte, affiatate, persino commoventi nella loro disfatta. Un coro che, nonostante tutto, canta.

Furio ci squadra, sospira e dice: “Bene, ora iniziamo, tirate fuori Skyfall.”

Ed è lì che capiamo tutto, il vero spettacolo non è quello che proviamo: è quello che ci succede ogni mercoledì sera, sopra la posta, sotto il neon, al cospetto del secondo dito.

Tutti i racconti

3
2
16

Daredevil: incapacità di intendere e di volere (2/3)

07 September 2026

Mattina seguente, Tribunale Civile di New York. Il giudice entra. Sfoglia poche pagine. – Il ricorso è accolto. La separazione è pronunciata con addebito a carico della resistente. Silenzio. Il marito chiude gli occhi, come se gli avessero tolto uno zaino pieno di pietre. Matt gli stringe la [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Davvero complimenti al nostro autore .
    Cosa combinerà [...]

  • Teo Bo: Buondì Giuseppe. Molto particolare la stesura della narrazione. Episodio [...]

1
8
19

La montagna orizzontale

07 September 2026

Mio padre mi ha instillato il gusto della montagna orizzontale, senza manie da arrampicatore o sciatore. Qualche discesa la facevo, ma per non sfigurare con gli amici in settimana bianca. Assetati di piste, alla prime luci dell'alba erano già a colazione. Li seguivo ma faticavo a capire, illudendomi [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: Be', in fondo il pessimista non è che un ottimista bene informato [...]

  • Andrea Monaci: non l ho capito neppure io ma la montagna orizzonatle mi prende... in ogni [...]

2
2
19

Daredevil: incapacità di intendere e di volere (1/3)

06 September 2026

Mattina, Tribunale di New York. L'aula è gremita. Si discute una separazione con addebito. Da una parte Matt Murdock, che difende un marito ormai consumato da anni di accuse, scenate e sospetti. Dall'altra Furio, impeccabile nel doppiopetto, rappresenta la moglie. La donna interrompe tutti. – [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
11
33

Un giorno alla SPA (3/3)

06 September 2026

Sabato 25 Luglio 2026, ore 18:15 - le sorprese non sono finite Al termine di questo percorso benessere (mi piacerebbe sapere quali siano, nello specifico, le sostanze stupefacenti assunte da chi ha coniato questa definizione), scopro che ci sono ancora due imperdibili opportunità: la doccia emozionale [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Ondine: Mi sono divertita molto a leggerti. Devo dire che quando ero piu giovane non [...]

  • Federica Cori: Dax, grazie ☺

    Ondine, condivido pienamente su passeggiata al parco [...]

5
12
68

Appunti di scuola

05 September 2026

Sono un insegnante e quello che vi racconto è successo circa un anno fa, nella scuola media dove mi ero insediato da poco. Ho incontrato, per la loro prima lezione con me, una seconda classe piuttosto rumorosa, cosa non insolita in ragazzi e ragazze di undici anni. In fondo a questo gruppo numeroso, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Riccardo: Renato benvenuto! Non hai fatto del tutto centro, come diceva Teo sullo scritto, [...]

  • Renato Arciere: Grazie a Riccardo per i consigli e a Giancarlo per l'apprezzamento. Avrò [...]

3
8
42

Un giorno alla SPA (2/3)

05 September 2026

Sabato 25 Luglio 2026, ore 17:00 - l’ora della verità Le porte dell’ascensore si aprono; vengo catapultata in un mondo a me sconosciuto. Mi viene incontro una ragazza, gentile e bellissima: secondo me è Caronte in incognito. La guardo con una diffidenza oltre limite ma lei è super professionale [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

8
11
57

Dentro

04 September 2026

Cosa c’è dentro un niente Forse nulla o forse niente Molti lo usano con speranze, certezze, convinzioni Non mi cambia niente Non mi serve più a niente Non hai in mano niente Niente che possa farti soffrire Niente di quello che dite può farlo sparire Non troverai niente Non sentirai niente Non [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
10
40

Un giorno alla SPA (1/3)

04 September 2026

“Mi hanno obbligato ad andare alla SPA. Tutti pensano sia un sogno, per me è solo umidità!” Cara Laura…è molto peggio di così! Ma andiamo con ordine. Venerdì 24 Luglio 2026, ore 18:00 - preparazione valigia Ho un elenco mentale di tutte le cose che devo portare con me per questo ennesimo weekend [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • zeroassoluto: Ciao Fede!
    Banvenuta...
    Mooolto divertente: già ti vedo!

  • Federica Cori: zeroassoluto, grazie! ☺ tu mi vedi, io mi risogno...sotto forma di incubo! 😆

4
8
33

Poiché sono l'albero più occidentale del giardino

03 September 2026

Poiché sono l'albero più occidentale del giardino posso vedere tutto ciò che succede fuori dalla casa ma posso solo intuire invece quello che succede dentro di essa. Da quando è stata costruita la casa sono lì fermo e immobile. È vero, una pianta per definizione non si muove, ma ciò è vero solo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
17
75

Fuggiva e... basta

03 September 2026

Anche quella mattina Giovanni camminava a passo sostenuto, come quando era in ritardo per l’orario d’ufficio. Prima di andare in pensione aveva sognato che il suo rapporto con l’orologio si sarebbe interrotto, a cominciare dalla sveglia del mattino. Lo aveva pensato sistematicamente negli ultimi [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Riccardo: Scritto bene, con quella nota di malinconia che forse sopraggiunge in quella [...]

  • MaricaR: Si vede che doveva andare così per i due, pazienza, "non fa niente" [...]

3
7
27

A 140 Bpm (2/2)

02 September 2026

«Credi davvero che la dissolutezza e l'altruismo si escludano? La bellezza della vita che hai appena vissuto sta proprio nel fatto che eri entrambe le cose. Eri l'uomo che dava una mano ai ragazzi il martedì pomeriggio e quello che si perdeva nei locali il venerdì notte. Imperfetto, disordinato. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Mi piace questo S.Pietro "manovale" come un capobarca o un capomastro.
    Il [...]

  • zeroassoluto: Piaciuto!
    Paraculi anche in Paradiso... non bisogna fidarsi di nessuno!

3
4
29

Tre notturni

02 September 2026

Sbuffa il battello, scricchiola e cigola che il fiume risale a fatica. Dietro l'ultima ansa, finalmente, il villaggio: i vecchi alle reti, festanti i fanciulli, le donne a condire pietanze. E festa sarà. Si udiranno racconti di faune feroci, flore carnivore, paludi e agguati di tribù dalle più [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su